Chiara Ferragni agli Uffizi, Schmidt nel mirino: il ministero reintegra il Comitato

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Laura Larcan
​Ferragni agli Uffizi, Schmidt nel mirino: il ministero reintegra il Comitato

Quando si dice che un Comitato scientifico segue da vicino la “sua” opera d’arte. Accade agli Uffizi. Si era dimesso in blocco, lo scorso febbraio, quando il Ritratto di Leone X di Raffaello era partito per Roma, spedito in prestito per la grande mostra alle Scuderie del Quirinale. Ed ora si reinsedia nel museo statale fiorentino, proprio con il ritorno a casa del capolavoro, a fine agosto.

Lo strappo del Comitato (capitanato dallo storico dell’arte Tomaso Montanari) nei confronti del direttore Eike Schmidt (reo, a suo dire, di aver movimentato un quadro che rientrava nella lista delle 23 opere «inamovibili» del museo più importante d’Italia) aveva diviso il mondo della cultura lo scorso inverno, in tempi pre-Covid. Col risultato, a onor del vero, di incassare scarsissimi consensi. Persino lo storico dell’arte Claudio Strinati aveva commentato: «L’operazione di portare il Leone X a Roma ha un alto valore culturale». Ora il reintegro in servizio del Comitato alla corte dei Medici non può che attirare i riflettori mediatici. Ufficialmente a richiamare i quattro saggi del Comitato scientifico è stato il ministero dei beni culturali e del turismo, attraverso una lettera inviata il 22 luglio. 

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Nella breve missiva, firmata dal capo di gabinetto Lorenzo Casini, si chiede ai quattro professori (oltre Montanari, Donata Levi, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso) di riconsiderare la decisione presa, sottolineando l’importanza per il ministero «di poter continuare a fare affidamento sulle vostre competenze». 

Certo è che agli Uffizi nessuno sapeva nulla di questo invito. Si sono trovati di fronte ai giochi fatti. Tant’è. Dimissioni ritirate a tempo di record. E nell’accettare l’invito, i quattro del Comitato si tolgono anche qualche sassolino dalla scarpa, per voce dello stesso Montanari: «Si tratta - sottolinea - di una reazione assai diversa da quella del direttore degli Uffizi, che aveva dichiarato: “Gli Uffizi e il loro grande lavoro scientifico vanno avanti. Questo Comitato, insediato nel giugno scorso e caratterizzato da battaglie politicizzate ed ideologiche, non ci mancherà”». 

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All’epoca Schmidt, teutonico direttore degli Uffizi, aveva tirato dritto, forte delle sue ragioni e nel rispetto delle regole della tutela: «Il comitato ha un potere solo consultivo, l’opera non lascia il suolo nazionale, gode di ottima salute perché restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure, e il progetto espositivo al Quirinale ha importanza nazionale». Ora, il ritorno a Firenze è imminente per la prima riunione.

Anche se tecnicamente questo comitato scadrà il prossimo novembre (e non ci sono in ballo progetti di prestiti “sensibili” nei prossimi mesi), l’operazione ha animato fior di rumors tra gli addetti ai lavori. E l’eco del clamore suscitato dalla vicenda del servizio fotografico di Chiara Ferragni davanti alla Venere di Botticelli non si sarebbe ancora sopita (anche se la famosa influencer da milioni di follower subito dopo Firenze è volata a Taranto, in posa al museo archeologico MarTa insieme alla direttrice Eva Degl’Innocenti, senza altrettanto chiasso...). 
 


Che l’insediamento del vecchio comitato serva a dare qualche “raccomandazione” ad Eike Schmidt? È solo una chiacchierata ipotesi sul piatto (anche perché del servizio fotografico, sembrerebbe che al Collegio Romano non sapessero nulla). Conti alla mano, la lettera del ministero con l’invito al Comitato è datata al 22 luglio scorso, cinque giorni dopo il set fotografico della discordia. Cinque giorni in cui si è consumato il valzer di polemiche, con dibattito tra intellettuali, titoli mediatici, interviste e pareri illustri, fino all’exploit dei dati di affluenza al museo (con buona pace dei detrattori).

Già, perché nel solo week end dello “scandalo” Ferragnez, il museo fiorentino ha registrato un boom di visitatori con un +27% di pubblico under 25 (9.312 persone accorse agli Uffizi rispetto al fine settimana precedente quando erano stati 7.511). Numeri che hanno fatto dichiarare a Schmidt: «Mi dispiace per i tuttologi che in questo week end ci hanno insegnato di tutto e di più...».

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E c’è, poi, molto in sordina, quell’ipotesi più finemente politica: ripristinare il vecchio Comitato scientifico è forse l’occasione per rinsaldare rapporti e alleanze tra i partiti di maggioranza (e “fazioni” di storici dell’arte)? Il ministero della Cultura, però, ha già liquidato tutte e due le ricostruzioni come «assolutamente infondate». E il ruolo di Eike Schmidt resta saldo. Nonostante il ritorno del Comitato scientifico. Almeno lui, Schmidt, il gusto di portare tanti giovani al museo, se l’è goduto.
 

Ultimo aggiornamento: 12:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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