«Adoleggenti» crescono: dal Sud un nuovo patto per la lettura come strumento di civiltà

Venerdì 8 Marzo 2019 di Donatella Trotta
Un patto per la lettura. Intesa non soltanto come “piacere solitario” ma come strumento di crescita, confronto, empatia, pensiero critico ovvero divergente, apertura ai legami, accoglienza e inclusione delle diversità, coesione sociale. Un patto culturale e politico, a segnare un’alleanza “glocale” che incrementi il più possibile precocemente – ossia a partire dai giovanissimi e in una rete progettuale di buone pratiche - il valore relazionale trasformante dei libri: antidoti universali al veleno della povertà educativa, madre di tutte le povertà.

(Ri)parte dal Sud (e da aree di resilienza culturale) la mobilitazione per un’Italia unita dai libri, senza i quali – suggeriva il grande poeta Heinrich Heine – «le gioie marciscono». E la sfida di una primavera dei lettori forti contro l’inverno della cultura viene rilanciata non soltanto a Napoli – già sede per vent’anni, dal 1990, dell’importante fiera del libro Galassia Gutenberg, che fu ideata dall’editore Franco Liguori – o da quell’editoria femminista considerata erroneamente “di nicchia” che a Roma celebra, da oggi a domenica 10 marzo, la seconda edizione di «Feminism», unica Fiera dell’editoria delle donne in Italia - in quello straordinario luogo di saperi e di accoglienza che è la Casa internazionale delle donne, ancora incredibilmente a rischio chiusura – con madrine d’eccezione, per il taglio del nastro oggi alle 14, Vandana Shiva (la teorica più nota dell’ecologia sociale, fisica quantistica ed economista militante ambientalista), la pluripremiata scrittrice Michela Murgia e la storica statunitense Max Dashu (attivista femminista e fondatrice nel 1970 dei Suppressed Histories Archives) e con un programma nel segno della trasmissione dei saperi («Passa le parole», il tema unificante) come l’anno scorso fittissimo di eventi, incontri e focus su temi di attualità curati da Anna Maria Crispino e Stefania Vulterini (tutti gli appuntamenti della rassegna sono sul sito www.casainternazionaledelledonne.org). Anzi.

A mettersi letteralmente in gioco, sono anche realtà più piccole, meno visibili e periferiche, dove il senso della disseminazione di idee, soprattutto in un Mezzogiorno minacciato dalla “secessione dei ricchi”, acquista un valore (in)formativo aggiunto. E stiamo parlando, specificamente, della Campania interna, quella considerata più “marginale”: come l’isola di Procida, amata da scrittori e artisti ma di fatto “cenerentola” delle perle insulari del Golfo partenopeo (Capri e Ischia); o come Avellino, città capoluogo di un’Irpinia spesso dimenticata dove tuttavia è attivo un non scontato presidio culturale come la bella libreria per ragazzi L’Angolo delle Storie, e persino un’altrettanto non scontata - almeno nel Mezzogiorno - Biblioteca per bambini in seno alla Biblioteca Provinciale. All’indomani della vivace presentazione a Palazzo Zevallos di Stigliano della seconda edizione di NapoliCittàLibro, il Salone del libro e dell’editoria promosso dall’Associazione Liber@Arte (fondata dagli editori Diego Guida, Rosario Bianco e Alessandro Polidoro), in programma dal 4 al 7 aprile 2019 a Castel Sant’Elmo subito dopo la chiusura della Bologna Children’s Book Fair (il più importante appuntamento internazionale sui libri per ragazzi, dal 1° al 4 aprile), entrano così nel vivo iniziative coraggiose spesso basate sull’entusiasmo, la tenacia e la generosità di singoli appassionati e competenti, capaci di creare – faticosamente – ponti. Tra istituzioni e associazionismo. Tra linguaggi diversi della creatività, tra generazioni differenti, tra pubblico e privato sociale, comunità educanti e Terzo settore.

Da un lato, NapoliCittàLibro annuncia con legittimo orgoglio il suo programma (consultabile sul sito www.napolicittalibro.it): 120 eventi in 4 giorni, oltre un centinaio di editori presenti, significativi incontri sui mestieri della filiera del libro, un investimento di “svariate centinaia di migliaia di euro”, bigliettazioni diversificate per utenza, partnership prestigiose (tra le quali Mibac, Polo Museale della Campania, Castel Sant’Elmo e Museo Novecento a Napoli, Regione Campania, Cepell-Centro per il libro e la lettura, Comune e Aeroporto internazionale di Napoli, Aie-Associazione italiana editori, le tre università napoletane più importanti, Intesa Sanpaolo, Unione Industriali di Napoli, Ordine nazionale dei Giornalisti, Rai) e ricandida, così, il capoluogo campano a capitale non soltanto meridionale, ma europea della cultura con il felice (e provocatorio, dati i tempi) slogan/titolo: «Approdi. La cultura è un porto sicuro».

Dall’altro lato, quello meno generalista e più attento specificamente ai piccoli lettori in crescita, la metafora del “porto come porta aperta alla cultura”, della Reading Literacy come ineludibile necessità nella formazione permanente di ciascuno e dell’importanza dell’incontro ravvicinato tra comunità di lettori di ogni età con opere e autori contemporanei di valore si è già incarnata, intanto, anche nel progetto-premio «Procida-Il mondo salvato dai ragazzini-Elsa Morante», entrato ora nel vivo della sua seconda edizione proprio sull’"Isola di Arturo" e ispirato dal messaggio poetico/profetico/politico del testo morantiano del 1968, con il coinvolgimento di centinaia tra insegnanti (con corsi di formazione riconosciuti dal MIUR), bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni, protagonisti della civiltà dell’infanzia e operatori specializzati: in un iter di scoperta della filiera del libro per l’infanzia e la gioventù, e non solo, promossa da una sinergia di Associazioni culturali, amministrazione pubblica, librerie, biblioteche e privati unite per scommettere sul futuro di un sito insulare ricco di bambini e bambine e dotato delle migliori potenzialità per essere “Children, Family and Foreign Friendly”. Così, prima del weekend di Festa finale (31 maggio-2 giugno) del progetto-percorso educativo, culturale e sociale - e dopo gli incontri di formazione con il corpo docente dell’Isola e il primo appuntamento degli “Incontri ravvicinati d’autore”, nel gennaio di quest’anno, sul linguaggio del teatro, della narrativa di impegno ambientalista e del fumetto con gli autori della suggestiva graphic novel di formazione Aspettando il vento (Becco Giallo Edizioni) - il ciclo di “incontri ravvicinati d’autore” prosegue il 13 marzo, sempre a Procida, con il secondo atteso appuntamento: protagoniste, Emanuela Bussolati ed Elisabetta Garilli, autrici dell’originale albo illustrato di “musica disegnata e un po’ strampalata” Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin (Carthusia Edizioni). A seguire, interverranno poi sull’isola Bernard Friot, considerato il Gianni Rodari francese (12 aprile) con Il mio primo libro di poesie d’amore (Editrice Il Castoro), illustrato da Desideria Guicciardini; e Vichi De Marchi (15 aprile) con I maestri di strada (Einaudi Ragazzi, collana Semplicemente Eroi), accompagnata proprio dal protagonista del suo libro, Cesare Moreno.

Non solo. In questo 8 marzo che celebra con nuove ondate di indignazione e scioperi (anche per gli ennesimi dolorosi femminicidi o ginecidi da analfabetismo affettivo) la “Giornata internazionale della donna”, è da accogliere con piacere e rinnovata speranza per le nuove generazioni l’iniziativa di Marina Siniscalchi, giovane donna avellinese, maestra della scuola primaria e presidente di una neonata associazione culturale dall’emblematico titolo EbbridiLibri, di promuovere la prima edizione di «IncantAutori in città» (al via oggi alle 16.30, fino a domenica 10 marzo ad Avellino, tra il Carcere Borbonico e l’Itc Regina Margherita/Leonardo da Vinci): piccolo festival della letteratura per bambini e ragazzi inserito nel programma Pensieri Periferici-Festival del pensiero itinerante, cofinanziato dal POC Campania 2014/2020 - con il riconoscimento di un piccolo contributo da parte del Comune di Avellino e il patrocinio morale del Miur - «ma reso possibile – spiega Siniscalchi - soprattutto grazie al sostegno degli sponsor e dei soci». Tra gli “ingredienti” del menu della tre giorni (scaricabile sul sito www.ebbridilibri.org) incontri, dibattiti, workshop di scrittura, fotografia, letture ad alta voce, laboratori manuali e spettacoli per bambini, ragazzi, docenti, famiglie, bibliotecari e operatori. E tra gli obiettivi, sottolinea Siniscalchi, «incoraggiare l’amore per la lettura in un’epoca in cui le fonti di distrazione sono tante e tutte concorrono ad allontanare bambini e ragazzi da momenti di riflessione, silenzio, intimo raccoglimento; ma anche sostenere le competenze di docenti, librai, bibliotecari e operatori culturali per informarli sulle ampie proposte editoriali relative alla narrativa contemporanea».

Già. Ritorna il patto (educativo) per la lettura. Necessario per lo sviluppo democratico di ogni paese civile che voglia essere degno di questo nome. Ad Avellino ne saranno testimoni militanti, tra gli altri, gli autori David Conati, Antonio Ferrara, Ornella Della Libera, la fotografa e attrice Marianna Cappelli, l’illustratore Gianluca John Passarelli, l’attore, regista e formatore Massimiliano Foà. A partire da un convegno/dibattito pubblico, in apertura di «IncantAutori in città», in programma oggi (ore 18.30, Carcere Borbonico) sul tema «L’età inquieta. L’educazione affettiva attraverso la narrativa per ragazzi». Un focus sull’adolescenza che – come ribadisce Massimo Ammaniti nel suo ultimo libro, Adolescenti senza età, edito da Raffaello Cortina, e come già denunciava anni fa Francesco Cataluccio con il libro Immaturità. La malattia del nostro tempo, Einaudi – troppo spesso si prolunga oggi in quella stagione ribattezzata “adultescenza”, o sindrome di Peter Pan. Ma la cosiddetta “età ingrata” - quella adolescenza che in un bel romanzo distopico di Peter Hoeg del 1993 compare come la generazione dei quasi adatti e ispira, fra il resto, gran parte dell’impegno di ricerca pedagogica e azione culturale dell’associazione bolognese Hamelin, con la sua omonima rivista di materiali dell’immaginario, le mostre bibliografiche (come “In tumulto”), i progetti mirati (come Xanadu, per “lettori ostinati”) e i convegni dedicati, come «Adolescientology» - è soprattutto un tempo di cambiamento. E di trasformazione feconda. Che può offrire, tra mondi reali e fantastici, spunti significativi di riflessione sui nativi digitali e la loro epoca, in bilico tra nomadismo mediatico e disincanto, nichilismo light e trasgressione estrema, iperconnessione social e solitudine concreta, ricerca di identità e (bi)sogno d’ascolto (anche dei propri talenti).

Per una presa di coscienza (e di corresponsabilità) collettiva sulle relazioni autentiche, , l’educazione al desiderio, alla conoscenza e all’alfabetizzazione sentimentale deterrenti alla violenza, anche di genere, che proprio nei libri può trovare alleati preziosi. Purché mediati, quando necessario, da adulti consapevoli: di essere (anche) ciò che leggiamo, secondo la lezione del grande Aidan Chambers.   © RIPRODUZIONE RISERVATA