In un libro d'artista di Parisi, Valentino e Pozzi la leggenda di Maria la Bailadora, combattente per amore

La battaglia di Lepanto in un dipinto di Bragada
di Donatella Trotta

Tre donne intorno al cor… si son riunite. Per dare vita a un libro d’artista, d’amore e di guerra, di conflitti interiori e di scontri epici dal sapore leggendario ove si annida, tra le pieghe della Storia, una piccola grande storia – leggendaria ma dimenticata dai più - al femminile. Protagonista, un’ardente, sensuale e coraggiosa gitana andalusa del XVI secolo, Maria, danzatrice di flamenco in fuga dalla Spagna (che, quando lei era ancora bambina, ha mandato al rogo e arso viva sua madre con l’accusa di essere una strega) a Napoli, dove incontrerà l’uomo della sua vita amandolo – ricambiata - fino a seguirlo, travestita da archibugiere uomo, sulla nave Real dove il bel capitano Don Jerònimo de Aguilar si imbarcherà, per combattere l’ultima Crociata contro l’impero ottomano in nome del suo re, Filippo II, e del Papa Pio V.
 
E si intitola appunto Maria la Bailadora alla battaglia di Lepanto il racconto di Armida Parisi, illustrato da 18 tavole a colori in china e acquarello di Daniela Valentino, stampato ora dalle edizioni Frame Ars/Artes con una prefazione di Paola Pozzi (pp. 46, euro 10): il libro sarà presentato dalle autrici sabato 28 ottobre alle ore 11 a Napoli, al Blu di Prussia (in via Filangieri 42), in un incontro moderato da Francesco Di Domenico con interventi di Francesco Durante e Giovanna Mozzillo, letture di Antonella Stefanucci e commento musicale di Romano Lippi. Per l’occasione, le 18 tavole originali del libro di piccolo formato (30x40), riprodotte su carta di pregio in edizione limitata e raccolte, con il testo, in un elegante cofanetto, saranno esposte nella galleria d’arte di via Filangieri nel corso della presentazione.
 
Correva l’anno 1571, spiega Paola Pozzi - scenografa e architetto, presidente dell’Associazione culturale Frame Ars/Artes, che divulga l’arte contemporanea e sostiene i giovani talenti emergenti - raccontando l’idea dalla quale è nato il suo progetto: l’anno della battaglia di Lepanto, combattuta dalle forze alleate della Lega Santa guidata da don Giovanni d’Austria. «In questa storia – sottolinea Pozzi - mi interessava scoprire se c’erano stati episodi particolari, degni di curiosità, capaci di procurare un’emozione fuori dall’assunto storico. Si sapeva che vi aveva partecipato Miguel de Cervantes, conoscevamo la storia del capo della flotta turca Alì Pascià che aveva portato sulla sua nave tutti i suoi beni e il suo harem ben sapendo che in caso di sconfitta sarebbe stato ucciso e avrebbe perso tutto». La fine della ricerca – aggiunge Pozzi - «mi portò a Maria, una donna che nel 1571 partecipa inverosimilmente ad una battaglia, su una nave. C’era una bolla di Pio V che impediva alle donne e ai giovani di bell’aspetto e imberbi di mettere piede su una nave. Il suo fu il coraggio di una donna innamorata… Volevo che fossero donne con penna, pennello e parole a raccontare le gesta di questa donna speciale».
 
Di qui il coinvolgimento della giornalista Armida Parisi, responsabile delle pagine culturali del «Roma» e docente dalla spiccata sensibilità per la letteratura e la creatività, profusa anche in questo racconto dal ritmo musicale, evocativo e incalzante; e, per le immagini dal tratto morbido, danzante e sinuoso che accompagnano il testo, della giovane artista napoletana Daniela Valentino, laureata in Scenografia all’Accademia di Belle arti di Napoli e in Comunicazioni di massa a New York, formatasi nel solco artistico dei fratelli Mazzella. Non solo. Il progetto di Pozzi, Parisi e Valentino prevede anche una messa in scena del racconto, con la complicità di un’altra donna di vibratile sensibilità e talento: l’attrice e regista romana Giorgia Palombi. Una squadra insomma tutta al femminile, per sottrarre all’oblio la leggenda dell’ardimento di una piccola e appassionata zingara capace di combattere, travestita da uomo, come e meglio di un uomo: per amore – solo per amore - del suo uomo. A restituirle la seduzione del corpo, le immagini fluttuanti della giovane Valentino; mentre Parisi ne echeggia il timbro, la profondità erotica dello sguardo scuro e i sentimenti di sovrumana pietas cogliendoli nell’eco letteraria di una danza esistenziale metaforica e vibrante di vita. Anche nella morte.
Lunedì 23 Ottobre 2017, 18:49 - Ultimo aggiornamento: 23-10-2017 18:49
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