Bonus mamma, il tribunale contro l'Inps: «Va dato anche alle straniere»

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Il premio nascita di 800 euro una tantum va concesso a tutte le madri, anche quelle straniere che l'Inps aveva escluso perché non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Parola del Tribunale di Milano che ordina all'Istituto nazionale previdenza sociale di estendere il premio a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti in Italia e giudica «discriminatoria» la condotta dell'Istituto - accogliendo il ricorso delle associazioni Asgi, Apn e Fondazione Piccini che ne danno notizia - il quale ora - secondo i giudici milanesi - dovrà revocare le proprie circolari e pubblicare sul proprio sito una «nota informativa» che informi della estensione del beneficio.

Il "Bonus mamma domani" consiste in una una tantum di 800 euro che l'Inps eroga alla nascita del figlio (per il 2017). L'Inps nella circolare sul bonus aveva introdotto, seguendo le indicazioni dei ministeri vigilanti, gli stessi requisiti previsti per il bonus bebè (una misura che era legata al reddito e che veniva erogata mensilmente e non una tantum).

In sostanza, spiega il giudice milanese Silvia Ravazzoni, non può essere l'Inps a escludere l'una o l'altra categoria di
stranieri, e l'Istituto dovrà eliminare «la condotta discriminatoria attraverso l'estensione del beneficio assistenziale «a tutte le future madri regolarmente presenti in Italia che ne facciano domanda e che si trovino nelle condizione giuridico-fattuali» previste dalla legge 232 del 2016.

«Non è quindi neppure necessario, come avevano fatto invece altri giudici, fare riferimento a quelle norme comunitarie che prevedono la parità di trattamento per i titolari di permesso unico lavoro - commentano i legali delle associazioni che hanno presentato ricorso -: in questo caso è proprio la legge nazionale istitutiva a prevedere il beneficio con la massima ampiezza, persino senza alcun limite di reddito. Confidiamo che ora l'Inps si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale - ha commentato l'avvocato Alberto Guariso che assisteva le associazioni - evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso Inps, ma, soprattutto, ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi in una materia così delicata tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell'Inps».

«Nel frattempo - sottolineano le associazioni - è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31.12.2017 facciano domanda all'Inps al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la "discriminazione collettiva" e quindi tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno».

«Vinceremo tutte le cause per le immigrate», il commento della presidente del Patronato della Cgil, Inca, Morena Piccinini che ha seguito la prima causa sulla quale è stato condannato l'Inps: «Oggi a Milano c'è una nuova sentenza che dà ragione alle associazioni e non alle singole donne richiedenti quindi potrebbe avere un valore generale. Ci sono comunque cause promosse su tutto il territorio con centinaia di donne coinvolte. L'Inps dovrebbe capire che se perde tutte le cause c'è qualcosa che non va nella circolare e dovrebbe modificarla».

«Abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero del Lavoro e al Mef se intendano confermare l'orientamento finora espresso sulla limitazione del "Bonus mamma domani" alle residenti e immigrate
con permesso di lungo soggiorno. Il Governo non ci ha ancora risposto», ha detto Giuseppe Conte, responsabile relazioni esterne dell'Inps. 

 
Mercoledì 13 Dicembre 2017, 20:50 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 22:32
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2 di 2 commenti presenti
2017-12-14 01:51:48
diamo i soldi a cani e porci indistintamente, stato vergognoso che dovrebbe pensare agli italiani. gli altri fuori dai piedi...
2017-12-14 01:16:36
Ma che bravi questi legislatori e questi giudici;davvero una volontà perversa della cgil di sfavorire le nascite di cittadini italiani.Perchè se vuoi favorire le nascite di italiani è ovvio che devi dare il bonus agli italiani;e invece di dargli 800 euro gliene dai 1600 e alle straniere non glielo dai.Ma daltronde è notorio che la cgil con l'assistenza agli stranieri fattura milioni e milioni di euro.Hanno fatto fuori gli operai e i loro diritti nelle fabbriche e si sono rivolti alla vacca grassa degli immigrati con i pernmessi di soggiorno e l'assistenza in genere creando i futuri concorrenti del popolo che si erano impegnati a difendere.Vero esempio di amor patrio.E i politici che col bonus bebè si erano in qualche modo impegnati a favorire le nascite, come al solito hanno fatto le cose male.Anzi favoriscono le nascite di altri cittadini stranieri.Veri geni e veri patrioti.Amen

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