Comuni, ecco il riparto del 2020: guadagna Giugliano, in calo Napoli

Martedì 31 Dicembre 2019 di Marco Esposito
Il Comune d'Italia che guadagna di più è in Campania: Giugliano, con quasi 1,3 milioni di aumento. Segue Altamura, in provincia di Bari, con quasi 700mila euro. E poi ancora tanta Campania: Marano, Acerra, Quarto, Melito, Afragola, Maddaloni, Eboli, Casalnuovo e Casoria. È il primo effetto della battaglia contro gli zeri al Sud che ha portato, nel riparto 2020 del Fondo di solidarietà comunale, la fine dei fabbisogni zero per i Comuni senza asili nido e un primo passo per superare il dimezzamento del target perequativo. A guadagnare con le nuove regole sono soprattutto i piccoli comuni del Mezzogiorno ma anche, come si è detto, città con decine di migliaia di abitanti. Tuttavia il Fondo di solidarietà comunale è un gioco a somma zero e quindi per ogni Comune che si vede riconoscere qualche soldino in più c'è qualcuno che riceve un taglio. Sovente chi guadagna tace e chi perde reagisce per cui in Anci, l'associazione dei Comuni guidata dal sindaco di Bari Antonio Decaro, sta montando una protesta guidata dai sindaci che perdono di più e che, in generale, sono quelli delle grandi città o dei centri delle aree più ricche.

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Un braccio di ferro che rischia di spaccare l'associazione ma che è dovuto, più che a inevitabili campanilismi, al fatto che il sistema dei Comuni è nel suo insieme sottofinanziato per 2 miliardi e quindi la coperta è per definizione corta. Quando, nel 2015, è entrato in vigore il Fondo di solidarietà comunale, si sono scritte regole per scaricare il peso dei tagli sui territori più deboli, ovvero le aree interne e il Sud. Poi però l'anno scorso - prendendo spunto dalle inchieste giornalistiche - sono iniziati i ricorsi, che hanno coinvolto una settantina di enti e hanno visto come capofila Riccia in provincia di Campobasso e Cinquefrondi in provincia di Reggio Calabria. Ecco perché, per non essere travolti dai ricorsi, le regole sul riparto del 2020 sono cambiate, sia pure con un meccanismo graduale che andrà a regime in un decennio.

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A perdere, in Campania, sono tutti i capoluoghi di provincia a partire da Napoli che si vede tagliare nel 2020 quasi 7 milioni di euro. Per quale ragione? Le città capoluogo hanno avuto storicamente, per il loro ruolo, una quota consistente di trasferimenti. Con il passaggio al nuovo sistema, si passa al confronto tra i fabbisogni standard e le capacità fiscali. Tuttavia in assenza del livelli essenziali delle prestazioni, i fabbisogni standard al Sud sono stati definiti a un livello molto basso, in particolare per i servizi sociali, l'istruzione, gli asili nido. Ecco perché Napoli, che pure in base alle regole costituzionali dovrebbe ricevere più di adesso, si vede praticare un taglio, dovuto al doppio effetto del definanziamento del settore comunale (che colpisce tutti, anche al Nord) e della sottostima dei fabbisogni standard (che penalizza solo il Sud).

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In questi giorni di fine anno molti sindaci del Nord e in particolare del Veneto sono con la calcolatrice in mano per verificare quanto hanno perso e quanto perderanno a regime, cioè quando entro undici anni si passerà a un sistema integralmente basato su fabbisogni standard e capacità fiscale. E fanno sentire il loro malcontento a Decaro. Al Sud, invece, molti sindaci neppure si sono accorti della pubblicazione dei dati. Con eccezioni come Michele Conia, primo cittadino di Cinquefrondi e primo comune d'Italia a deliberare, un anno fa, l'azione giudiziaria contro gli zeri al Sud. Il paese dell'Aspromonte nel 2020 riceverà 55mila euro in più. Una piccola cifra che a regime salirà a 435mila annui. Cosa farà Conia con i 55mila euro? «Sicuramente - risponde il sindaco di Cinquefrondi - migliorare l'assistenza specialistica per i ragazzi disabili nelle scuole e aumentare alcuni progetti di inclusione sociale che noi abbiamo. Ad esempio il pranzo alle persone sole in difficoltà socio economiche».

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Già attivi in Campania sono i sindaci di Casoria, Afragola, Cardito e Crispano e cioè Raffaele Bene, Claudio Grillo, Giuseppe Cirillo e Michele Emiliano. I quattro non solo hanno deciso di coordinare l'azione per sostenere con i ricorsi il raggiungimento di un sistema equo, ma hanno deciso di convocare dopo la pausa dell'Epifania una decina di Comuni a Nord di Napoli.

I dati del Fondo di solidarietà comunale si trovano nella sezione «finanza locale» del sito del ministero dell'Interno. Per calcolare la variazione a regime che il Comune deve aspettarsi va fatta la differenza tra la voce B8 e quella B7 del riparto 2020. Il risultato va diviso per 27,5 e moltiplicato per 100. Per Giugliano per esempio la differenza tra le voci B8 e B7 è positiva per oltre 1,2 milioni. Dividendo per 27,5 e moltiplicando per 100 fa circa 7,8 milioni di euro di aumento di risorse da destinare ai servizi essenziali per i cittadini. © RIPRODUZIONE RISERVATA