Bankitalia, Visco: «Crescita in Italia oltre il 4%, ora serve un debito comune europeo»

Lunedì 31 Maggio 2021 di Luca Cifoni
Bankitalia, Visco: «Crescita oltre il 4%, dal Recovery Plan spinta aggiuntiva di 1 punto l'anno»

La Banca d'Italia vede una crescita superiore al 4 per cento nella media del biennio 2021-2022, trainata soprattutto dagli investimenti delle imprese che sono attesi in rapida accelerazione. Nelle sue Considerazioni finali Ignazio Visco  condivide le valutazioni prudentemente ottimistiche sulle prospettive dell'economia italiana, se le condizioni sanitarie continueranno a migliorare. Il governatore della Banca d'Italia, che per il secondo anno a causa della pandemia ha presentato la tradizionale relazione davanti ad un pubblico estremamente ristretto, si è anche soffermato sul contributo aggiuntivo che potrà arrivare dall'attuazione del Recovery Plan: circa un punto in più di crescita media annua nel prossimo decennio (circa 2,5 in tutto fino al 2024) se all'effetto degli investimenti sulla domanda si aggiungeranno in pieno quelli del miglioramento infrastrutturale e delle riforme. Insomma se l'occasione del Pnrr sarà sfruttata nel modo migliore, spendendo bene le risorse disponibili. Per il futuro, la proposta - dettagliata a livello tecnico - è rendere stabile l'emissione di debito comune a livello europeo, per arrivare ad una vera politica di bilancio comune: i nuovi titoli resterebbero distinti dal debito pregresso dei singoli Paesi, «che resterebbe responsabilità nazionale».

 

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La fase di uscita dalla pandemia richiederà però, a livello globale, un ritiro molto graduale sia degli interventi di stimolo attuati dai governi, sia di quelli monetari che nell'area europea sono gestiti dalla Bce. A questo proposito Via Nazionale ritiene che a livello europeo i segnale di inflazione non siano preoccupanti, soprattutto perché non si vede un surriscaldamento delle retribuzioni: la politica monetaria espansiva deve quindi proseguire.

 

 

LA VALUTAZIONE - La valutazione sulle misure messe in campo dal governo italiano è positiva: hanno contenuto gli effetti della pandemia limitando l'aumento delle diseguaglianze e contenendo anche il numero dei licenziamenti (sono stati 440 mila in meno di quelli attesi in assenza di interventi). Più in generale secondo Visco è stata adeguata la risposta delle istituzioni europee, a differenza di quanto avvenuto in precedenti crisi. Ora però i sostegni dovranno diventare più selettivi e anche il nostro Paese - il governatore lo fa presente citando Manzoni a proposito della peste del Seicento - dovrà affrontare la fase nuova tenendo presente delle criticità del passato a partire dal debito pubblico: «Non è pensabile un futuro costruito sulla base di sussidi e incentivi pubblici». In questa chiave viene sottolineato il ruolo importante che lo Stato deve assumere, ma in una funzione complementare rispetto al mercato. Andrà comunque mantenuto il sostegno a chi perde il lavoro

 

 

I prossimi mesi saranno importanti anche per le banche, che nel nostro Paese - oltre a fronteggiare le sfide dell'evoluzione tecnologica e della transizione ambientale - dovranno valutare con sempre più attenzione la qualità dei propri crediti. Per i piccolo istituti, che fanno più fatica, la via indicata è quella dell'integrazione con accordi comerciali, consorzi ma anche con aggregazioni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA