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Restrizioni di Natale, la stretta su ristoranti e negozi può costare 10 miliardi: «Ad aprile non potremo pagare le tasse»

Venerdì 18 Dicembre 2020 di Francesco Bisozzi
Restrizioni di Natale, la stretta su ristoranti e negozi può costare 10 miliardi: «Ad aprile non potremo pagare le tasse»

La nuova stretta di Natale rischia di costare circa dieci miliardi a ristoranti, bar e negozi. Tra i più colpiti il settore della ristorazione che grazie al solo pranzo di Natale fattura in un anno normale quasi 300 milioni e che per effetto di ulteriori limitazioni può arrivare a perdere, tra il 25 dicembre e l'inizio di gennaio, altri tre miliardi di euro di fatturato. L'Italia in zona rossa a Natale e Capodanno comporterà invece per il settore del commercio al dettaglio 7 miliardi di perdite per via dei mancati acquisti di beni e prodotti, calcola Confesercenti. Dicembre è sempre stato un periodo clou anche per gli alberghi: nel 2019 gli hotel hanno fatturato 4 miliardi nel periodo natalizio, una buona parte dei quali tra il giorno di Natale e l'Epifania.

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«A causa del clima d'incertezza ci sono in questo momento oltre centomila ristoranti con i frigoriferi pieni in vista del pranzo di Natale e che in caso di zona rossa totale dovranno buttare nel complesso più o meno 200 milioni di euro di derrate alimentari già acquistate», spiega il direttore generale di Fipe-Confcommercio Roberto Calugi. Molte imprese del settore della ristorazione prima del virus realizzavano a dicembre il 20 per cento del loro fatturato annuo. «Se il settore rimarrà fermo anche nei giorni di festa, più della metà delle imprese della ristorazione non riuscirà a onorare le tasse prorogate ad aprile, dal momento che i ristori non bastano minimamente a coprire le perdite», prosegue il rappresentante della Federazione italiana dei pubblici esercizi. Piove sul bagnato. Il settore ha visto quest'anno il proprio fatturato contrarsi già del 40 per cento.


IL BARATRO
Almeno sessantamila le imprese della ristorazione a rischio chiusura e circa 300 mila i posti di lavoro in bilico attualmente. In crisi anche i fornitori: si prevede che a dicembre gli acquisti da parte dei ristoratori di materie prime alimentari saranno inferiori di 100 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Altrettanto drammatica la situazione in cui versano gli alberghi, che quest'anno stando alle stime di Federalberghi vanno incontro a un calo del fatturato dell'80 per cento. Questo mese il settore alberghiero perderà altri 4 miliardi: nel complesso il comparto dovrà accontentarsi nel 2020 di un fatturato complessivo inferiore ai cinque miliardi di euro, contro i venti miliardi di un anno fa.

L'Italia in zona rossa a Natale preoccupa infine Confesercenti. «Un blocco tra Natale, Capodanno ed Epifania comporterebbe per negozi e pubblici esercizi una perdita di 10 miliardi di euro, di cui 3 miliardi circa di consumi in bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione e 7 miliardi in acquisti di beni e prodotti», spiega al Messaggero il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni. Nel commercio e nel turismo, ricorda Confesercenti, sono a rischio chiusura causa Covid circa 150 mila imprese, di cui 70 mila negozi e 80 mila attività legate all'alloggio e alla ristorazione, per un totale di 450 mila posti di lavoro.

«Se lockdown deve essere, il Governo si impegni a sostenere le imprese con ristori adeguati, certi e immediati», prosegue il segretario generale di Confesercenti. Sui ristori che verranno concessi per il mese di dicembre regna ancora la totale incertezza e visto che finora quelli precedenti hanno coperto nei migliori dei casi giusto il 25 per cento delle perdite subìte dalle attività messe in lockdown, gli imprenditori sono tutt'altro che ottimisti.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA