«Precompilata Iva per imprese e professionisti». Ruffini (Entrate): così pagare le tasse sarà più facile

Lunedì 27 Dicembre 2021 di Umberto Mancini
Ruffini (Entrate): «Così pagare le imposte sarà più facile»

Spinta alla digitalizzazione per semplificare la vita al contribuente, combattere l’evasione fiscale, migliorare l’efficienza della macchina statale. Partendo nel 2022 con un novità assoluta: la dichiarazione Iva precompilata per imprese e professionisti. Lo annuncia Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate che fa il punto con il Messaggero.

 


Ruffini, a fine anno è normale tracciare un bilancio: a che punto siamo con la digitalizzazione?
«È un passaggio obbligato per accompagnare la semplificazione del sistema tributario. Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, anche grazie alla partnership con Sogei, possono migliorare l’efficienza della Pubblica amministrazione e renderla all’altezza delle sfide di una società sempre più complessa. Penso ai servizi online, alla dichiarazione precompilata, alla fatturazione elettronica». 
Proviamo a sintetizzare la tabella di marcia.
«Già prima della pandemia avevamo intrapreso un piano digitale per dialogare con i cittadini in modo più facile, ma l’emergenza ha fatto da acceleratore. Oggi il canale telematico è il principale mezzo per usufruire dei servizi fiscali. Al 30 novembre scorso su 14 milioni di servizi forniti nel 2021, il 76% è stato erogato a distanza. In sostanza, anche se gli sportelli fisici restano comunque un punto di contatto strategico per l’assistenza, la gran parte delle prestazioni si è spostata sui canali telematici: dichiarazioni di successione, richieste di rimborso, certificato di attribuzione del codice fiscale e via dicendo. I contratti di locazione, ad esempio, oramai vengono registrati quasi tutti online». 
La prima vera forma di digitalizzazione è stata la dichiarazione dei redditi precompilata. 
«Sì, è stata la chiave di volta per una autentica semplificazione degli adempimenti tributari per lavoratori dipendenti e pensionati nel loro rapporto con il fisco. I risultati che abbiamo potuto raggiungere in questi ultimi anni vanno al di là di quanto era possibile immaginare quando abbiamo iniziato a tracciare questo progetto». 
Di che cifre parliamo?
«I numeri sono in costante crescita. L’Agenzia ha predisposto oltre 20 milioni di dichiarazioni precompilate tramite le informazioni in suo possesso. È un grande lavoro preliminare che agevola i cittadini nel loro rapporto con il fisco, che vengono informati di tutte le loro possibili detrazioni fiscali. Quest’anno 4,2 milioni di contribuenti hanno trasmesso autonomamente la propria dichiarazione: il triplo rispetto al 2015 e un terzo in più rispetto al 2020. Questo vuol dire che l’hanno visualizzata collegandosi sul sito dell’Agenzia, l’hanno controllata, modificandola se necessario, e infine l’hanno inviata dal proprio pc. Più precisamente, di questi, circa un milione di 730 precompilati è stato trasmesso senza alcuna modifica. Gli altri sono stati trasmessi grazie al lavoro dei caf e dei commercialisti e dei consulenti del lavoro. Sono dati significativi di un cambiamento culturale in atto». 
Questo per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche. E per quanto riguarda le partite Iva?
«Partiamo dal risultato della fatturazione elettronica, alla quale va ascritto il merito di aver prodotto un rilevante aumento spontaneo delle entrate: 2 miliardi e mezzo di euro in più l’anno, tra maggior gettito Iva e imposte dirette, ai quali si aggiunge 1 miliardo di falsi crediti Iva bloccati». 
Eppure la fattura elettronica fu accolta in maniera tiepida, per usare un eufemismo, da imprese e professionisti.
«Credo che molti si siano ricreduti: è uno strumento che agevola e semplifica il lavoro quotidiano. Peraltro, durante il lockdown, la fattura elettronica è stata un prezioso strumento che ha permesso al legislatore di prevedere quei contributi che hanno consentito al mondo produttivo di affrontare un momento particolarmente difficile. Inoltre, le imprese hanno potuto evitare la spedizione cartacea delle fatture in un momento così complicato». 

 


E oltre alla fatturazione elettronica?
«Già da quest’anno i corrispettivi giornalieri dei registratori di cassa vengono trasmessi per via telematica all’Agenzia delle entrate. Da settembre scorso, poi, l’Agenzia delle entrate predispone per una platea di oltre 2 milioni di operatori i registri Iva, che possono essere verificati e modificati. Una volta trasmessi l’impresa può evitare la loro tenuta».
Quindi, cosa cambia?
«Sono tutte tessere di un mosaico che si sta formando e che, dal prossimo anno, consentirà all’Agenzia di fare un ulteriore passo in avanti, predisponendo anche la bozza della dichiarazione annuale Iva precompilata per il 2022, che rappresenterà la vera novità. Questi dati sono resi disponibili a circa 2 milioni tra imprese e professionisti, consentendo loro di avere elementi di riscontro rispetto ai loro sistemi gestionali e di evitare errori. Con un significativo risparmio di tempo». 
Nel 2020 l’Agenzia delle uscite, come qualcuno l’ha ribattezzata, ha erogato diversi miliardi fra contributi a fondo perduto, sostegni e rimborsi fiscali. Quest’anno qual è la situazione?
«Con le informazioni a nostra disposizione, anche nel 2021 abbiamo potuto accreditare le somme direttamente sul conto corrente dei contribuenti in tempi rapidi: in media 10 giorni lavorativi dalla presentazione dell’istanza. L’importo complessivo è in crescita: 12 miliardi di euro, contro i 10 miliardi del 2020. A questa cifra vanno poi aggiunti oltre 18 miliardi erogati sotto forma di rimborsi fiscali». 
A ottobre l’Agenzia di Riscossione ha lanciato anche nella Capitale il servizio di video-chiamata su prenotazione. Come sta andando?
«La nuova frontiera del fisco dovrebbe essere proprio questa: assistere il contribuente quando e soprattutto dove gli è più comodo. Ad esempio, sul sito di Riscossione è possibile rateizzare le cartelle. Per questo puntiamo molto sugli sportelli online, che consentono di parlare con un operatore da pc, smartphone e tablet senza doversi recare in un ufficio e fare la fila per ricevere una consulenza, informazioni o chiedere rimborsi. A Roma i dati sono ambivalenti: i posti disponibili sono stati praticamente tutti prenotati, ma poi una metà dei cittadini non si presenta all’appuntamento virtuale. Ovviamente, in questi casi, cerchiamo di ricontattarli nei giorni seguenti. Crediamo a tal punto in questo progetto che lo abbiamo avviato sperimentalmente in alcune regioni anche per Agenzia delle entrate».
E il tema del personale?
«Dal 2016 il personale è sceso di oltre diecimila unità. Dovremmo essere 44mila, ma siamo 30mila. Abbiamo però avviato una nuova stagione di concorsi. Proprio nei giorni scorsi, con la collaborazione del Formez Pa si è svolta la prima prova per assumere 2.320 funzionari. Non era mai accaduto che un concorso simile, con 30mila partecipanti, avesse luogo in contemporanea in dieci città (Roma, Napoli, Torino, Catania, Siracusa, Cagliari, Rende, Foggia, Rimini e Aosta). La prova si è svolta con un tablet assegnato ad ogni candidato. Nel 2022 sono previsti altri concorsi per dirigenti e funzionari. Anche con loro costruiremo il futuro dell’Agenzia».
 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA