Visco: economia peggiora anche a inizio 2019, urgono riforme strutturali e riduzione debito

Mercoledì 27 Marzo 2019
Visco: urgono riforme strutturali e strategia per riduzione debito

Urgono «riforme strutturali» e «occorre assicurare la stabilità finanziaria, avendo una strategia chiara e credibile per la riduzione, nel medio termine, del peso del debito pubblico sulla nostra economia». Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, alla dodicesima conferenza Maeci-Banca d'Italia, sottolineando che l'attività economica in Italia è peggiorata nell'ultimo scorcio del 2018 e anche nei primi mesi di quest'anno.

In Italia «sono urgenti interventi volti a contrastare più efficacemente il rallentamento economico e l'aumento della povertà. Per creare opportunità di lavoro stabili tuttavia non basta un semplice sollievo congiunturale. Le misure tradizionali di tipo redistributivo devono affiancarsi alle riforme strutturali da anni al centro del dibattito».

Nel nostro Paese «occorre assicurare la stabilità finanziaria, avendo una strategia chiara e credibile per la riduzione, nel medio termine, del peso del debito pubblico sulla nostra economia»




«L'appartenenza all'Ue è la chiave per rimanere su un sentiero stabile di crescita. Il vero completamento della costruzione europea sarà raggiunto solo con lo sviluppo di istituzioni democraticamente designate, incaricate di esercitare la sovranità comune. In un contesto di integrazione globale dei mercati e di cambiamenti geopolitici, mettere in comune una parte della propria sovranità è l'unico modo per preservarla». «L'Europa deve rimanere un'ancora di stabilità in un mondo sempre più instabile e politicamente imprevedibile».

«La recente polemica sulla firma di un Memorandum of Understanding bilaterale tra l'Italia e la Cina è un esempio delle difficoltà di definire un'appropriata strategia a livello Ue, in un momento di acceso confronto tra questo Paese e gli Usa». La contrapposizione tra Italia e Cina, ha aggiunto, potrebbe essere «mitigata» dalla presenza di un terzo attore, rappresentato appunto dall'Europa, «che deve però esprimere una capacità di azione comune».

Ultimo aggiornamento: 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA