Gli Usa contro la cinese Zte: «Vietato vendergli componenti per sette anni»

Pechino ha promesso di «proteggere i diritti e gli interessi legittimi delle compagnie cinesi» dopo che gli Stati Uniti hanno penalizzato il produttore cinese di apparecchiature per le telecomunicazioni ZTE, vietando alle aziende americane di vendere componenti al colosso degli smartphone per sette anni. Poche ore dopo l'annuncio, il ministero del Commercio cinese ha infatti esortato Washington a creare un ambiente legale «equo, giusto e stabile» per le società cinesi. Il gruppo è stato accusato dal dipartimento del Commercio Usa di aver rilasciato «false dichiarazioni» al Bureau dell'Industria e della Sicurezza nell'ambito di un'indagine sulla presunta spedizione illegale di apparecchiature per telecomunicazioni verso la Corea del Nord e l'Iran.

«ZTE ha premiato i dipendenti coinvolti nel commercio illegale con dei bonus invece di rimproverarli. Questo comportamento eclatante non può essere ignorato», ha detto il segretario al Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross. A marzo dello scorso anno, ZTE si è dichiarato colpevole e ha accettato di pagare quasi 1,2 miliardi di dollari per aver violato le leggi statunitensi che limitavano le vendite di tecnologia all'Iran. Oggi ha affermato di essere a conoscenza dell'attivazione del divieto delle esportazioni imposto dagli Usa e sta «comunicando in modo attivo con le parti interessate».
Martedì 17 Aprile 2018, 11:46 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 16:20
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