Napoli, la camorra in ospedale: spari ad altezza d’uomo e il giallo di un'auto crivellata di colpi

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di Leandro Del Gaudio

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Non doveva finire lì, non poteva finire con quei colpi di pistola alle gambe, come un «normale» regolamento di conti. Era necessario premere di nuovo il grilletto, questa volta puntando l’arma più in alto e sparare ad altezza d’uomo, per chiudere la storia in modo definitivo. Piano folle, disperato, consumato all’interno di un ospedale cittadino, nel pronto soccorso dei Pellegrini, dove è andato di scena l’ennesimo episodio di violenza contro cittadini inermi, dopo i fatti di piazza Nazionale (tre maggio, ferita la piccola Noemi); e del rione Villa (9 aprile, un bimbo di tre anni abbandona lo zainetto, dopo l’omicidio del nonno, e sfugge ai colpi nascondendosi in auto). Ospedale Pellegrini, siamo tra giovedì e venerdì notte, quando viene ricoverato al pronto soccorso Vincenzo Rossi, 22 anni noto alle forze di polizia (è sotto processo per tentato omicidio), con ferite di proiettile alla caviglia sinistra e alla gamba destra. Viene portato a spalla da alcuni ragazzi, suo conoscenti, che lo hanno soccorso dopo gli spari rimediati in via Toledo. Fin qui è la storia di un episodio di cronaca spicciola, dell’ennesimo regolamento di conti nella notte napoletana. Poi, all’improvviso, nel pronto soccorso, è l’inferno.
 


Eccolo, l’ennesimo uomo con il casco nero, l’ultimo attore dell’inesauribile show criminale cittadino. È ripreso dalle telecamere dell’ospedale, sembra un forsennato: va avanti e indietro, ha il giubbotto nero e i pantaloni bianchi, come appare evidente da un video immediatamente sequestrato. Ecco la sequenza choc: il pistolero entra nel pronto soccorso punta un gruppetto di giovani dove evidentemente non trova il suo obiettivo e si rivolge verso l’uscita; poi fa uno scatto, si rigira, raggiunge di nuovo il pronto soccorso e fa fuoco. È al centro della scena, l’uomo col casco nero e i pantaloni bianchi, fa fuoco diverse volte puntando alle sagome di persone in movimento. Sei colpi calibro nove. Spara per uccidere, ma si limita a ferire - fortunatamente solo di striscio - due dei quattro ragazzi (probabilmente minori) che avevano accompagnato Vincenzo Rossi dopo i primi colpi di pistola e che decidono di sparire subito dopo. Dinamica più unica che rara, che obbliga gli inquirenti a una domanda su tutte: che senso ha sparare all’uomo ferito pochi attimi prima, in un precedente raid? Inchiesta condotta dai pm Celeste Carrano e Urbano Mozzillo, sotto il coordinamento del capo della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli, in uno scenario investigativo seguito dallo stesso procuratore Gianni Melillo. 

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Venerdì 17 Maggio 2019, 23:01 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 11:00
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 8 commenti presenti
2019-05-18 07:12:42
Stato italiano,polizia,carabinieri,esercito...Efficaci contro la Camorra come l'aspirina contro i tumori...
2019-05-18 09:28:06
sara' un caso che delinquenti di altri paesi ( molti camuffati da rifugiati ) invitavano telefonicamente conoscenti e amici a raggiungerli , tanto qua( italia ) non si paga il reato , era il senso dell'invito
2019-05-18 00:03:07
Ospedale nella Pignasecca a meno di 50 metri da una sezione di Pubblica Sicurezza ! Siamo alla frutta.

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