Elezioni Usa, una lunga maratona in tv: ecco la sfida all'ultimo voto minuto per minuto

Martedì 3 Novembre 2020 di Flavio Pompetti
Elezioni Usa, una lunga maratona in tv: la sfida all'ultimo voto minuto per minuto

La maratona sarà lunga. I politico-dipendenti che vorranno ascoltare il nome del vincitore delle presidenziali statunitensi nel momento in cui verrà dichiarato, devono rassegnarsi ad una veglia di tutta la notte, fino almeno alle prime ore della mattina. Proviamo perlomeno a ipotizzare il momento ideale per le incursioni nel frigorifero e al bagno; magari anche per una breve pennica. Lo spoglio inizia a mezzanotte con la chiusura dei seggi in Indiana e Kentucky, ma la presenza davanti allo schermo non è obbligatoria: Trump vincerà in entrambi gli stati senza destare sorpresa. La convocazione generale è invece all’una di mattina, con lo spoglio che inizia nella metà orientale della Florida, uno stato dove Trump non può permettersi di perdere. Dopo il fiasco del 2000 (Bush-Gore) la Florida si è dotata di un sistema rapido di lettura, e ha promesso i risultati in nottata. Ma basterà la buona volontà di fronte a distacchi che si annunciano millimetrici?

 

 


 

Elezioni Usa, David Axelrod: «Tra Trump e Biden a decidere sarà il Covid»

Elezioni USA, tensione a stelle e strisce: comincia il count-down

Elezioni Usa, tutte le proiezioni Stato per Stato

Trump minaccia di licenziare Fauci, glielo chiedono i fan: «Aspettate dopo le elezioni»

Ore due: occhi puntati sulla Carolina del Nord, che da mezz’ora avrà iniziato lo spoglio. Mezzo punto di vantaggio per Trump alla vigilia, dopo una formidabile rimonta dell’ultima settimana. Se le urne la confermano, le rotative dei giornali che erano pronte a sparare la prima pagina su Biden avranno una battuta d’arresto. Non è il momento di muoversi dalla poltrona perché allo stesso tempo cominciano ad arrivare i dati della Pennsylvania. L’aspettativa è che qui lo spoglio richieda una settimana. Se invece la prima valanga di schede, diciamo entro le tre, fosse già in grado di indicare l’affermazione di Biden, il gioco sarebbe virtualmente chiuso a suo favore. Tra le tre e le quattro giungono i dati dal nord (Michigan, Ohio, Wisconsin), ex “muro blu” di contenimento dei democratici, e trampolino di lancio della presidenza Trump nel 2016. Se la linea Maginot che Biden ha disegnato nei sondaggi tiene anche qui, accoppiata al successo tra la Pennsylvania e la Florida, potrete andare a letto con il titolo in bocca: Joe Biden è il nuovo presidente. Se non sarà così, cominciate a cercare una buona scusa per la vostra assenza alla prima conferenza Zoom di lavoro mercoledì mattina. Una conferma importante è anche il Texas, dove la distanza di un capello tra i due potrebbe decidere le sorti complessive del voto. Alle quattro sapremo come è andata anche i Colorado e in Arizona, gli ultimi due territori di contesa in bilico. Se a quest’ora dura ancora l’incertezza, andate pure a dormire. Vuol dire che l’attesa sarà ben più lunga della vostra capacità di stare svegli. P.S. Occhio alla possibilità che Trump, dopo aver inanellato i successi scontati nelle praterie del sud est e magari in uno o più degli stati chiave della costa come la Florida e il Nord Carolina, ceda alla tentazione di affacciarsi al balcone (si parla in realtà di un palco), per proclamarsi vincitore. Se così sarà, spostatevi a guardare le telecamere puntate sulle strade delle grandi città degli Usa. Le sorti dell’elezione di fonte a questa eventualità potrebbero trasferirsi dai seggi alle piazze, in un confronto che molti temono, ma nessuno si augura.

 

 

Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 05:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA