Stadio Landieri abbandonato tra spalti inagibili ed erbacce: «Così muore lo sport a Scampia»

Domenica 26 Settembre 2021 di Antonio Folle
Stadio Landieri abbandonato tra spalti inagibili ed erbacce: «Così muore lo sport a Scampia»

Erbacce incolte, spalti inagibili e la mazzata degli aumenti del canone di affitto. Non c'è pace per lo stadio di Scampia intitolato ad Antonio Landieri, giovanissima vittima innocente della criminalità organizzata. Nonostante le richieste e le proteste dei cittadini, le denunce, le segnalazioni e le polemiche che rimbalzano da un capo all'altro dei social, l'abbandono della struttura sportiva continua a rappresentare un vero e proprio schiaffo ad un quartiere che vorrebbe - e ne avrebbe tutte le potenzialità - vivere di sport. Il manto erboso sintetico installato nella struttura - circa 400.000 euro la spesa totale - è circondato da una vera e propria giungla di erbacce che, in alcuni punti, arrivano a coprire persino le canaline per lo scolo delle acque piovane. La Municipalità, che dovrebbe provvedere alla manutenzione del campo da gioco, non ha personale da dedicare. Ad oggi sull'intero territorio di Scampia, infatti, è presente un solo giardiniere. Il risultato di tale abbandono è sotto agli occhi di tutti e grida vendetta. 

Capitolo spalti. A causa di una guaina che penzolava dalla copertura degli spalti, poi rimossa dai vigili del fuoco, negli scorsi giorni è stata decretata l'inagibilità dello stadio. Tutte le partite delle società sportive - Oratorio Don Guanella, Arci Scampia, Gioventù Partenope e Stella Rossa - devono quindi svolgersi a porte chiuse. Se questo rappresenta un pesante danno d'immagine per società storiche come l'Oratorio Don Guanella che partecipa al campionato di Promozione, per le altre società che vivono di scuola calcio il danno è anche economico. Impossibilitati ad assistere alle partite ed agli allenamenti dei loro bambini, infatti, i genitori stanno decidendo di trasferire i giovanissimi calciatori in altre realtà sportive, magari fuori quartiere. Un esodo di massa che rischia di lasciare le società sportive di Scampia senza iscritti. Una mazzata insostenibile anche a fronte dei notevoli aumenti che si sono registrati nelle tariffe. 

Secondo il prezzario attualmente stabilito dal Comune di Napoli il costo degli allenamenti è salito a 44 euro iva inclusa per ogni singola ora di allenamento. Un aumento del 27,49% rispetto alla precedente tariffa di circa 32 euro. Aumenti anche per le partite ufficiali. Oggi disputare una gara federale al Landieri costa 55 euro iva inclusa per ogni ora. Uno scatto di quasi 24 euro all'ora rispetto alla precedente tariffa - 31,72 euro - ed un aumento pari al 73,39%. 

Aumenti che hanno interessato le sole società che giocano al Landieri e che fanno terribilmente a pugni con l'annuncio del sindaco de Magistris datato aprile 2020. All'epoca, infatti, il numero uno di palazzo San Giacomo annunciò la delibera Sport per tutti, che prevedeva la concessione a titolo gratuito degli impianti sportivi alle società. Di quella delibera - e soprattutto della efficacia di tale delibera - oggi non si sa più niente.  

 

All'ombra delle vele lo sport rischia di scomparire. Solo le poche realtà private del territorio riescono ad andare avanti ed è triste constatare che oggi, mentre in tutti i campi sportivi della Campania si svolgono gare federali, solo allo stadio Antonio Landieri di Scampia - struttura di proprietà del Comune di Napoli - non si gioca. La questione delle erbacce che circondano il campo da gioco è antica e non è mai stata effettivamente affrontata. Di tanto in tanto, solo grazie alla buona volontà dei residenti del quartiere, si riesce a liberare lo stadio dagli arbusti che crescono a tutta velocità. Interventi di pulizia e di diserbo che, però, non possono in nessun caso sostituirsi a interventi professionali che dovrebbero essere realizzati ma che vengono rimandati di mese in mese fino a quando la problematica non raggiunge, come in questi giorni, proporzioni intollerabili.

«È veramente triste vedere lo stadio Landieri ridotto in quelle condizioni - denuncia Nunzio Marigliano, attivista del quartiere Scampia - anche visti gli investimenti che sono stati realizzati in tutti questi anni. La Municipalità ha un solo giardiniere e non può intervenire per ripulire il campo di erba sintetica dalle erbacce. I residenti del quartiere di tanto in tanto cercano di dare una mano, ma non è sicuramente la soluzione al problema. A Scampia - continua Marigliano - si vive solo di calcio e la cosa più assurda è che si limita proprio il campo da calcio. La struttura era chiusa da ottobre 2020 ma solo il 13 settembre 2021, a cinque giorni dall'avvio dei campionati federali, si sono ricordati di venire a controllare l'agibilità dello stadio. Sicuramente sono tante le responsabilità della politica e delle istituzioni per questa assurda situazione - conclude l'attivista di Scampia - ma la cosa più grave è che a pagare le conseguenze sono e saranno sempre i cittadini». 

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Il problema della mancata agibilità degli spalti dello stadio Antonio Landieri non ha ovviamente lasciato indifferente don Aniello Manganiello. Il parroco anticamorra, numero uno dell'Oratorio Don Guanella, da anni si batte contro le inefficienze della burocrazia napoletana. L'opera di uomini come don Aniello e del suo Oratorio - che da anni attira decine di giovani e giovanissimi calciatori - è fondamentale per un quartiere dove le istituzioni sono praticamente assenti, ma non può prescindere da una sede - in questo caso lo stadio Landieri - dove svolgere la propria attività. «Ormai sono anni - denuncia don Manganiello - che si va avanti mettendo la toppa al buco. Manca una seria programmazione degli interventi e tutto si traduce in quello che vediamo oggi, uno stadio inagibile. Il Comune di Napoli non ha una visione d'insieme e non fa un monitoraggio sistematico. Si interviene solo sull'onda dell'emergenza, lasciando tutto all'approssimazione. Basti pensare - racconta il parroco anticamorra - che tra pochi giorni interverranno sugli spogliatoi inagibili, pregiudicando di fatto l'agibilità degli stessi a campionato in corso e costringendoci con ogni probabilità a trasferirci in strutture private dove, per una singola partita, si possono arrivare a pagare anche 120 euro all'ora. Il Landieri è stato chiuso per mesi, perchè non si è pensato di intervenire prima? Questa situazione che subiamo da anni nonostante i canoni di affitto pagati sempre puntualmente - l'affondo - la dice lunga sull'incompetenza, sulla mancanza di professionalità e di serietà da parte di chi amministra la cosa pubblica a Napoli».

Scampia è uno dei quartieri più giovani della città. Alle migliaia di ragazzi e di ragazzini a cui le istituzioni offrono poco o nulla come alternativa alla strada non resta altro che dedicarsi allo sport. Di certo i pochi che riescono ancora a lottare con le loro armi - come la palestra di Gianni Maddaloni o la stessa Arci Scampia di Antonio Piccolo - non potranno sopperire a lungo al disinteresse di istituzioni che, a qualsiasi livello, dimostrano di interessarsi del quartiere solo durante le tornate elettorali. Il rischio, se non ci sarà una veloce inversione di tendenza, è di veder ripiombare Scampia ed il suo territorio a periodi cupi di savianesca memoria, quando a Scampia per i ragazzi era più facile trovare " 'o posto" come vedetta della camorra che un posto in una scuola calcio. 

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 07:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA