Choc a Napoli, commessa denuncia: «Io, violentata dal titolare del negozio»

Giovedì 8 Marzo 2018 di Melina Chiapparino
In ospedale è arrivata con gli occhi ancora pieni di lacrime. Ha riflettuto per tutta la notte, poi è arrivata la decisione: vincere timori e pudori per denunciare chi, da datore di lavoro, si sarebbe trasformato in aguzzino. Ecco perché alla fine Silvana (la chiameremo con un nome di fantasia per ovvie ragioni di privacy) ha trovato la forza di denunciare la violenza sessuale subìta laddove meno se lo sarebbe aspettato: nel negozio in cui lavora come commessa, a Napoli, nella zona di Poggioreale.

Ha solo 18 anni, Silvana. Da mesi aveva trovato occupazione, mai uno screzio, non un litigio e tanto meno l’ombra di un pericolo che, invece, si è poi materializzato mercoledì sera, in coincidenza dell’orario di chiusura dell’esercizio commerciale: qui la ragazza si è praticamente ritrovata in trappola, rinchiusa nei locali del negozio dove il suo capo avrebbe approfittato di lei con la forza. A nulla sarebbero valsi i tentativi per divincolarsi e allontanarlo, subendo suo malgrado gli abusi. 

La giovane è stata accompagnata dai parenti, ai quali ha raccontato ogni cosa, all’ospedale Loreto Mare, dove i sanitari hanno attivato le procedure del pronto soccorso ginecologico con consulenze diagnostiche specifiche e, contemporaneamente, l’assistenza dello sportello anti-violenza. La giovane è stata sottoposta alle cure dei medici dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, ed è stata dimessa con un referto di 10 giorni di prognosi a cui dovranno seguire gli esiti dei vari esami effettuati per accertare le possibili violenze subite. 
 
Secondo il racconto fatto ai poliziotti che l’hanno ascoltata e che ora stanno svolgendo le indagini la violenza sarebbe accaduta il giorno 6 marzo, alla fine di una giornata di lavoro proprio mentre il proprietario si accingeva a calare le serrande. Come gli altri giorni, i due stavano completando le ultime azioni di routine che qualsiasi attività commerciale comporta, dalla chiusura di cassa al più semplice e banale riordino degli ambienti; poi, all’improvviso, qualcosa deve essere scattato nella mente dell’uomo. Sempre secondo quanto riportato dalla ragazza, il proprietario dell’esercizio commerciale avrebbe chiuso dall’interno i locali per approfittare della giovane nel bagno del negozio.


Violenze, mortificazioni, insulti e anche qualche minaccia. Il dettagliato racconto di Silvana è stato lucido, dettagliato e orientato nel tempo e nello spazio (circostanze importanti), nonostante lo stato di grande agitazione che ha comunque compromesso l’emotività della giovane. Ma di fronte a vicende tanto delicate e drammatiche logica, esperienza e tatto impongono di usare sempre i condizionali, almeno in attesa delle verifiche degli investigatori.

Al momento si attendono le prime certezze, di carattere medico-scientifico: l’esito degli esami cui i medici hanno sottoposto la 19enne dovrebbero arrivare a breve con i risultati dei tamponi che sono stati effettuati nelle consulenze ginecologiche e che saranno fondamentali per stabilire l’avvenuto stupro. La ragazza, in ogni caso, non ha dovuto ricoverarsi ed è potuta tornare a casa insieme ai familiari che sono stati al suo fianco durante tutte queste lunghissime, drammatiche ore.Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA