«Il Mattino», la nuova sede nel nome di Giancarlo Siani: «Sarà un presidio di legalità»

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È stata intitolata a Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla camorra nel 1985, la nuova redazione de «Il Mattino» nella sede di Torre Francesco al Centro Direzionale di Napoli. Il direttore Federico Monga ha scoperto la targa in ricordo del giornalista vittima della criminalità organizzata insieme con l'onorevole Paolo Siani e col presidente della Camera Roberto Fico. «Il Mattino resterà sempre un presidio di legalità», ha spiegato Monga alle autorità civili, politiche e militari presenti ricordando «la cura che Giancarlo metteva nei suoi articoli; la dedizione, l'approfondimento. E mi piace ricordarlo nel momento in cui la comunicazione avviene spesso attraverso i social, che sono immediati, che possono farse sensazionalismo ma sicuramente non sono accurati».
 
 

Alla cerimonia di intitolazione erano presenti il presidente della Camera, Roberto Fico; il fratello di Giancarlo; Paolo, attualmente deputato del Pd; il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D'Amelio.

«Questa è la più bella redazione del Mattino ed è importate che dopo 33 anni si ricordi Giancarlo, che la camorra voleva zittire» ha detto Paolo Siani. «La comunicazione deve essere prima di tutto etica e anche nel fare politica bisogna fare una politica che sia etica», ha rimarcato invece il presidente Fico. E ha invocato un maggiore impegno del governo nella lotta alle mafie: «Per me il dato inaccettabile è che il problema della camorra non sia stato risolto», ha tuonato la terza carica dello Stato. «Le forze dell'ordine e la magistratura fanno un lavoro eccezionale. Fanno gli arresti. Ma per fare la lotta alla camorra bisogna investire in cultura, in rigenerazione urbana, le città deve essere vivibile. Investire insomma nella vivibilità», ha proseguito Fico. 
 

«Sono d'accordo con il messaggio del presidente Fico. Ci auguriamo che le sue parole possano tradursi in atti concreti dal punto di vista economico e finanziario», ha detto il sindaco de Magistris a margine della cerimonia nella redazione de Il Mattino: «Sono d'accordo con lui - ha spiegato la fascia tricolore - bisogna investire in coesione, in cooperazione istituzionale, in risorse umane e ha parlato anche di risorse economiche che lo Stato deve destinare a quei settori che sono determinanti per la lotta alla camorra. Se non si investe in cultura, in politiche sociali, nella scuola pubblica diventa difficile distruggere le mafie. È un messaggio che condivido e le parole del presidente si possono tradurre da qui a qualche giorno in atti concreti, se nella manovra economica governo e Parlamento mostreranno finalmente qualche cambiamento. Finora su questi temi i Parlamenti e i governi che si sono succeduti non hanno registrato passi significativi», ha concluso de Magistris.
Venerdì 21 Settembre 2018, 13:49 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2018 16:25
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4 di 4 commenti presenti
2018-09-24 12:06:45
ho trovato questo scritto su un sito: Verità e bugie , la storia dei fatti raccontata da un altro punto di vista Relazione sulla stato della lotta alla criminalità organizzata http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/doc/xxiii/046bis/d070.htm Pag. 78 coop. degli ex detenuti. All’interno del PCI ci sono delle resistenze. Il Presidente della Lega delle Cooperative ed esponente di primo piano del PCI Ricciotti Adinolfi si oppone alla decisione di Valenzi. Chiede un colloquio con l’allora Segretario Regionale del Partito Comunista Italiano Antonio Bassolino. Non riesce dopo ore di attesa ad ottenerlo. Anzi Adinolfi viene emarginato e alla guida della Lega delle Cooperative è nominato un impiegato regionale distaccato alla CGL: si tratta dell’architetto Luciano Miraglia. Le cooperative degli ex detenuti sono così gestite unitariamente dalle maggiori centrali cooperative, dalla Lega al Confcooperative. C’è persino un suicidio in questa storia. Quello dell’ex presidente delle cooperative di servizio della Lega Domenico Maresca, un esponente del PCI padre di una figlia ed appena trentatreenne. Maresca è raggiunto da una comunicazione giudiziaria per truffa ed associazione per delinquere di stampo camorrista. Maresca è una persona perbene che si è trovato per coerenza e militanza politica dentro un ingranaggio inesorabile. Si toglie la vita gettandosi dal ponte di Seiano, un volo di 100 metri pone fine alla sua esistenza. L’inchiesta va avanti. Si tratta di un’affare di 240 miliardi truffati allo Stato. C’è di tutto: dalle fatture false alle frodi dell’Iva, dalle iscrizioni vendute per 10 milioni alle clientele esercitate da tutti i partiti presenti in consiglio comunale. C’è un drammatico comitato federale del PCI. L’Onorevole Gerado Chiaromonte che invoca il rispetto della legalità viene messo in minoranza. Qualche anno dopo, poche ore prima di morire chiamerà il direttore de «Il Mattino» e confessa per sfogarsi: «Sono addolorato per il coinvolgimento del PDS nella tangentopoli napoletana. Ricordo che quando ci fu il caso delle cooperative degli ex detenuti, chiesi l’inchiesta del partito. Al Consiglio Federale rimasi isolato. Fu uno dei giorni più brutti della mia vita.» (vedere allegati: articolo di Armando De Simone sul quotidiano «Il Giornale di Napoli» e promemoria sui possibili collegamenti tra la maxitruffa dei corsi fantasma di formazione professionale e l’assassinio del giornalista de «Il Mattino» Giancarlo Siani).
2018-09-22 17:07:28
volete sapere il mio sincero pensiero ?? bene!! a GIANCARLO SIANI lo portano sulla coscienza il MATTINO e l'ex direttore all'epoca dei fatti PASQUALE NONNO per aver mandato allo sbaraglio un ragazzo alle prime armi voglioso di diventare un giornalista professionista attraverso articoli SCOOP di denuncia sulla camorra molto compromettenti e che non andavano assolutamente pubblicati per non mettere a rischio la vita del giovane già da qualche tempo nel mirino dei clan per le sue precedenti rivelazioni come purtroppo è avvenuto quindi andava fermato colpa pure della magistratura che doveva convocare SIANI per appurare chi fosse stato ad informarlo su indagini coperte dal segreto giudiziario e sequestrare tutto il materiale relativo in suo possesso ed eventualmente metterlo poi sotto scorta h 24. probabilmente la redazione del MATTINO non pubblicherà mai questo post perchè la verità fa male!!
2018-09-21 17:17:47
Speriamo che la presenza della redazione, sia un avamposto di legalità e denuncia e funga da deterrente per la massiccia presenza di prostituzione in zona, alcune proprio sotto la redazione. Speriamo
2018-09-21 14:58:48
Il ritaglio della foto forse non è casuale , visto che vi critica sempre.

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