Liceale 17enne accoltellato a Napoli: «Erano in quattro coi cappucci, un mingherlino il più feroce di tutti»

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di Daniela De Crescenzo

«Li ho visti circondare Arturo, li ho visti picchiarlo, ma solo quando ho urlato e loro sono fuggiti via ho visto il sangue, tanto sangue. Allora ho cercato di bloccare un'auto per farlo portare in ospedale, ma nessuno ha voluto fermarsi. Solo dopo una ventina di minuti quando è arrivata la mamma del ragazzino è stato possibile trasportarlo al San Giovanni Bosco. È stato terribile: la violenza prima e l'indifferenza poi hanno rischiato di uccidere quel ragazzino»: Luigi D'Orta ha un negozio dove vende oggetti per la cura degli animali domestici che si trova proprio dove Arturo è stato pugnalato, a pochissima distanza dalla caserma Garibaldi. Il suo è un racconto lungo, concitato: parla da testimone di un fatto di sangue, ma anche da genitore di due ragazzini della stessa età di quello che ha rischiato di essere ucciso.
 

Cosa è successo lunedì sera?
«Intorno alle 17,30 io ero nel mio negozio e stavo badando agli animali, quando dalle vetrine ho visto un gruppo di ragazzi con le felpe e i cappucci tirati in testa aggredire un altro ragazzino. Erano in quattro ed uno era piccolo, basso e mingherlino. È stato lui a tirare un ceffone al ragazzo che fino ad un attimo prima camminava per i fatti propri».

Un ceffone capita, ma le perché si è messo subito in allarme?
«Perché era chiaro che non si trattava di una discussione tra amici. Tra l'altro l'aggredito era anche vestito in maniera completamente diversa rispetto agli altri, non aveva la felpa, aveva un pullover, ed il volto era ben visibile».

Che cosa è successo dopo lo schiaffo?
«La vittima ha cercato di allontanarsi, di scrollarsi di dosso il mingherlino. Ma è riuscito a fare solo pochi metri, poi gli altri si sono fatti sotto, tutti insieme gli sono saltati addosso. Ho capito che le cose si mettevano male, ma non avevo compreso che i quattro fossero armati: mi è sembrato che stessero picchiando la loro vittima e per questo sono uscito in strada urlando. A quel punto gli aggressori sono scappati».

In che condizioni era Arturo?
«Quando sono uscito lo ho visto accasciarsi. Con la mano si stringeva la gola: solo allora mi sono accorto che era insanguinato. Ma pensavo che la ferita fosse una sola. Poi lo ho accompagnato verso la panchina che si trova alla fermata dell'autobus e camminando mi sono accorto che era stato colpito anche al fianco. In pochi minuti l'intero sedile si è tinto di rosso, il sangue gocciolava a terra».

Un film dell'orrore
«Io cercavo in tutti i modi di tamponare le ferite, ma in negozio avevo solo un rotolo di carta e ho utilizzato quello. Intanto però il ragazzo sembrava sempre più debole. Cercavo di fermare le auto, facevo gesti, chiedevo aiuto, ho anche bloccato un taxi, ma nessuno ha voluto prendere a bordo il ferito. Poi, fortunatamente, è arrivato il proprietario di un'autoscuola poco distante e mi ha aiutato. A mano a mano accorreva altra gente. Qualcuno è riuscito a rintracciare il numero della mamma dal cellulare del ragazzo e le abbiamo telefonato. Intanto sono intervenute anche le forze dell'ordine. Per più di un quarto d'ora siamo rimasti ad aspettare l'ambulanza».

I soccorsi sono arrivati dopo un po' di tempo?
«No, gli agenti hanno autorizzato la madre a caricare il figlio sulla sua auto e al volante si è messo il proprietario della scuola guida. Così finalmente Arturo è partito per l'ospedale».

È riuscito a vedere bene gli aggressori?
«No, avevano il volto coperto dai cappucci. E da quel poco che ha detto il ragazzino aggredito non li ha riconosciuti nemmeno lui. Arturo era incredulo, sbalordito da quello che stava succedendo».

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Giovedì 21 Dicembre 2017, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 21-12-2017 14:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 13 commenti presenti
2017-12-21 16:11:50
Non ho capito, ma non potevano chiamare un'ambulanza?
2017-12-21 14:45:08
L'indifferenza alimenta mostri come questi . Questo povero ragazzo per fortuna è stato soccorso dal negoziante, altrimenti sarebbe rimasto lì a morire. E nonostante questo intervento...l'ha dovuto portare la mamma in ospedale...ciò che leggiamo è terribile...ma ci sono passata anch'io : a terra che languivo e mi lamentavo chiedendo aiuto....ma é arrivata gente dopo 20 minuti...ambulanza altri 40 minuti...senza medico...solo autista ed un portantino...ma a vulimm finì? Quando finirà questo circolo vizioso? Poi ce la vogliamo prendere con Roberto Saviano che mostra al mondo intero la ferocia reale del volto criminale di questa città? Lo fa per denunciare, lo fa perché si intenda cosa subisce Napoli! Mica li ha creati lui questi delinquenti? E' assurdo scaricare le colpe morali ad uno scrittore che descrive fatti e si limita ovviamente a questo ...ad altri spetta di schiacciare questa violenza inaudita e ormai incancrenita.
2017-12-21 14:19:28
buio, ambulanze come anche in questo caso che non arrivano...scippatori, rapinatori ad ogni angolo...ma nessuno li vede!? Inverno 2016: in quel tratto di strada scorazzava ogni giorno una banda di ragazzini tra i 14 ed 16 anni ...il più feroce che sembrava il capobanda era mingherlino come quello descritto dal negoziante nell'intervista ...aveva i capelli scuri, spettinati e lunghi sul collo, carnagione pallida, viso lungo e piuttosto affilato e soprattutto una malvagità ben collaudata. Puntava e sceglieva lui le vittime di turno, parlo per mia esperienza subita perché spintonata da lui violentemente per farmi cadere ed ho dovuto difendermi come meglio ho potuto. Seppi che le famiglie eano andate a minacciare perfino le guardie che stavano all'ingresso della caserma Garibaldi, perchè avevano sottratto un pallone a questi esagitati che tiravano pallonate addosso ai passanti. Scorazzavano anche con motorini...in quanto li ho rivisti altre volte transitando però dall'altro lato di Via Foria...evitando di passare nello stesso punto che mi sembrò loro territorio di scorribande....strano che nessuno li abbia mai notati...se non io e le due guardie fuori alla caserma Garibaldi??? Da allora A Napoli ci sono stata ben poco per motivi di salute, per cui non ho aggiornamenti dello squallore a cui siamo sottoposti noi abitanti di questo posto abbandonato,buio, ambulanze come in questo caso che non arrivano...scippatori , rapinatori che nessuno vede!? E poi l'indifferenza della gente...
2017-12-21 13:32:47
Questore la gente è stanca, occorre una svolta decisa e visibile. Se non ce la fate chiedete aiuto allo stato manifestando la vostra impotenza e chiedendo leggi severe anche per i minorenni.Grazie
2017-12-21 12:44:38
Piena solidarietà alla famiglia, ma vi sembra una strada illuminata? Via Foria è al buio nonostante le luci accese.

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