Napoli, due bombe a Ponticelli: auto distrutte, è guerra totale tra clan

Napoli, due bombe a Ponticelli: auto distrutte, è guerra totale tra clan
di Luigi Sabino
Sabato 23 Luglio 2022, 14:21 - Ultimo agg. 24 Luglio, 10:03
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Torna l’incubo delle bombe di camorra a Ponticelli. A poco più di un anno dal clamoroso attentato di via Esopo, quando un ordigno artigianale ad altissimo potenziale fu lanciato da un cavalcavia, la tranquillità notturna del quartiere è stata nuovamente scossa dalle esplosioni.

La prima deflagrazione poco dopo l’una quando in via Virginia Woolf, è saltata in aria una Jeep Renegade, trasformata in una vera e propria autobomba. Numerose le segnalazioni arrivate alla centrale operativa delle forze dell’ordine che, immediatamente, ha fatto affluire sul posto le auto del locale commissariato. Non è ancora chiaro se la bomba, verosimilmente prodotta in casa con una grossa quantità di polvere pirica, fosse stata posizionata all’interno del veicolo oppure nelle sue vicinanze. Quello che è certo è le fiamme scaturite dalla deflagrazione hanno divorato il fuoristrada rendendo particolarmente complesso il lavoro degli esperti della scientifica. Dubbi anche sul possibile obiettivo dell’attentato dinamitardo anche se nella zona, riferiscono gli investigatori, risiedono diversi pregiudicati ritenuti vicini alle organizzazioni criminali che si contendono il controllo del quartiere. 

La lunga notte di Ponticelli, però, è appena cominciata perché, dopo nemmeno un’ora dall’esplosione di via Woolf, altri ordigni sono stati fatti brillare nella zona di via Volpicella. Qui, secondo alcune testimonianze, le bombe, verosimilmente anche queste di fattura artigianale, sarebbero state lanciate da un’auto in corsa. Le deflagrazioni hanno distrutto alcuni veicoli in sosta di proprietà di soggetti noti e, anche loro, ritenuti vicini ad ambienti camorristici.

 

Nessun dubbio che i due attentati siano da collocare nella contrapposizione tra cosche che, negli ultimi giorni, è riesplosa con violenza e che ha già fatto registrare due vittime, Carlo Esposito, ritenuto affiliato al sodalizio De Martino del rione Fiat, e Antimo Imperatore, manovale, trucidato dai sicari solo perché stava eseguendo alcuni lavori di ristrutturazione nell’abitazione occupata da Esposito, vero obiettivo della spedizione di morte. Difficile, però, stabilire al momento da quale dei gruppi in guerra siano arrivati gli attentanti così come se si sia trattato di un botta e risposta tra fazioni rivali. 

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Lo scenario criminale di Ponticelli, infatti, è particolarmente complesso a causa dei recenti mutamenti che hanno sovvertito alleanze e intese. All’annosa faida tra i De Luca Bossa e i De Micco si è aggiunto lo scontro esploso tra questi ultimi e gli ormai ex alleati dei De Martino. Uno scontro cui, secondo le forze dell’ordine, sarebbe da ascrivere il duplice omicidio di qualche giorno fa e su cui un fondamentale contribuito, sotto il profilo investigativo, potrebbe arrivare dalle dichiarazioni di Antonio Pipolo, l’uomo che, poche ore dopo le uccisioni di Imperatore ed Esposito, si è presentato in Procura accusandosi di aver partecipato agli omicidi. Quello che è certo, al momento, è che il quartiere è una polveriera, teatro di una guerra totale tra organizzazioni camorristiche che, ancora una volta, hanno dimostrato di non avere nessuno scrupolo nel colpire anche gli innocenti.

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