Napoli. Corso di Napoletano in una scuola del Vomero: «Si faccia anche altrove»





Con l'approvazione da parte del Collegio dei Docenti, la scuola media statale "Viale delle Acacie" (in via Puccini 1 al Vomero - Napoli) - la cui Dirigente è la dott.ssa M. Teresa Stancarone - ha proposto fra le varie attività extracurricolari della propria offerta formativa anche il progetto NAPULITANAMENTE, animato dal prof. Ermete Ferraro.



"Si tratta di una iniziativa da sostenere e da estendere in tutta la città e la provincia che appoggiamo con convinzione. Insegnare la nostra lingua - spiegano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza - dovrebbe essere un dovere per chi insegna sui nostri territori".



Tale iniziativa ha suscitato interesse fra cultori e studiosi del Napoletano, ma anche in associazioni che da molto tempo si occupano di lingue regionali europee, come il provenzale, il catalano, riaprendo un positivo dibattito sulla loro valorizzazione ed insegnamento nelle scuole. Questo originale corso di lingua e cultura napoletana ha la finalità di insegnare agli alunni/e iscritti le regole di pronunzia e lettura del Napoletano e le sue principali caratteristiche lessicali e morfo-sintattiche, ma si propone anche di far loro apprezzare la grande tradizione culturale napoletana.



L'attività - dieci incontri pomeridiani di due ore - ha avuto inizio il 26 febbraio scorso: lezioni teoriche si alternano a momenti laboratoriali. Al termine del corso, sarà rilasciata ai partecipanti una certificazione delle competenze raggiunte, in base al Q.C.E.R. (quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue).



Il prof. Ferraro, docente di Lettere presso quella scuola, aveva già svolto con successo un corso triennale di Napoletano presso la S.M.S. "A. Sogliano" ,nel quartiere S. Lorenzo/ Vicaria. Ambientalista ed ecopacifista, Ferraro ha scritto un saggio sull'ecologia linguistica e si occupa da un decennio della rivalutazione del Napoletano,collaborando anche con l' Istituto Linguistico Campano, diretto dal prof. Amedeo Messina. Ermete Ferraro ha tradotto in napoletano vari testi (fra cui i primi 50 Salmi della Bibbia) ed è autore di una piccola grammatica in napoletano di questa lingua.
Martedì 17 Marzo 2015, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2015 19:57
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5 di 8 commenti presenti
2015-03-18 19:25:00
una lingua è un dialetto con l’esercito e la flotta (M. Weinreich, linguista) ma il napoletano è un po’ uno e trino, c’è il francese, guaglio’: garçon, lo spagnolo: ninno, niño, la stessa parola in tre modi, e c’è la visione di quanto si vuole esprimere con le parole, con l’immediatezza e l’intuizione essenziale del dialetto che come ogni lingua popolare o parlata in modo popolare e anche scritta cosi’ va al sodo, è sintetico ed essenziale e contiene l’immagine di quanto si vuol dire, si parla con le mani, con il tono, con gli occhi, con i momenti di attesa, il napoletano si parla cioè, non spiaccia agli inglesi, con i silenzi, con le pause, forse per questo un po’ tutti sono attori a Napoli
2015-03-18 17:24:00
Lodevole iniziativa. Mi fa piacere che ci sia questa iniziativa extracurricolare. Del resto il napoletano - e non il bergamasco - è stato riconosciuto nella sua dignità di lingua dall'UNESCO. Ben venga lo studio dell'uso corretto del napoletano, cui si affianchi quello dell'inglese: lingua del cuore e lingua del mondo si possono imparare entrambe con soddisfazione.
2015-03-18 11:20:00
Insegnate l'Italiano I ragazzi di questa citta' devono guardare FUORI cioe all'Italia non essere indottrinati a restare. Gia ci sono tanti vizi che inducono i poveri teenager a guardare le altre citta con sospetto e da prevenuti. Onore ad un linguaggio arcaico come il napoletano , ma fate comunque attenzione a far uscire le persone da questa citta dannata.
2015-03-18 08:55:00
facciano un corso di braille piuttosto visto che hanno alunni non vedenti e insegnanti che ignorano questa scrittura.
2015-03-17 22:05:00
Un plauso all'iniziativa Per prima cosa si tratta di un progetto che si sviluppa di pomeriggio, senza nulla togliere agli insegnamenti impartiti al mattino, compreso quello della lingua italiana; in secondo luogo , aggiunge un serio elemento culturale, poiché rende possibile ,tra l'altro, anche la lettura e la comprensione di Eduardo, Viviani, Scarpetta, tanto per citare alcuni grandi; inoltre, attraverso lo studio della canzone napoletana , potrà essere un valido strumento per capire la storia della città e dei fenomeni relativi a tutta la Campania: vedi, ad esempio, i canti sull'emigrazione, sul brigantaggio o sul lavoro. Bisognerebbe modificare lo stereotipo che ' dialetto' significa arretratezza ed ignoranza. Se si prova , invece, a ricavare l'etimologia di molte parole , si scoprirà che occorre parlare di Greco,Latino, Longobardo, Francese, Spagnolo. Basterà partire da poche parole, possibilmente non contaminate dall'italiano.

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