Napoli, si torna a sparare: conflitto a fuoco tra due auto a Pianura, trovati 11 bossoli calibro 9

Giovedì 29 Aprile 2021 di Luigi Sabino
Napoli, si torna a sparare: conflitto a fuoco tra due auto a Pianura, trovati 11 bossoli calibro 9

Si torna a sparare nella periferia ovest di Napoli teatro, mercoledì notte, dell’ennesima dimostrazione di forza da parte dei clan. È accaduto in via parroco Giustino Russolillo, nel quartiere Pianura, dove, secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, gli occupanti  di due auto hanno ingaggiato un conflitto a fuoco. Ancora non è chiara la dinamica dei fatti ma sul posto, gli agenti del locale commissariato, coadiuvati dai colleghi della Squadra Mobile, hanno trovato undici bossoli calibro ‘9’, dello stesso tipo utilizzato dalle armi semiautomatiche. I proiettili, inoltre, hanno danneggiato anche un veicolo in sosta, una Nissan Micra. Non sono state, invece, trovate tracce ematiche e questo fa supporre che, nonostante il volume di fuoco, non ci siano state vittime. Un’ipotesi confortata anche dal fatto che i primi accertamenti presso le strutture ospedaliere della zona non hanno fatto registrare ricoveri per ferite d’arma da fuoco. Al vaglio le immagini di alcune telecamere presenti sul luogo della sparatoria e che, si spera, possano fornire indicazioni utili per arrivare a individuare i responsabili della sparatoria.

 

L’episodio, ad ogni modo, ha riacceso i riflettori delle forze dell’ordine su Pianura dove, già da diverso tempo, le organizzazioni criminali eredi dei Mele e dei Pesce-Marfella sono in fibrillazione per il controllo delle attività illecite. Uno scontro a ‘bassa intensità’, come lo hanno definito gli stessi investigatori e che, anzi, nelle ultime settimane, sembrava essersi concluso con una sorta di tregua. Un accordo che avrebbe ridisegnato la geografia malavitosa dell’area e, soprattutto, sancito la supremazia del sodalizio che sarebbe riconducibile al ras Carlo Esposito, superstite della cosca Mele e alleato dei Legnante del Rione Traiano. Tregua che, però, dopo quanto accaduto mercoledì notte potrebbe essere già saltata con quello che resta dei Pesce-Marfella, attualmente guidato da un giovane ras della famiglia Carillo, pronti a riprendere le armi contro i vecchi rivali.

Tuttavia, questa non è l’unica pista investigativa. Al momento, infatti, le forze dell’ordine non escludono che l’episodio possa essere la conseguenza di uno sconfinamento da parte di qualche altro gruppo camorristico che opera nei quartieri limitrofi. In tal senso, i sospetti puntano sulla vicina zona di via Catone, la cosiddetta ‘99’, feudo del sodalizio Sorianiello che, solo pochi giorni fa, è stato colpito duramente con l’arresto di cinque tra i suoi principali esponenti. Possibile, questa la teoria avanzata, che l’indebolimento della cosca possa aver alimentato gli appetiti di qualche sodalizio pianurese, desideroso di estendere la propria influenza. Da qui la possibile incursione dei Sorianiello nel territorio rivale che ha innescato la sparatoria.
 

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 18:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA