Prof va a giudizio per molestie, la scuola non può sospenderlo

di Michele Ippolito

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Portici. Un insegnante rinviato a giudizio per molestie su minori quasi due mesi fa continua a insegnare alla scuola media Santagata di Portici perché la procura della Repubblica di Napoli non avrebbe effettuato alcuna comunicazione né all'ufficio scolastico regionale né alla direzione didattica. Un caso di malaburocrazia: ma «non è la prima volta che accade, purtroppo» dice Luisa Franzese, responsabile dell'ex provveditorato agli studi. «Se avessi avuto notizia del rinvio a giudizio chiarisce - avrei valutato le decisioni del giudice, e, in caso di particolare gravità delle accuse avrei eventualmente disposto l'immediata sospensione cautelare del docente». Dell'intera procedura, dall'avvio dell'inchiesta al rinvio a giudizio - sostengono la Franzese e la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo porticese di cui fa parte il plesso Santagata, la professoressa Elysena Vigilante - mai alcuna comunicazione ufficiale è arrivata dalla procura o dal tribunale. Il docente, classe 1972, sposato con figli, insegnante di educazione musicale da vent'anni, non aveva mai dato adito a sospetti. Un anno e mezzo fa, però, quattro sue alunne lamentano con i genitori attenzioni morbose. Attenzioni confermate alle forze dell'ordine e anche in Procura, nel corso di un incidente probatorio ordinato dal gip Nicola Quatrano. Nei confronti del professore il pubblico ministero Francesca Falconi chiede e ottiene il rinvio a giudizio per atti sessuali su minorenne, reato aggravato dalla continuazione, dal fatto che le ragazzine avessero meno di 14 anni e che fossero a lui affidate per ragioni di istruzione.

Le motivazioni fanno raggelare. Il professore, si legge nelle motivazioni, «nel corso delle lezioni di chitarra dallo stesso tenute in orario pomeridiano, presso l'istituto Carlo Santagata in Portici, compiva con le minori atti sessuali consistiti in carezze sulle natiche e tra le cosce». In un'occasione, il professore «dopo essersi messo nella tasca anteriore dei pantaloni da lui indossati l'accordatore, invitava una minore ad andare a riprenderselo» e un'altra volta faceva la stessa cosa con delle monete. Tali atti sono stati considerati «diretti in modo inequivoco a indurre le minori a toccargli le parti intime» ed il gip Roberta Attena ha deciso di mandare il docente a processo.

Il rinvio a giudizio è stato deciso quasi due mesi fa e il 19 dicembre ci sarà la prima udienza del processo di primo grado, dove le parti si costituiranno e sarà stabilita la data per l'inizio del dibattimento. In questi quasi due mesi nessuno avrebbe pensato a informare le autorità scolastiche, al punto che, appena qualche giorno fa, la dirigente scolastica affermava «che il professore, non essendo sospeso, ha non solo il diritto, ma anche il dovere di venire a scuola tutti i giorni». «Abbiamo agli atti spiega ancora la Franzese solo alcune informative della professoressa Vigilante e copia delle denunce presentate dai genitori. Su quella base avevamo aperto un procedimento disciplinare contro il professore. Procedimento immediatamente sospeso perché non avevamo alcun elemento per andare avanti. Non potevamo fare altro».

Ancora ieri la Franzese non aveva alcun elemento aggiuntivo: «Lunedì mattina aggiunge - chiamerò personalmente in Procura per cercare di acquisire ulteriori informazioni». Mentre il professore, difeso dagli avvocati Giovanni Basco e Nunziata Fusco, protesta la sua innocenza, le famiglie delle ragazzine stanno vivendo giorni difficili. Uno dei padri ha diffuso centinaia di volantini per avvisare che a scuola lavora un professore imputato per molestie su giovanissime alunne. «È un anno e mezzo che mi tormento spiega Roberto, nome di fantasia il mio avvocato aveva informato la scuola, non ci hanno creduto. La cosa che più mi fa male, però è che finora nessuno ha avuto parole di comprensione per le bambine. Avrei potuto cambiare scuola a mia figlia, ma il professore avrebbe continuato a comportarsì in questo modo vergognoso con le altre, per questo ora voglio giustizia. È lui che deve andare via».
Dall'inizio dell'anno scolastico, il professore non insegna più nella sezione delle ragazzine, oggi in terza media: ha chiesto e ottenuto un distacco parziale presso un altro istituto per alcune ore a settimana. Continua, però, a insegnare alla Santagata, a decine di altri ragazzini di età inferiore ai quattordici anni.
Sabato 10 Dicembre 2016, 10:06
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