Ritorno a scuola, gli spazi ci sono ma restano nel degrado: gli scheletri di Napoli Est

Sabato 8 Agosto 2020 di Alessandro Bottone
A settembre tutti in aula tra tanti interrogativi. Da mesi si evidenzia la necessità di spazi adeguati a evitare pericolosi assembramenti di studenti nelle "classi pollaio". Una vera e propria sfida per le istituzioni scolastiche, e non solo. Eppure lo spazio c'è. Basta guardare i numerosi edifici scolastici abbandonati nelle nostre città. Nella periferia orientale di Napoli sono numerose le scuole sventrate e abbandonate.
 
 

Il calo demografico degli ultimi anni e la conseguente diminuzione del numero di studenti iscritti hanno portato alla accorpamento delle classi in un unico edificio, sacrificando i plessi meno "gettonati", quasi sempre quelli con più carenze dal punto di vista manutentivo. Da anni si attende la riqualificazione dell'ex Giotto Monti in via Bernardino Martirano a San Giovanni a Teduccio, oggi in parte utilizzata dall'Incubatore Napoli Est e da alcune associazioni per attività ricreative e artistiche. Un'altra parte della struttura si presenta particolarmente degradata, un cantiere abbandonato. Si registrano pericoli per gli infissi ai piani alti le cui vetrate sono state prese di mira dai vandali. L'edificio è assalito dal verde infestate e interessato da una copiosa perdita d'acqua.

A Barra resta abbandonata la scuola materna Sannicandro in via Enrico Forzati. L'edificio, che non ospita alunni e maestre da diversi anni, è costantemente preso di mira da vandali e delinquenti. I servizi igienici sono stati distrutti e sono stati trafugati gli infissi e altro materiale. In via Figurelle, sempre nel quartiere Barra, insiste la scuola d'infanzia Passerotti, chiusa nel settembre del 2017 dopo un calo delle iscrizioni.

Costi di manutenzione alti e risorse scarsissime. É il caso del plesso in via Argine a Ponticelli dell'istituto Porchiano Bordiga che ha ospitato alunni, compresi quelli dei corsi adulti, fino a qualche mese fa. Da anni è sede di diverse realtà associative che operano a favore di giovani e famiglie. A gennaio numerosi volontari hanno recuperato parte della struttura per dare nuova luce agli spazi e metterli anche a disposizione del territorio ma occorrono interventi strutturali per recuperarla interamente. Sempre a Ponticelli insiste l'ex plesso in via Curzio Malaparte dell'istituto comprensivo Marino Santa Rosa, progressivamente svuotato degli scolari. Una parte dell'edificio è ora destinata a diventare un centro polifunzionale per i Maestri di Strada e altre associazioni. E ancora a Ponticelli insiste il centro culturale di cupa Vicinale Pepe, a due passi dal Palavesuvio di via Argine. Sommerso dalla spazzatura, dato alle fiamme e devastato, l'edificio non è mai stato utilizzato in quanto tale nonostante la forte esigenza di spazi aggregativi e di crescita in un'area del quartiere densamente abitata.

Questi e diversi altri edifici pubblici restano sottratti agli studenti e ai cittadini di Napoli Est. Impossibile utilizzarli per ospitare gli scolari che tra poco più di un mese ritorneranno tra i banchi dopo mesi di didattica a distanza. Ripristinare la funzionalità di questi luoghi resta fondamentale anche per rispondere all'esigenza di spazi così forte in questo momento critico per l’emergenza sanitaria ancora in corso. © RIPRODUZIONE RISERVATA