Scuole chiuse in Campania, il flop dello screening: solo 24mila test su 1,2 milioni

Domenica 29 Novembre 2020 di Mariagiovanna Capone

La proroga era nell'aria e la conferma è arrivata nel primo pomeriggio, dopo la riunione dell'Unità di crisi regionale sulla scuola. Sulla base della situazione epidemiologica rilevata e lo stato degli screening eseguiti finora su studenti, familiari e docenti delle classi dalla seconda alla quinta della primaria e delle prime della secondaria di primo grado, è stato deciso di continuare con la Didattica a distanza per queste classi fino al 7 dicembre. Il basso numero degli screening (24mila su una platea di circa 1,2 milioni di persone tra alunni, docenti, personale amministrativo e familiari) è stato l'ago della bilancia, poiché sebbene fossero su base volontaria, avrebbero mostrato attenzione e cautela per un rientro in classe tanto atteso, come avvenuto per la fascia dell'infanzia e della prima classe primaria, per i quali è confermata la didattica in presenza. Intanto, il 3 dicembre scade il Dpcm e Conte sta ultimando quello nuovo, che conterrà anche le modalità di contatti durante le festività natalizie, ma trapela che sarà sempre all'insegna della prudenza e della cautela. L'ipotesi di riaprire il 9 dicembre si è scontrata con la posizione perentoria di alcuni governatori tra cui quello del Veneto, Luca Zaia, e quello della Campania, Vincenzo De Luca. E sebbene la decisione non sia stata ancora presa, dall'ultimo vertice di venerdì sera è emersa la convinzione di far rientrare gli studenti di ogni ordine e grado in classe dal 7 gennaio. 

I dirigenti scolastici, ormai abituati alle ordinanze notturne, hanno già completato il calendario del rientro in classe per tutte le classi, anche quelle ancora escluse dall'ultima proroga dell'Unità di crisi regionale. Orari scaglionati, lezioni e docenti sono pubblicati sui siti istituzionali delle scuole, pronte in qualsiasi momento al rientro della parte restante degli studenti. Venerdì i dirigenti del primo ciclo hanno incontrato l'assessore comunale Annamaria Palmieri e il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Luisa Franzese (che a fine dicembre lascerà definitivamente l'Usr, dopo una proroga del Ministero), cui hanno fornito i dati di presenza sia per la prima classe della scuola dell'obbligo che del segmento non obbligatorio delle scuole dell'infanzia. I dati confermano presenze molto basse in alcuni quartieri periferici e meno in altri. 

Video

C'è poi una dichiarazione del direttore Franzese molto dibattuta dai genitori che, ancora impauriti dai contagi, si sono sentiti «minacciati dalle dichiarazioni contenute in una nota divulgata dal Comune di Napoli» come scrivono sul gruppo «Tuteliamo i nostri figli Scuole chiuse in Campania», in cui «noi genitori rischiamo una segnalazione ai servizi sociali per evasione scolastica. È scandaloso che vogliano obbligarci, quando il presidente De Luca ha deciso per motivi di tutela della salute di non aprire dalla seconda elementare in poi. C'è troppa confusione, mia figlia non la mando a scuola» scrive una mamma. Sul gruppo intanto sono decine coloro che hanno presentato un ricorso al Tar contro le aperture dei sindaci. 

 

Il sindaco di Benevento Clemente Mastella è tra quelli ma proprio ieri sera ha deciso di fare marcia indietro. «Firmo tra poco l'ordinanza di chiusura per la scuola dell'infanzia e della prima elementare fino al giorno 7 dicembre. L'aumento della curva epidemiologica registra, dal 17 al 24 novembre, un picco a Benevento e provincia del 35% di casi, 600 contagiati in una settimana sono tanti. Se si pensa che Napoli ha avuto il 15%, Avellino il 10%, Caserta e Salerno il 20%, allora doverosamente mi assumo la responsabilità di chiudere, invitando tutti ad evitare polemiche ingenerose e a essere responsabili e combattere assieme un nemico, il virus, che continua minacciosamente a essere tra noi. La formula RT1 che stabilisce la gradazione del contagio, per Benevento è RT 2,07. Cioè ognuno ne contagia due. Perciò, il derby tra chi vuole le scuole chiuse e chi le vuole aperte non mi interessa. Mi interessano la sicurezza e la salute» scrive sui social. Prorogano la chiusura invece Afragola, Pozzuoli, Caivano, Forio e Pompei, tra i comuni con ordinanze in scadenza ieri e oggi.

Ultimo aggiornamento: 18:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA