Vergogna Mergellina, i giardini
sono un bivacco vista mare

ARTICOLI CORRELATI
di Giuseppe Crimaldi

6
  • 1119
Nel cuore della notte, quando il carro della Mortuaria era già giunto a destinazione per depositare la salma in una cella frigorifera dell’obitorio, qualcuno ha posato un fiore sul marciapiedi dove Mohammed El Hanati Sghir è morto. Una rosa bianca senza stelo. Forse era uno dei tanti giovani che la sera si prendevano cura di quest’uomo alto quasi due metri che per casa aveva scelto le aiuole egli chalet di Mergellina. Invisibile tra gli invisibili.
 

SENZA PASSATO
Scavare nella sua vita è apparso subito un’impresa anche per la polizia. Ci sono volute quattro ore per identificarlo: perché Mohammed era un irregolare, uno dei cento, mille sans papier e perciò stesso un fantasma. C’è voluta la tragedia per accendere un algido cono di luce su di lui, sul suo aggressore, e sulle condizioni di disperazione che - in fondo - scorrono ogni giorno sotto i nostri occhi, e dovunque. Già, perché oggi quel sottobosco umano costretto a vivere (per scelta o necessità che sia) ai margini non è più triste prerogativa della Ferrovia, di via Marina o di certe periferie dimenticate: e certi gironi infernali popolati da invisibili fantasmi in carne ed ossa sono ormai impiantati anche nei «salotti buoni» di Chiaia, di Posillipo e del Vomero. Tra le persone che conoscevano e assistevano in strada Mohammed c’era persino chi - fino a sabato sera - pensava che quell’omaccione che negli ultimi mesi si era fatto crescere i capelli con il taglio dei «Rasta» fosse un russo; e un motivo in fondo c’era: perché nella sua tormentata vita - e il perché non si saprà mai - questo nordafricano aveva peregrinato in lungo e largo per l’Europa, approdando persino a Mosca, dove aveva avuto una figlia. Chissà quanto c’era rimasto, nell?Est: fatto sta che nel suo italiano smozzicato parlava con una netta inflessione che lo faceva sembrare «un russo».
 
 

IL QUARTIERE
Chiaia e Mergellina si risvegliano così: con un marciapiedi ancora invaso dal sangue raggrumato che nessuno - né un netturbino, né un residente - ha pensato di ripulire lanciando qualche secchiata d’acqua. Distratta, una folla di gente percorre quel tratto di strada e a stento si ferma a guardare dove si sono chiusi, per sempre, gli occhi di un essere umano. «Ah, è qui che è successo?», risponde un signore che abita due isolati più in là. Conosceva quest’uomo, lo aveva mai incrociato qui ai semafori? «No: io la sera torno presto a casa e sinceramente evito di uscire, soprattutto nel fine settimana quando questa strada (via Caracciolo, ndr) si trasforma in un carosello di auto impazzite». Proviamo a chiedere la stessa cosa a un’anziana signora accompagnata dalla figlia. «È vero - dice - qui ai semafori ci sono sempre stranieri a chiedere soldi, o ambulanti pronti a vendere di tutto. Ma non danno poi tanto fastidio. I problemi veri sono altri: guardate in che condizioni sono i giardini».

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 13 Gennaio 2019, 23:34 - Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 09:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2019-01-14 17:17:26
Ringraziamo il sindaco per questo ennesimo esempio di inciviltà dettato dall'assenza di un governo cittadino. Continuare a importare clandestini e immigrati per motivi economici a cui non abbiamo nulla da dare porta solo a queste situazioni. E in attesa che la polveriera Vasta esplodi queste sono solo le prime avvisaglie. E Il sindaco che continua a dire che Napoli è pronta ad ospitare clandestini....a casa sua però!
2019-01-14 11:53:23
Che squallore città da terzo mondo, ecco perchè gli immigrati clandestini subito sono a loro agio.
2019-01-14 08:45:52
Curare il decoro urbano non esclude la tolleranza verso gli emarginati: consentire ai senzatetto di accamparsi ovunque non e' la scelta giusta, ma solo la prova che non si e' in grado di governare un problema e si sceglie di ignorarlo, come troppo spesso accade a Napoli.
2019-01-14 08:07:33
in Messico Border e' la stessa cosa da quando vengono le Caravan di illegali immigrants , urinano per strada rubano e dovunque vanno creano immondizia... accogliete sempre ecco la realta' , ricordo la costiera degli anni 80 la villa era pulita , le passeggiate stupende , c'era il venditore di cocco bello alla Riviera, le il granoturco il mais bollito o alla griglia , il torrone tutto allientato come a festa e durante l inverno castagne arrostite , poi c'erano le zeppole e panzarotti ..le mie preferite era le zeppole alle alghe cosa che non gusto da uan vita . era bello andare alla villa a passaggiare io ci andavo quasi ogni domenica adesso ci sono molte restrizioni molti venditori oggi li chiamano abusivi per me erano uno spasso pittorestico, peccato dire che mi manca Napoli? si ma non quella di oggi mi manca quella di anni fa quando c' era la lira , e con 100 mila Lire eri ricco in tasca per un weekend , quando potevi andare su e giu; per la citta' senza essere importunato da bully monelli di strada , non c'erano allora I telefonini ma c'erano piu' contatti I giovani ti corteggiavano durante la passeggiata adesso sono tutti sul cellular e non ti guardano piu' non guardano piu' la realta' che li circonda ne ' sanno piu' comunicare.... La foto di questo articolo e' soltanto un assaggio di quello che siamo noi oggi , lo scempio e' dentro di noi di una civilta' che ha perso la vera human connection. Kind Regards Napoletana expact almeno posso dire questo: " Io C'ero..." Neuroni di un tempo passato furino li' ....
2019-01-14 12:51:15
In realtà, gentile texana, è il suo amico Sindaco il diretto Responsabile di questa vergognosa situazione. Oltre che Sindaco, De Magistris detiene anche la delega al decoro urbano. Ciò significa che è Lui, in prima persona, che deve provvedere a rendere decorosa la città, che invece è altamente e visibilmente indecorosa!

QUICKMAP