Ztl centro storico di Napoli, l'area pedonale fantasma:
nessuno la conosce, 170mila multe in due mesi

Venerdì 11 Settembre 2020 di Paolo Barbuto

Le multe arrivano in quantità inimmaginabili: in due mesi, giugno e luglio, ne sono state comminate 170mila. La protesta gonfia il web e le mail istituzionali del Comune: «Avete deciso di fare cassa sulla nostra pelle», scrivono in tanti. Tutto ruota attorno all’area pedonale che si sovrappone, solo di notte, alla ztl del centro storico di Napoli. La questione è paradossale perché si tratta di un provvedimento “a tempo” che è stato comunicato poco e male e che adesso sta mettendo in ginocchio migliaia di persone che stanno ricevendo contravvenzioni a decine, una per ogni giorno della settimana, a partire dallo scorso sei di giugno. Ma quelle contravvenzioni di giugno, che nessuno sapeva di aver preso, stanno arrivando solo in questi giorni, così la gente del centro storico ha iniziato a capire, e a protestare.

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Tutto succede a giugno quando de Magistris e la sua Giunta sono convinti che bisogna assegnare spazi pubblici alle attività commerciali per consentire una ripresa più rapida dopo il devastante periodo del lockdown. Però sedie e tavolini per strada non si possono mettere se è consentito il traffico, sebbene in maniera limitata, così la Giunta decide di trasformare in Area Pedonale quel pezzo di città antica, così lo spazio per la ristorazione potrà essere concesso senza problemi, provvedimento che resterà in vigore fino a fine ottobre quando scadrà anche la concessione gratuita del suolo pubblico.

Succede così che i cinque varchi al centro antico (Via Duomo, via Miroballo, Via del Sole, Via Santa Sofia e via Mezzocannone) assumono una forma camaleontica: dalle sette del mattino alle cinque del pomeriggio sono Ztl, dalle sette di sera alle sette del mattino si trasformano in area pedonale. Succede pure che la nuova segnaletica viene piazzata un po’ a caso e non si vede; accade, infine, che allo scattare dell’Area Pedonale i cartelloni elettronici della Ztl magicamente vengono spenti aumentando il senso di smarrimento. C’è, infine, un ultimo dettaglio determinante: finché c’è la Ztl i ciclomotori sono ammessi ma quando scende il manto dell’Area Pedonale nemmeno quelli sono consentiti. È un delirio totale.
 

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Il Comune non avvisa, se non con le ordinanze ufficiali; il Comune non piazza pattuglie di vigili ad avvisare, nei primi giorni, chi s’infila in quelle strade; il Comune però lascia accese le telecamere che scattano foto e macinano multe a valanga dalle sette di sera alle sette di mattina: 95 euro ma se paghi entro cinque giorni scendono a 75. 

Siccome nessuno sapeva della novità del divieto di transito serale, in centinaia hanno imboccato quelle strade convinti di non violare alcuna norma. Chi, per abitudine, usava il ciclomotore per andare al lavoro, ad esempio, ha accumulato due multe al giorno a partire dal sei di giugno: con la ztl non c’era bisogno di chiedere il permesso di transito per le due ruote, così i residenti non ci hanno mai pensato, invece il Comune ci ha pensato, e li ha multati. E adesso quelle multe arrivano.

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Nei primi giorni di settembre, smarriti, i residenti hanno condiviso fra loro l’allarme. Poi hanno cercato di far uscire la questione dai vicoli del Centro Storico per coinvolgere tutta la città. È stata creata una pagina Facebook ad hoc “Contestazione multe centro storico”, governata da Giusy Cacace, Daniele Cotena e Andrea Imela: in pochi giorni ha raccolto settecento adesioni e adesso tutti sono in attesa del contatto con un avvocato che potrebbe raccogliere tutte le istanze e farle convogliare in un unico gigantesco procedimento contro Palazzo San Giacomo.

C’è una ragazza che ha messo in fila 75 contravvenzioni: è residente, avrebbe avuto tutti i titoli per transitare con il suo scooter chiedendo un permesso, se solo qualcuno l’avesse avvisata; adesso invece si trova davanti una richiesta di pagamenti per oltre 7000 euro da parte del Comune che non ha avuto la stessa attenzione nel comunicare le novità di circolazione.

Della vicenda s’è interessato pure il consigliere regionale Francesco Borrelli il quale ha spiegato alle persone che lui in questo caso può solo chiedere ragione al Comune, senza nessuna possibilità di intervenire perché appartiene ad un’altra amministrazione. In campo è sceso pure il presidente municipale Francesco Chirico il quale ieri ha incontrato l’Amministrazione chiedendo una sanatoria sulle multe già inviate. Palazzo San Giacomo ha assicurato che cercherà una soluzione. I multati (arrabbiati) aspettano.

Ultimo aggiornamento: 19:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA