​Inno del Regno delle Due Sicilie, neoborbonici contro il Museo di Capodimonte

Venerdì 2 Ottobre 2020

È polemica tra associazioni culturali, Neoborbonici e il Museo di Capodimonte, a Napoli, sull'Inno del Regno delle Due Sicilie, composto - secondo quanto finora noto - da Giovanni Paisiello nel 1787 ed attribuito invece, nella didascalia di una Mostra di Capodimonte, a un musicista dilettante, il barone siciliano Francesco Pisani, e datato al 1799.

La didascalia della Mostra «Napoli Napoli, di lava, di porcellana e musica» informa che l'«Inno del Re» - questo il nome dell'Inno delle Due Sicilie - sarebbe stato «attribuito impropriamente a Giovanni Paisiello».
 


In una lettera aperta al direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger, la Fondazione il Giglio e il Movimento Neoborbonico accusano gli autori della Mostra di aver ignorato le fonti storiche e musicologiche che concordemente ritengono Paisiello, che fu Maestro di Cappella di Ferdinando IV di Borbone l'autore della musica. Così, ad esempio il primo ministro di Francesco II, Pietro Calà Ulloa, il cronista dell'assedio di Gaeta Teodoro Salzillo, e, in campo letterario, il poeta Ferdinando Russo.

«Anche la Fondazione Teatro San Carlo - scrivono le associazioni nella lettera al direttore di Capdimonte - nella mostra per i 200 anni della morte di Paesiello, svoltasi nel 2016, ha ricordato la composizione dell'Inno». «È grave che un'istituzione culturale di rilievo come il Museo di Capodimonte - dice Marina Carrese, presidente della Fondazione il Giglio - faccia affermazioni non supportate sulla Storia di Napoli e del Sud». Per il prof Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, la composizione dell'Inno delle Due Sicilie da parte di Paisiello è fuori discussione. Ne scrive, tra gli altri, il biografo di Cimarosa, Federico Polidoro, in un libro dell' Accademia Pontaniana, ne parlano storici e studiosi. Ma alle fonti storiche - aggiunge De Crescenzo - aggiungo un argomento. Quale Stato avrebbe affidato ad un musicista dilettante la composizione del proprio Inno che, per di più, secondo la Mostra di Capodimonte sarebbe stato composto nel 1799, cioè quando il Regno era occupato dai francesi ed a Napoli era stata instaurata la repubblica giacobina?». 

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