Napoli, l'impegno di Sarah Galmuzzi per i bambini: «Così li avvicino all'arte contemporanea»

Napoli, l'impegno di Sarah Galmuzzi per i bambini: «Così li avvicino all'arte contemporanea»
Venerdì 19 Novembre 2021, 21:25
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Un progetto come un figlio. La dedizione e la passione di una giovane bellissima donna, innamorata dell'arte contemporanea che dedica il suo tempo a ciò di cui tutti, indistintamente necessitiamo, la bellezza e la cultura come linguaggio universale. Parliamo di Sarah Galmuzzi, specialista d'arte e comunicatrice napoletana, e di un progetto nato durante il primo lockdown, un momento storico di assoluta tristezza, che ha prodotto, nonostante tutto, un'idea che nella sua semplicità è assolutamente rivoluzionaria: la democratizzazione della cultura, in particolar modo dell'arte contemporanea che è sempre più un'urgenza.

«Una democratizzazione, un approccio illuminista che parte dal basso» spiega Sarah, dai più piccoli, non solo perché i bambini non hanno pregiudizi ma soprattutto perchè in loro è possibile piantare qualunque seme. Parlare ai bambini è un pretesto anche per parlare agli adulti in modo semplice, svuotando l'arte da quella vertigine di paroloni e concetti respingenti e di cui non necessita. Il grande Munari parlava di “funzionalità ed estetica”, un concetto che ritroviamo proprio nel progetto “L'arte contemporanea raccontata ai bambini”.

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Chi è Sarah Galmuzzi

Sarah è una storica dell'arte contemporanea, napoletana, ha lavorato per anni al Pan – Palazzo delle Arti Napoli, si occupava di supporto alla direzione, progetti curatoriali e ogni giorno ha toccato con mano la difficoltà del pubblico nel recepire il messaggio dell'arte da esposizione moderna. Non basta un buon pannello didattico se è scritto in una lingua che non conosci, non lo si comprenderà mai. L'esperienza così è frustrante e genera repulsione, scetticismo. Si perde un'opportunità. Da giugno 2020, così, Sarah ha iniziato a lavorare a tempo pieno al suo “terzo figlio” la pagina social “L'arte contemporanea raccontata ai bambini”. Ha cominciato così a costruire una piccola comunità intorno ad essa e dallo scorso ottobre il lavoro si è trasferito in libreria.

L'arte contemporanea raccontata ai bambini” si è trasformato in una serie di incontri dal vivo, workshop e laboratori che si svolgono regolarmente presso la libreria Ubik, in via Benedetto Croce, due sabati al mese, per la durata di tutto l'anno scolastico. Gli incontri, pensati come i video, sono rivolti ad un pubblico di giovanissimi e hanno il compito di accompagnare per “mano” i piccoli partecipanti alla scoperta, da un lato, dei protagonisti dell'arte contemporanea internazionale, dall'altro, della città di Napoli, per conoscerne meglio le più imponenti installazioni, le misteriose stazioni d'arte e i coloratissimi murales della città in cui vivono. Ogni appuntamento si arricchisce di un momento laboratoriale il cui scopo è quello di rafforzare le conoscenze acquisite, giocando e divertendosi.

Gli incontri19 in tutto, sono pensati su un arco temporale che interessa lo scorso secolo e arriva ai giorni nostri, per offrire ai partecipanti una visione d'insieme più ampia. Il ricco programma di appuntamenti, consultabile anche sulla pagina Facebook, spazia da grandi artisti internazionali quali Matisse, Picasso, Warhol, Mondrian, Buren, Mirò, sino ad arrivare alle opere d'arte presenti nella città di Napoli come il murale di Maradona, dal grido sordo di un internato delle mura dell'ex Opg a cui dà voce lo street artist Blu, alle stazioni metropolitane di Chiaia dal genio visionario del regista Peter Greenaway, all'unica opera italiana di Banksy conservata proprio a Napoli. Il progetto, in ulteriore evoluzione, prevede ora anche la collaborazione con il “Mattoncino” di Posillipo, i cui incontri si terranno nell'orto con visite guidate.

«Ho pensato a quello che mi piacerebbe la mia città offrisse a una bambina come mia figlia. Ci sono tante iniziative per bambini, intendiamoci, anche di natura culturale. Io, però, faccio un discorso ampio, lo faccio da storica dell'arte contemporanea, non da guida. Questo progetto interessa anche e soprattutto i genitori che sono curiosi di capire. Ho iniziato in pieno lockdown, a marzo 2020 con dei video imbarazzantissimi sulle metro dell'arte. Mi dicevo ma i bambini le prendono mille volte al giorno e se chiedono una spiegazione a un genitore, lui non sa rispondere, non tutti devono essere tenuti a sapere!», spiega Sarah Galmuzzi. Forse è proprio questa la base, se quel concetto lo si prova a raccontare con più leggerezza, ironicamente e in cinque minuti, è possibile capire qualcosa che non aveva mai trovato risposta.

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Il programma di video è stato acquisito e apprezzato anche dal comune di Napoli, che durante le settimane di lockdown ha predisposto un palinsento social dedicato proprio ai bambini, dando, quindi, la possibilità a Sarah Galmuzzi di essere conosciuta più rapidamente incoraggiandola anche a proseguire. A breve sarà on line il sito che raggrupperà un po' tutti i contenuti pubblicati fino ad ora sulla pagina Facebook. Tante le iniziative a cui ha partecipato la Galmuzzi, tra cui un webinar tenutosi il 4 novembre, organizzato da una casa editrice, Librí, che si occupa di progetti educativi a sostegno di scuole e docenti. L'intervento di Sarah, rivolto soprattutto alla figura degli insegnanti, ha riguardato proprio le potenzialità espressive insite nei linguaggi dell'arte contemporanea. Tante le proposte fatte tra cui una serie di attività laboratoriali che i bambini potranno svolgere in classe, mirate proprio ad acquisire una grammatica nuova in tema di arte.

«Uscire dalla “retorica” del segno convenzionale e verificare la possibilità di raccontarsi in maniera diversa». Questo l'obiettivo, a detta della sua ideatrice, di un'attività del cui genere in città ci sono ben poche tracce. Un punto di partenza per riportare l'arte e la bellezza, in ogni sua manifestazione, in prima linea nella crescita dei più giovani.

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