La roadmap di Floro Flores: «La nuova Bagnoli solo con fondi pubblici, ora liberare le aree»

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Luigi Roano

«Per me Bagnoli è la madre di tutte le battaglie, da lì passa il futuro di Napoli». Francesco Floro Flores da pochi minuti ha firmato a Palazzo Chigi il decreto con il quale è ufficialmente il nuovo commissario per Bagnoli e sembra avere le idee chiare. C'è stato il passaggio di consegne con Salvo Nastasi e la ministra Barbara Lezzi lo ha battezzato su Fb dicendo che «tutto quello che si farà sarà sottoposto al vaglio delle associazioni e dei cittadini perché va condiviso». Insomma, lo stesso film che va in scena da oltre 20 anni con il risultato che poche decine di persone - dietro sigle semiclandestine - hanno paralizzato la rinascita del sito ex Italsider. Eppure, c'è un progetto approvato dalla Cabina di Regia ovvero da tutte le Istituzioni, dal Governo passando per Regione e Comune: che fine farà?

Allora commissario, che si fa con i movimenti e le associazioni? Davvero il ministro ha intenzione di condividere ogni passo?
«Io penso che si debba mettere in campo una strategia di comunicazione: una volta che si è stabilito cosa fare si procede. Io sono il commissario, devo correre, il tempo è prezioso e a Bagnoli se ne è perso tanto. Il resto è un tema politico. Posso dire che in 20 anni sono stati spesi 400 milioni solo per progetti ovvero fogli di carta».

E del progetto avuto in eredità dalla passata gestione targata RenziGentiloni cosa ne pensa?
«È un buon progetto, abbiamo la fortuna di averlo, portiamolo avanti. Se in corso d'opera servissero delle piccole varianti per fare ancora meglio faremo una riflessione».

A Genova per la nomina del commissario si è perso tempo perché non c'era chiarezza sui finanziamenti. Come stanno le cose a Bagnoli?
«In cassa ci sono ancora 50 milioni e sono tanti soldi, servono per arrivare in primavera».
 
Tuttavia per la bonifica e la riqualificazione urbana servono almeno 150 milioni l'anno.
«Il governo mi ha promesso che saranno finanziati già in questa legge di Bilancio, altrimenti di che parliamo? Io sono fiducioso».

Da dove inizierà la madre di tutte le battaglie?
«Guardi, c'è un contenzioso enorme che frena l'azione su Bagnoli, una giungla di ricorsi, poi c'è la curatela fallimentare della Bagnolifutura, i proprietari dei suoli e altri. È mia intenzione mettere mano a questo problema sin da subito. Sono convinto che tutti vogliono far ripartire Bagnoli, ma c'è anche un altro problema grosso».

Vale a dire?
«Il 60% dell'area da bonificare è ancora sotto sequestro giudiziario. Impossibile bonificare. Voglio convocare un tavolo con tutti gli attori in questione e trovare un'intesa che ci consenta di non perdere altro tempo. Bisogna capire che Bagnoli è un grande attrattore».

A proposito i privati, le aziende napoletane, saranno partecipi della nuova Bagnoli?
«A oggi le indicazioni sono che Bagnoli sarà fatta esclusivamente con fondi pubblici. Vogliamo dare ai napoletani il mare pubblico, la spiaggia pubblica e tutto quello che è previsto».

Anche gli alberghi, il porto e tutto quello che è contenuto nel piano?
«Certo, del resto c'è un solo soggetto attuatore che è pubblico e si tratta di Invitalia, a oggi non si può prescindere da questo schema».

Non le sembra una contraddizione nominare un imprenditore come lei per la nuova Bagnoli e statalizzare tutto il progetto? E poi lei non auspicava addirittura investimenti degli emiri del Qatar?
«Quella fu una battuta, ma il tema esiste. Immagino che se dovessero esserci problemi di finanziamenti in futuro si potrebbero aprire nuove riflessioni».

Il presidente Vincenzo De Luca ha bocciato la sua nomina. E tra De Luca e il sindaco de Magistris volano solo insulti.
«È un problema per la città, spero non lo sia anche per Bagnoli, anzi mi auguro sia il luogo della riconciliazione. Quanto al governatore su di me ha espresso un giudizio politico, ma sono sicura che mi stima».

Ultimo aggiornamento: 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA