Napoli, Maresca dopo l'agguato a Fuorigrotta: «Non siamo italiani di Serie B»

Giovedì 23 Dicembre 2021
catello maresca

«Nella nostra città esiste un'emergenza criminalità e noi ci siamo dentro fino al collo. Continuare a far finta di nulla è l'atteggiamento peggiore possibile». Così Catello Maresca, capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio comunale di Napoli, sull'agguato di questa mattina in via Caio Duilio a Fuorigrotta, dove è rimasto gravemente ferito un esponente di spicco della malavita organizzata. «Oggi un nuovo agguato a Fuorigrotta, tra la gente in pieno giorno - aggiunge Maresca - la cosa non fa quasi più notizia. Ne parla qualche telegiornale locale, mentre a livello nazionale i morti ammazzati a Napoli non arrivano neanche più.

Segno questo di una assuefazione rispetto ad un dato che, addirittura, è considerato assodato. Quasi come se non ci fosse più nulla di strano, anomalo e grave se ammazzano, o provano a farlo, una persona a Napoli nelle strade dello shopping natalizio». Il magistrato definisce «allarmanti i dati sull'emergenza criminalità: almeno 10 le vittime per mano di camorra nel 2020, in piena pandemia. E decine di raid criminali e attentati incendiari. Da inizio anno ci sono stati, secondo l'indice sulla criminalità diffuso dal Sole 24 Ore, già 26 omicidi dolosi e 65 tentati omicidi e la sensazione è che sia ormai diffuso il senso di insicurezza tra i cittadini.

 

L'analisi è condotta sulla percentuale tra delitti denunciati e numero di abitanti e Napoli è a metà classifica rispetto a tutte le province italiane, ma la valutazione diventa molto più inclemente e preoccupante quando si vanno a leggere i numeri assoluti, dove siamo ai primi posti praticamente su tutti i delitti». Maresca si dice «preoccupato, e - conclude - dovrebbe preoccuparsi anche chi ci governa. Bisogna agire e farlo presto. Nei prossimi giorni, insieme ai colleghi dell'opposizione, discuteremo delle iniziative da mettere in campo sulla sicurezza, compreso un incontro con il ministro dell'Interno, che dovrà assumere impegni seri per Napoli, perché noi napoletani non siamo cittadini italiani di serie B».

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