…E l’arte contemporanea riparte dal Maschio Angioino di Napoli

Giovedì 18 Giugno 2020 di Salvio Parisi
Hermann Josef Runggaldier e Mario Ciaramella

Anche l’arte riapre i battenti e celebra il ritorno alla fruizione dei luoghi della bellezza e della storia, delle opere e delle esposizioni pubbliche.

Vernissage diluito in spazi ampi e senza assembramenti, tour con distanze opportune e mascherina. Così annunciata l’apertura della mostra «Spiritus Mundi», una doppia personale di Hermann Josef Runggaldier e Mario Ciaramella, inaugurata qualche giorno fa ed esibita fino al 22 luglio nella sontuosa Cappella Palatina del Maschio Angioino. 
 

 

Cinquanta opere in terracotta, gesso, bronzo e legno di due scultori con una matrice figurativa “anticlassica”, un linguaggio visivo parallelo ed entrambi legati alla propria cultura e terra d’origine, di cui si son fatti espressione: Val Gardena il primo e Valle Caudina il secondo.

Il primo, un “filosofo” esistenzialista, cultore dell’io essenziale e interiore, mentre il secondo un “poeta” in perfetta simbiosi mutuale con la natura e gli elementi: l’idioma moderno viene ad abitare un luogo di storia e di arte come la Cappella Palatina, in cui la bellezza non ha mai smesso di respirare, rompendo il gap tra antico e contemporaneo.
Curata da Marco Izzolino e Carla Travierso, prodotta e ideata da Andrea Aragosa per Black Tarantella e promossa dall'Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Napoli, l’esposizione ha ospitato per il pomeriggio di opening un parterre di collezionisti, galleristi, designer, artisti e dealer, tra i quali Danilo Ambrosino, Teresa Fico, Paolo Vecchione, Rossella Ferraro, Massimo Massaccesi, Rosita Puca e Roberta Amato, Michele e Maria De Simone, Francesca Frendo, il designer Gianni Marigliano, Antonio Martiniello e Alfonso Cacciapuoti, Fabio Rossi e Maria Raffaella Faggiano, Imma Laino e Vincenzo Ferrara, Gabriele De Iuliis, Fabio, Luca e Livia Casalini, Francesca Matarazzo di Licosa, Laura Niola e Vito di Nardo.
 

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