Quarantena di 5 giorni, il Cts oggi decide. Le Regioni: abolitele per chi ha la terza dose

Oggi si riunisce il Cts: riduzione da 7 giorni a 5 per i contatti (asintomatici) di un positivo. La controproposta dei governatori: esenzione totale per chi ha la terza dose

Martedì 28 Dicembre 2021 di Mauro Evangelisti
Quarantena di 5 giorni, il Cts oggi decide. Le Regioni: abolitele per chi ha la terza dose

In un giorno 78.313 nuovi positivi. Il cinquanta per cento in più del record di sempre. Nella sola Lombardia è stata superata quota 28mila. Certo, si tratta di un dato falsato dalla frenata dei tamponi a Natale (ieri al contrario sono stati oltre un milione), così come il numero di morti (202) va valutato alla luce del rallentamento delle notifiche nei giorni festivi. Però nella sostanza da ieri abbiamo altre 350mila persone (i positivi più i loro contatti stretti) che dovranno restare isolate: non potranno andare al lavoro, ingolferanno il sistema dei molecolari per certificare, quando sarà il momento, la negativizzazione. La Omicron, molto più contagiosa, ormai si avvicina al 50 per cento del totale dei positivi. La percentuale di coloro che finiscono in ospedale, per fortuna, resta bassa. Ieri si sono aggiunti 385 posti occupati da pazienti di Covid, 119 nuovi ricoveri in terapia intensiva: sono dati alti, ma rispetto alla mole dei positivi va in ospedale (con una approssimazione) lo 0,5 per cento, con una incidenza molto più alta tra i non vaccinati. Il Governo prepara il provvedimento per le mascherine Ffp2 a prezzo calmierato (attorno a 0,50 euro). Ma l’emergenza nazionale sta diventando la gestione di questi 600mila attualmente positivi più i loro contatti diretti, perché di questo passo, ormai è chiaro, si fermerà il Paese e salterà il sistema del contact tracing e dei tamponi. Questa mattina il Comitato tecnico scientifico si riunirà alle 11 per rispondere al quesito del Ministero della Salute sulla riduzione dei giorni di isolamento per i contatti stretti di un positivo. L’ordinanza di applicazione è attesa per le ore successive.

 

 

 

 

CONTROPROPOSTA

Le Regioni hanno già fatto una controproposta: se è vaccinato da meno di 4 mesi o ha ricevuto la terza dose, sia esentato dalla quarantena. Bisogna fare chiarezza: negli Stati Uniti hanno tagliato i giorni di quarantena da 10 a 5 per gli asintomatici positivi, un analogo provvedimento è allo studio in Spagna. Ma in Italia per ora si parla di altro: riduzione della quarantena non per i positivi, ma per i loro contatti, ovviamente asintomatici. Oggi i giorni di stop sono sette, il Cts va verso la riduzione a 5 (solo per i vaccinati), ma ci sono visioni diverse sul tampone molecolare al termine di quel periodo. Al Ministero della Salute sono prudenti e vorrebbero mantenerlo, dalle Regioni c’è una spinta ad eliminarlo tenendo conto che il virus (sia con la Delta sia con la Omicron) ha mostrato di essere altamente trasmissibile maggiormente nei primi giorni di una eventuale infezione. Le Regioni però vanno oltre e propongono di esentare dalla quarantena i contatti di un positivo se sono «vaccinati con dose booster o abbiano completato il ciclo primario da meno di 4 mesi».

 

 

IL PROBLEMA DEI NON VACCINATI

Un gruppo di lavoro della Conferenza delle Regioni (ne fanno parte Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Toscana, Provincia autonoma di Trento e Veneto) ha stilato una serie di proposte per rivedere il sistema delle quarantene e il tracciamento che con i numeri attesi a gennaio (la Omicron sarà dominante) non reggerà. La sintesi è: concentriamo le forze sui non vaccinati. Si legge nel documento: «Bisogna orientare le attività di contact tracing verso i soggetti non vaccinati e le situazioni/contesti a maggior rischio di diffusione o le comunità chiuse; passaggio dalla quarantena all’auto-sorveglianza per i contatti vaccinati (in caso di comparsa di sintomi rivolgersi al medico curante) e riduzione del ricorso al testing nei confronti dei contatti vaccinati; mantenimento della quarantena per tutti i contatti non vaccinati; mantenere un’attenzione e una strategia di testing nei contesti a rischio per condizioni di salute (immunocompromissione) o per setting (contesti sanitari o socio-assistenziali); graduale attivazione di meccanismi di automatizzazione per la comunicazione dei provvedimenti di isolamento e quarantena, nonché per la raccolta di informazioni sullo stato clinico e sui contatti». Alcuni esempi della proposta delle Regioni: una persona positiva, dopo dieci giorni, in assenza di sintomi da almeno tre, potrà uscire dalla quarantena anche senza il test. Inoltre, si deve organizzare un sistema di sms e mail per disporre l’isolamento del positivo che, via internet, seguendo un link potrà segnalare i suoi contatti positivi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 11:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA