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Alessandra Matteuzzi uccisa mentre parlava al telefono con la sorella. «Lei gridava aiuto»

Mercoledì 24 Agosto 2022
Alessandra Matteuzzi uccisa a Bologna, la sorella racconta l'ultima telefonata: «L'ho sentita gridare»

Quando è stata aggredita con una mazza dall'ex compagno Giovanni Padovani, Alessandra Matteuzzi, 56enne uccisa ieri sera a Bologna, era al telefono con la sorella. Lo ha raccontato la stessa al Tgr Rai Emilia-Romagna. «È scesa dalla macchina e ha cominciato a urlare: no Giovanni, no, ti prego, aiuto. Io ero al telefono, ho chiamato immediatamente i carabinieri che sono arrivati subito. Io abito a 30 chilometri. Alla fine l'ha massacrata di botte», ha detto la donna in lacrime.

 

«Lui era ossessionato, aveva rotto piatti e bicchieri»

Al microfono del Tgr la sorella della vittima ha raccontato la relazione tra Alessandra e Giovanni. Una frequentazione a distanza iniziata da circa un anno e che si era conclusa con una denuncia, da parte di Sandra e un divieto di allontanamento decretato dal giudice contro l'uomo: «Era ossessionato da lei» racconta la sorella «C'era stata una denuncia e anche delle integrazioni, erano stati sentiti dei testimoni e nominato un pm».

«Hanno avuto una frequentazione a distanza, perché lui faceva il calciatore in Sicilia, quindi si sono visti poche volte era poco più di un anno che si conoscevano, però è dallo scorso gennaio che ha cominciato ad avere delle ossessioni verso di lei. Si vedevano una volta al mese, poi hanno passato qualche giorno insieme, durante il periodo di pausa calcistica, lui è stato qua con lei» continua la donna. Poi Alessandra ha deciso di volersi allontanare. Quando ha cercato di farlo, però lui ha iniziato a perseguitarla: «A quel punto però le sono successe delle brutte cose, lui aveva rotto piatti e bicchieri, si era arrampicato dalla terrazza, staccava la luce generale del suo appartamento, e le faceva degli agguati sulle scale», ha spiegato la donna.

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Ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA