Il titolare bestemmia e il dipendente va dal sindacato: «Fatelo smettere»

Un vecchio cartello, quando la bestemmia era ancora un reato
di Elena Filini

CONEGLIANO - La bestemmia può diventare fonte di conflitti personali ma anche sindacali. È accaduto in una piccola azienda della sinistra Piave, nella zona di Conegliano, dove un dipendente si è rivolto pochi giorni fa alla Cgil. «Non è un nostro iscritto - racconta Nicola Atalmi - ma mi ha chiamato per chiedere un appuntamento».

Quando se l’è trovato davanti, il sindacalista ha ricevuto l’insolita richiesta: «Il mio datore di lavoro bestemmia che manco un turco. Dovete intervenire. Non ce la faccio più». La Cgil ha cercato di saperne di più: «Avete problemi con lo stipendio?» Nessuno. «Subite angherie o ingiustizie?». No. Solo, quotidianamente, un rosario di esternazioni blasfeme. «Non lo fa neanche per cattiveria, forse; proprio non riesce a trattenersi». Il sindacato non ha grandi strumenti oltre alla persuasione: «Ci troviamo di fronte ad una situazione incresciosa, ma su cui la giurisprudenza a livello sindacale non si pronuncia».
Venerdì 1 Giugno 2018, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 01-06-2018 21:59
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