Bimbo si schiaccia un dito all'asilo a Crema, indagata la sindaca Stefania Bonaldi

Martedì 8 Giugno 2021
Bimbo si schiaccia un dito all'asilo a Crema, indagata la sindaca Stefania Bonaldi

La sindaca di Crema Stefania Bonaldi ha ricevuto un avviso di garanzia perché a un bimbo di un asilo nido comunale sono rimaste schiacciate le dita in una porta. Il piccolo non ha avuto lesioni permanenti ed è tornato a frequentare l'asilo. Alla sindaca Bonaldi la Procura di Cremona contesta la mancanza di dispositivi idonei a evitare la chiusura automatica della porta.

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Solidarietà è arriavta dai colleghi sindaci di tutta Italia. «È assurdo, basta con queste pazzie contro i sindaci. Come si può indagare un Sindaco per una cosa del genere? Siamo al ridicolo. Davvero poi ci sorprendiamo che scarseggiano i candidati a sindaco?». Così Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente nazionale ALI, Autonomie Locali Italiane. «È quanto mai urgente che il legislatore intervenga sulle eccessive responsabilità oggettive che hanno i sindaci, perché non possono ridursi a capro espiatorio di tutti i mali del Paese. Un abbraccio forte a Stefania Bonaldi. Stefania è una delle sindache più brave d'Italia e non si farà di certo fermare da certe sciocchezze».

 

«Ma si può andare avanti così?», scrive su twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

«Fare il sindaco è diventato un mestiere pericoloso. Quanto avvenuto al sindaco di Crema dimostra ancora una volta l'urgenza di maggiori tutele per chi amministra la propria comunità -  dice il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni - Non si può amministrare con il pensiero di ricevere un avviso di garanzia per ogni cosa. Bisogna creare condizioni diverse, altrimenti saranno sempre meno le persone che scelgono di spendersi per le proprie comunità. E questo è un problema più grande di quanto si pensi e di cui tutta la politica deve farsi carico. Per non lasciare soli i sindaci, e solo ai sindaci, questo grande tema di democrazia». 
Anche Virginia Raggi si è pronunciata in favore di Stefania Bonaldi sottolineando con un post su Twitter la necessità di fare 
«più chiarezza su nostre responsabilità per evitare blocco azione amministrativa. Noi sindaci sempre in prima linea».

Il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro intervenendo sulla vicenda «È l'ennesima testimonianza di quello che l'Anci e tutti i sindaci Italiani stanno denunciando ormai da tempo» ha dichiarato per poi aggiungere «lo Stato deve metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro serenamente. Non chiediamo l'immunità o l'impunità, come abbiamo già scritto nell'appello del 2 marzo scorso, in occasione della vicenda che colpì Chiara Appendino, chiediamo solo di liberare i sindaci da responsabilità non proprie». «Così - ribadisce - non è più possibile andare avanti. E se non è stato sufficiente un accorato appello al Governo e al Parlamento, sottoscritto da quasi 4mila sindaci italiani, per attirare l'attenzione di chi può e deve prendere provvedimenti su quanto sta accadendo, vorrà dire che sfileremo con le nostre 8mila fasce, costituendoci parte civica, nell'aula di tribunale dove la sindaca di Crema dovrà forse un giorno presentarsi per difendersi da questa accusa. Saremo lì con lei, o con qualsiasi altro sindaco chiamato a difendersi da colpe che evidentemente non sono e non possono essere sue. Perché non è la sindaca di Crema oggi ad essere stata indagata - conclude - ma insieme a lei ci sentiamo tutti indagati. Primo o poi qualcuno dovrà rispondere quando l'Italia resterà un Paese senza sindaci».

Ultimo aggiornamento: 20:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA