Genova, si cercano 10-20 dispersi: 38 le vittime. Dramma sfollati

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Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Sono 38 i morti dovuti al crollo del ponte Morandi, avvenuto martedì mattina a Genova. Tra le vittime anche un bambino di 8 anni e due adolescenti di 12 e 13. Il governo ha proclamato il lutto nazionale. I funerali di Stato delle vittime dovrebbero tenersi sabato mattina a Genova. Ma «ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse», ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi facendo il punto sulle indagini.

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Il numero degli sfollati secondo fonti del governo è intanto salito a 664 unità, per 331 nuclei familiari. Gruppi di residenti hanno chiesto di poter rientrare nelle abitazioni abbandonate per prendere medicine destinate soprattutto alle persone anziane e effetti personali ma per motivi di sicurezza nessuno potrà rientrare nel proprio appartamento, soprattutto se si trova sotto il moncone del ponte.
 


«Mio suocero - ha detto una donna - ha necessità di medicine che sono difficili da reperire soprattutto in questo periodo festivo. È anziano e con gravi problemi di salute e le sue medicine sono rimaste in casa». Sono proprio i vigili del fuoco che entrano nelle case a rischio crollo per prendere medicinali e materiali urgenti mentre nelle case non a rischio diretto di crollo accompagnano i cittadini a ritirare gi effetti personali. Gli sfollati sono costantemente seguiti sia dalla protezione civile che dai vigili del fuoco con un impegno straordinario.
 
 


Il crollo. Ore 11.50 del 14 agosto: con un boato il viadotto Morandi, dal nome del suo progettista, sull'Austostrada A10 tra i caselli di Genova, 51 anni mal portati, si sbriciola mentre imperversa un temporale. Crollando, il ponte trascina con sé in un volo di 100 metri auto e camion, schiantandosi in un mucchio di macerie e lamiere nel secco greto del torrente Polcevera. Una parte del ponte piomba sulla sottostante via Fillak, travolgendo una struttura dell'Amiu, l'azienda ambientale del comune di Genova. È una tragedia immane. I primi a arrivare sono i poliziotti del Reparto mobile di Bolzaneto, che estraggono vivo da un'auto il portiere del Legino Davide Capello. Sono loro che daranno l'allarme. Sul posto arrivano i vigili del fuoco, Carabinieri e polizia mentre sui social diventa virale un video in cui si vede il pilastro del ponte che viene giù e si sente un uomo che grida «Oh mio dio». I tre più importanti ospedali cittadini aprono le unità di crisi mentre comincia la conta delle vittime.

L'inchiesta. «Non è stata una fatalità, ma un errore umano» a provocare il crollo del ponte. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha risposto ai giornalisti al termine di un sopralluogo nella zona del ponte. La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio stradale plurimo. «Noi dobbiamo rispondere a una sola domanda: perché è successo? - ha detto il magistrato - Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario». Secondo le prime ipotesi, il crollo sarebbe attribuibile a un cedimento strutturale. Crollo, ha detto il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia Stefano Marigliani, che è «per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all'attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire. Assolutamente non c'era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso».

«Quando sarà terminata la fase di ricerca delle vittime e di eventuali dispersi l'inchiesta entrerà nel vivo e si andranno ad analizzare tutti gli aspetti relativi alla progettazione, realizzazione e manutenzione del ponte», ha sottolineato ancora Cozzi. «I primi passi - ha spiegato - serviranno per ricostruire tutte le opere che erano in esecuzione dal punto di vista della manutenzione e anche per capire cosa è accaduto quel giorno specifico, se c'è stata una causa scatenante». Nei prossimi la polizia giudiziaria acquisirà presso enti, società e gestori coinvolti a vario titolo tutti gli atti necessari.



I soccorsi. Sono più di 1000 gli operatori del Servizio nazionale della Protezione civile impegnati nelle operazioni di soccorso: più di 300 vigili del fuoco e oltre 400 uomini delle forze di polizia, ma anche volontariato, servizio sanitario regionale e strutture locali di protezione civile. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato sui due lati del Polcevera in cui ci concentrano le macerie e anche nel letto del torrente. Al momento due delle tre aree di ricerca sono state bonificate: si tratta di quella che si trova sul lato sinistro del fiume, dove ci sono i depositi dell'Amiu - l'azienda ambientale del Comune di Genova - e di quella al centro del Polcevera, dove ci sono i resti di diversi mezzi pesanti e di auto schiacciate da un enorme pezzo di ponte conficcato nel terreno.

 
Giovedì 16 Agosto 2018, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 17 Agosto, 12:23
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1 di 1 commenti presenti
2018-08-16 13:52:55
domandina ina ina. CHI ERA AL GOVERNO QUANDO LE AUTOSTRADE SONO STYATE PRIVATIZZATE? aiutino: era il 1999. accordo poi perfezionato nel 2002. che grande cosa internet ... ah se la gente lo usasse non solo per rimbecillirsi con tuitter e feisbuch!

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