Roma, Vivi Bistrot in fiamme: l'ombra del racket dentro Villa Pamphili

Venerdì 29 Maggio 2020

«È doloso», dicono con sicurezza Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo contitolari del Vivi Bistrot, il bar ristorante all'interno di Villa Doria Pamphili a Roma che nella notte tra mercoledì e giovedì ha subito un incendio nell'area magazzino dove vengono stoccati i rifiuti. Le fiamme si sono sviluppate all'esterno inghiottendo arredi e bruciando tutta la facciata laterale del complesso più le siepi di alloro alte dieci metri che sono vicinissime al tetto in legno. L'interno fortunatamente è intatto. Il rogo è scoppiato tra mezzanotte e l'una e le titolari se ne sono accorte grazie all'allarme anti-intrusioni scattato per il fumo.

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All'una e mezza i gestori sono corsi sul posto a fiamme già spente dai Vigili del fuoco. Stando al report della Polizia locale che sta pattugliando la Villa anche di notte dopo i numerosi raid vandalici (targhe divelte, statue abbattute, incursioni nei locali dell'Anffas), i caschi bianchi sono passati davanti al Bistrot all'una e appena 5 minuti dopo sarebbe scattata la scintilla, come se qualcuno si fosse prima assicurato del loro avvenuto passaggio per agire indisturbato. Sul posto, tuttavia, non sono state trovate tracce di inneschi. Ma è l'escalation impressionante di raid che somigliano a misteriosi avvertimenti all'interno della Villa, a preoccupare. Oggi il bistrot riaprirà regolarmente, come previsto dopo il lockdown. «Nonostante sia l'ennesimo atto vandalico che subiamo: niente furti solo azioni di disturbo come vetri rotti e piccoli sabotaggi alle porte, ai cancelli, al mobilio». Motivo per cui le titolari hanno già sporto tre denunce contro ignoti ma si contano da gennaio almeno 6 atti di vandalismo.

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Chi è convinto, invece, che non si tratti di dolo è Marco Andrea Doria, presidente del Tavolo di coordinamento del parco che ricorda invece come la concessione del bistrot, «sia scaduta e dovrebbe andare a bando». Non solo i punti di ristoro a fare gola per il potenziale economico ma anche i casali immersi nella Villa. Solo lo stop della Soprintendenza ai Beni culturali finora ne ha impedito la cessione. «Le uniche telecamere nella villa sono i nostri occhi», denuncia l'Associazione per Villa Pamphilj. «É necessario installarle subito», incalza Lorenzo Marinone, consigliere municipale Pd. Intanto al vaglio degli inquirenti vi è anche il profilo di un inafferrabile senza fissa dimora polacco, già denunciato a dicembre dalla polizia per vandalismi e poi fermato dai carabinieri ad aprile, ma subito scarcerato dal giudice. La villa è popolata di sbandati e qualcuno potrebbe averne armata la mano su commissione.

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Ultimo aggiornamento: 12:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA