Roma, la morte di Serena Greco in via Nomentana. Il giallo dell’uomo in fuga: «Alla guida senza patente»

Sabato 24 Ottobre 2020 di Camilla Mozzetti
​Incidente corso Trieste-via Nomentana, il giallo dell’uomo in fuga: «Alla guida senza patente»

Gli agenti della polizia municipale del II Gruppo Parioli lo hanno trovato a casa, la scorsa notte, nella sua abitazione al Tuscolano: «Non c’entro nulla con l’incidente», avrebbe detto ma la sua posizione deve ancora essere chiarita e non è escluso che l’uomo - un 37enne ucraino con precedenti - possa essere in qualche modo responsabile dell’incidente sulla Nomentana in cui, venerdì pomeriggio, ha perso la vita Serena Greco, 38 anni, ex schermitrice e madre di due bambini molto piccoli. L’uomo è stato visto scappare da alcuni testimoni subito dopo lo schianto. Guidava una Mercedes grigia senza patente, con l’assicurazione scaduta. Il 37enne ha alle spalle diversi precedenti e il suo permesso di soggiorno è scaduto da tempo. I vigili sono risaliti a lui grazie ai filmati di videosorveglianza di alcune attività commerciali su Corso Trieste e grazie ai racconti di alcuni negozianti che lo hanno visto fermarsi a comprare le sigarette. 

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Da una prima ricostruzione l’incidente si potrebbe spiegare in questo modo: la vittima stava percorrendo via Nomentana, in direzione piazza Sempione, sulla corsia laterale. Arrivata all’incrocio con via Lazzaro Spallanzani la donna a bordo del suo motorino si sarebbe spostata sulla sinistra aspettando il semaforo rosso per poter attraversare la Nomentana e imboccare Corso Trieste. La moto guidata da C. L., 31 anni, che viaggiava nella stessa direzione, ma nella corsia centrale della Nomentana, l’ha colpita in pieno come ha ammesso lo stesso motociclista prima di essere trasportato in codice rosso al San Giovanni dove ieri è stato sottoposto a un intervento chirurgico al bacino. Ma come l’ha colpita? Tra le ipotesi formulate dai vigili, che dovranno ora essere confermate o smentite in base alle perizie sui veicoli che sono stati sequestrati (Mercedes compresa), anche questa: l’auto grigia che poi è scappata e che voleva attraversare anch’essa la Nomentana potrebbe averla tamponata e spinta al centro della carreggiata per evitare di bloccare le auto che venivano dietro costringendola dunque a finire nel mirino del motociclista che, percorrendo la strada a velocità sostenuta, non è riuscito ad evitarla.

Il “Liberty” che la donna guidava si è spezzato in due, Serena è volata in aria ricadendo poi su una “Suzuki Swift” che marciava in senso opposto mentre la moto è finita contro un piccolo porter Piaggio. La Mercedes guidata dall’ucraino invece si è dileguata alla svelta. I vigili considerate le condizioni dell’uomo, l’assenza di patente, di assicurazione e di regolare permesso di soggiorno, non escludono che si sia dato alla fuga perché consapevole dei guai a cui sarebbe andato incontro e non per una responsabilità diretta. Ciononostante, quando venerdì notte gli agenti lo hanno trovato, non è sfuggito loro un dettaglio: l’auto aveva diverse ammaccature sospette. Sarà ora compito delle perizie accertare se quella Mercedes è coinvolta nel tragico incidente anche perché in quel tratto della Nomentana non ci sono telecamere che possano aiutare le indagini. Il Comando generale dei vigili pensa tuttavia a installare degli occhi elettronici sia in quel tratto che all’incrocio con viale Regina Margherita proprio in ragione dell’alto numero di sinistri. Per il momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, si dovrà aspettare almeno l’autopsia sul corpo della vittima che sarà condotta domani.

Serena lascia un grande vuoto oltre che nella sua famiglia nella grande squadra della scherma italiana. Suo marito, Alessandro Di Agostino è istruttore della Federazione, lei stessa è stata una schermitrice per tanti anni. «Serena dopo aver calcato le pedane da atleta e poi anche da arbitro ha curato a lungo la segreteria del Club Scherma Roma - si legge in una nota di cordoglio diffusa ieri dalla Federazione - La sua scomparsa lascia attonita e sconvolta la grande famiglia della scherma italiana, che rimane orfana di un sorriso sempre acceso». La donna aveva disposto la donazione degli organi in caso di morte e la sua volontà ora sarà esaudita. Purtroppo però a causa del forte impatto e della morte sopraggiunta al policlinico Umberto I per emorragia potranno essere espiantate soltanto le cornee. 
 

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA