Studentessa trascinata in un parco e violentata a Bologna: fermato 31enne italo-brasiliano

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La lucidità della vittima, che ha descritto in modo accurato il suo aggressore, e il senso civico di due testimoni che hanno aiutato le indagini della Polizia. Così è stato individuato il presunto autore della violenza sessuale subita all'alba del 2 giugno a Bologna da una studentessa di 24 anni. Orianderson Venturi, 31 anni, nato in Brasile ma cittadino italiano da quando da piccolo fu adottato da una famiglia del Bolognese, è stato fermato sabato sera dagli investigatori della squadra Mobile, che lo hanno rintracciato nei pressi della casa della convivente, poco lontano dal luogo dell'aggressione.

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Aveva già precedenti specifici: nel 2016 era stato denunciato per violenza sessuale dalla fidanzata di allora, ma era conosciuto anche per reati di droga e per lesioni. Secondo la Polizia, coordinata nelle indagini dalla Pm Michela Guidi, sarebbe stato lui ad avvicinare la 24enne in via Serlio e a trascinarla con la forza nel parco del Dopolavoro ferroviario, dove ha subito violenza ed è stata rapinata del cellulare.

Poco prima dell'aggressione, lei si era accorta di essere seguita e aveva telefonato a un amico, uno studente saudita in questi giorni a Bologna, per avvertirlo. Qualche minuto dopo, non riuscendo più a contattarla perché il violentatore le aveva sottratto il telefono, l'amico ha intuito fosse successo qualcosa. Non parlando italiano, per dare l'allarme ha chiamato un altro amico in Cile, che conosce l'italiano e dal Sudamerica ha avvisato la Polizia.

A Venturi gli investigatori sono arrivati grazie alla descrizione fatta dalla ragazza, che di lui ricordava la marca delle scarpe sportive, l'abbigliamento e lo zaino rosso. Ricordava anche che indossava una fede d'argento. Utili alle indagini, svolte anche analizzando i filmati di alcune telecamere della zona, sono state le testimonianze del gestore e di un dipendente di una pizzeria all'interno del parco.

Il 31enne, che conosceva di vista il cameriere, nella stessa serata si era presentato a chiedere qualche spicciolo e una birra. «Ringraziamo questi testimoni - ha detto il capo della Mobile Luca Armeni - perché non si sono fatti scrupoli dimostrando coraggio e senso civico». Questi riscontri hanno permesso di indirizzare le indagini verso un soggetto di origine brasiliana, e non nordafricana come ipotizzato dalla vittima. Dopo averlo identificato, si è scoperto dai suoi profili social che conviveva con una ragazza in zona Navile. Nella casa sono stati trovati, nascosti in bagno, lo zaino e gli abiti che indossava la notte della violenza. L'uomo è stato riconosciuto sia dalla studentessa che dai due testimoni.
Martedì 11 Giugno 2019, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 11-06-2019 19:24
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4 di 4 commenti presenti
2019-06-11 14:39:55
Castrazione chimica.
2019-06-11 11:59:53
e qui mò come la mettiamo che è un italo brasiliano????'
2019-06-11 14:42:19
Ciò che le persone ottuse come te non capiscono è questo. Chi vota a destra non gli interessa se sia giallo, bianco, nero o verde, interessa avere controlli, rigore e certezza della pena. Poichè voi oltre ad essere ottusi siete anche disonesti intellettualmente la buttate in caciara sbandierando il razzismo. Castrazione chimica, qualunque sia la nazionalità. PUNTO.
2019-06-11 16:16:19
@sergenteromano : la mettiamo con una condanna , magari strafregandosene di colore , nazionalità , adozione etc. . E se le leggi attuali sono insufficienti , creiamone altre , più rigorose , che siano comunque uguali per tutti. Per stranieri che delinquono : pena e poi espulsione ; per italiani ( anche se adottati ) che delinquono : pena , stop. Che , ci sei arrivato ora ?

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