Saman Abbas, il fidanzato minacciato di morte e i carabinieri volano a Parigi

Lunedì 27 Settembre 2021
Saman Abbas, il fidanzato minacciato di morte: l'indagine corre e i carabinieri volano a Parigi

L'indagine sulla sparizione e l'omicidio di Saman Abbas va avanti e per proseguire deve andare anche oltre i confini dell'Italia: in Francia, a Parigi. Alcuni investigatori dei carabinieri di Reggio Emilia sono in partenza, in serata, per la capitale francese, dove mercoledì è in programma alla Corte di appello l'udienza per Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas, accusato dell'omicidio della 18enne scomparsa da Novellara il 30 aprile e arrestato il 22 settembre a nord di Parigi.

I carabinieri, prenderanno contatti con la polizia francese, con cui hanno collaborato in questi mesi per le ricerche che hanno portato all'individuazione e al fermo del 33enne pachistano e a quanto pare approfondiranno anche la 'retè di appoggi del latitante.

I carabinieri reggiani opereranno in Francia nell'ambito di una cooperazione internazionale con la polizia francese. Gli accertamenti sono finalizzati anche ad acquisire elementi utili alla cattura dell'altro parente latitante che si pensa essere ancora in Europa, il cugino di Saman, Nomanhulaq Nomanhulaq, che fuggì insieme a Danish Hasnain il 10 maggio.

Il fidanzato di Saman «in pericolo»

I genitori di Saman restano indagati mentre il suo fidanzato Saquib sta continuando a ricevere da tempo minacce di morte. Non solo lui, anche la sua famiglia che vive in Pakistan.

Concedere ai genitori del fidanzato di Saman Abbas, la giovane pakistana scomparsa a Novellara e i cui familiari sono accusati di omicidio, un visto limitato per venire in Italia e mettersi al riparo dalle minacce di morte che già più volte hanno ricevuto in Pakistan. A chiederlo, con una lettera inviata al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e all'ambasciatore italiano ad Islamabad, Andres Ferrarese, è l'avvocato del giovane, Claudio Falleti. Prima di sparire - e come ipotizza la procura di Reggio Emilia, di essere uccisa - Saman aveva intrapreso una relazione con Saqib, un giovane pakistano che abita in Italia. Relazione pesantemente osteggiata dai suoi familiari che volevano, invece, che sposasse un cugino. I genitori di Saquib si trovano in Pakistan, come pure i genitori di Saman. Hanno ricevuto minacce sia di persona, sia attraverso telefonate e messaggi sui social, sia prima, sia dopo la sparizione di Saman.

L'arresto dello zio, ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio, ha fatto alzare il livello di preoccupazione. Il visto a validità territoriale limitata non può essere richiesto dall'interessato, ma può essere concesso dalla rappresentanza diplomatica per particolari ragioni d'urgenza o in caso di necessità. «La famiglia di Saqib - dice l'avvocato Feletti - versa in una condizione di grave pericolo per la propria vita ed è costretta a nascondersi per paura di ripercussioni già minacciate. Questi comportamenti non possono essere trascurati ed è importante che il ministero e le rappresentanze diplomatiche si attivino affinché null'altro di atroce possa accadere, andando ad aggiungersi a una già grave e triste vicenda».

Ma i carabinieri non possono interrogare lo zio in Francia

«Per il momento Danish Hasnain è in stato di detenzione in attesa di estradizione in Italia. Al momento non può essere interrogato sul fondo della vicenda che lo vede coinvolto, né da noi francesi, né dai colleghi italiani. Mercoledì si deciderà la sua sorte»: lo ha detto oggi all'ANSA il commissario Michel Faury, incaricato del caso dello zio di Saman, il cittadino pachistano fermato la scorsa settimana su mandato d'arresto europeo spiccato dall'Italia nell'inchiesta sull'omicidio della giovane Saman.

«La domanda di estradizione da parte delle autorità italiane è stata fatta - ha spiegato il commissario, capo della brigata criminale della polizia di Parigi - poi se Hasnain partirà per l'Italia in tempi rapidi o meno, questo nessuno lo può dire. Dipende dalla domanda che è stata fatta dalle autorità italiane e da quello che lui dirà mercoledì. Essenzialmente, se si oppone o no al trasferimento in Italia. Per esperienza personale, posso dire soltanto che quando c'è un mandato di arresto europeo la procedura va più veloce, in particolare con l'Italia. Ma nessuno può anticipare una data della partenza. Può essere estradato anche all'istante».

Il commissario ha poi riepilogato le varie fasi che hanno portato all'arresto di Hasnain: «a luglio abbiamo avuto i primi elementi, ma dall'inchiesta di allora non scaturì niente. In seguito i nostri amici italiani ci hanno comunciato altri elementi, in particolare i dati del suo computer e l'indirizzo IP utilizzato per navigare sui social network. Lo abbiamo localizzato, prima il quartiere in cui si trovava, poi il palazzo, quindi abbiamo individuato i suoi vicini la settimana scorsa. Per procedere al fermo sono entrati 2 poliziotti, non c'è stata alcuna violenza, soltanto un controllo e poi il provvedimento di fermo. Hasnain, infatti, aveva fornito una falsa identità, ma assomigliava alle foto che ci erano state fornite, quindi lo abbiamo portato in commissariato e abbiamo chiesto all'Italia le sue impronte digitali, che corrispondevano al ricercato». Da allora, lo zio di Saman, accusato della sua morte, «è rinchiuso nel carcere di Fresnes» un penitenziario molto grande nella banlieue sud di Parigi. Il commissario Faury precisa che chi è in stato di detenzione in attesa di estradizione «non può essere interrogato sul fondo dell'inchiesta. Non certo da noi, dal momento che ci è stata chiesto soltanto di fermarlo e avviare la procedura di estradizione. Ma neppure dalla polizia italiana, fin quando Hasnain non sarà consegnato. Attendiamo per stasera dall'Italia l'arrivo di un gruppo di carabinieri, che non potranno però interrogare Hasnain. Indagheranno, faranno domande alle persone che erano con lui e ai vicini dell'appartamento. Sono previsti degli interrogatori nelle prossime ore». 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 07:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA