«Save Sammezzano», speranza europea per salvare un gioiello italiano in decadenza

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di Marco Perillo

A pochi chilometri da Firenze sorge il castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura eclettica d’Italia. La sua storia ha radici molto antiche: si dice che le sue fondamenta abbiano origini etrusche e che addirittura vi soggiornò il Re dei Franchi Carlo Magno. Oggi ci appare nel rifacimento del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona, che dopo averlo ereditato lo riprogettò tra il 1853 e il 1889 sull’onda dell’allora corrente culturale dell'Orientalismo. Tanti sono i risvolti arabeggianti del maniero che tolgono il fiato. Peccato però che questa meraviglia sia da anni in abbandono e si stia rovinando a poco a poco, tra l'incuria e l'insensibilità delle istituzioni. 
 
 

La storia del suo declino è questa: alla fine degli anni Sessanta il castello fu adibito a hotel di lusso e tale rimase fino all’inizio degli agli anni Novanta. Da allora è rimasto in stato di semi-abbandono, alla facile mercé di ladri, vandali, intemperie. Una speranza è nata qualche anno fa, nel 2015, con il movimento civico Save Sammezzano che ha intrapreso una serie di iniziative volte a sensibilizzare persone ed istituzioni. L'obiettivo principale è quello del restauro e del ritorno alla fruibilità di un luogo citato addirittura nel film internazionale «Kingsaman», come esempio di architettura moresca in Italia. 

«Sfruttando al massimo le nostre competenze - racconta il portavoce del movimento Francesco Esposito - e gran parte del nostro tempo, siamo riusciti ad attirare su un bene privato quale Sammezzano un’attenzione civica e mediatica che non ha precedenti in tutta la storia della nostra nazione. Sono tante le iniziative da noi intraprese, come la vittoria del censimento Fai “I Luoghi del Cuore”, la candidatura di Sammezzano al “World Monument Watch” promossa dal World Monument Fund, l’ottenimento di 10 interrogazioni parlamentari relative Sammezzano e l’approvazione di una mozione regionale, la raccolta di 30.000 firme presso la nostra petizione mirante ad ottenerne recupero e fruibilità, l’inserimento di Sammezzano nella lista dei beni in pericolo istituita di Italia Nostra, il coinvolgimento di oltre 120.000 persone sui canali social di Save Sammezzano. Dalla nostra nascita sono stati pubblicati più di 400 articoli e servizi radio/televisivi sia sui media locali che sui media nazionali. Nessun altro soggetto civico prima di noi era mai riuscito ad ottenere tanta visibilità a favore di un unico bene privato chiuso ed inutilizzato da quasi 30 anni. Di tutto questo andiamo molto orgogliosi, anche se ancora non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

Le iniziative per salvare questo gioiello non sono finite. Anzi, vanno avanti a spada tratta.  L’ultima di essa si è concretizzata con la candidatura di Sammezzano, in partnership con il Touring Club Italiano, al “7 Most Endangered”, il programma comunitario promosso da Europa Nostra, che è la federazione paneuropea per il patrimonio culturale, e dall’European Investment Bank Institute. «E’ proprio grazie a questa nostra segnalazione che a gennaio scorso il Castello di Sammezzano è stato incluso  tra i 12 siti culturali europei più in pericolo - racconta Esposito -. Tuttavia di questi 12 solo 7 verranno scelti per essere inseriti nel “7 Most Endengered Program”. Nello specifico, Tale programma europeo prevede missioni di salvataggio da parte degli specialisti di beni culturali e di finanza di Europa Nostra e dell’Istituto Europeo per gli Investimenti. I loro team multidisciplinari si metteranno, infatti, a disposizione diogni sito per valutarne i rischi ma anche le potenzialità economiche e culturali, contribuendo a formulare piani d’azione adeguati a ciascuno di essi». 

L’inserimento del complesso di Sammezzano tra i “7 Most Endangered” sarebbe un successo davvero importante perché i benefici destinati al sito, messi a disposizione della sua futura proprietà si trasformerebbero in un ulteriore e forte incentivo al suo recupero. Sammezzano è l’unica proposta italiana arrivata alla fase finale dell’iter selettivo ed è quindi l’unico sito culturale che rappresenta l’Italia in questo programma europeo. Anche per questo motivo, la candidatura è stata sostenuta ufficialmente dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Regione Toscana e dal Comune di Reggello. Il 15 marzo sarà pubblicata la lista dei 7 siti culturali che accederanno al programma. 
Martedì 6 Marzo 2018, 22:43 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 16:43
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