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Pellet illegale, la Finanza sequestra impianto in Val Vibrata

Martedì 12 Luglio 2022 di Teodora Poeta
Pellet illegale, sequestrato impianto in Val Vibrata

VAL VIBRATA Sono oltre 5mila le tonnellate di pellet da riscaldamento contraffatto e commercializzato che la Guardia di finanza ha sequestrato in seguito a un’operazione a largo raggio che ha interessato tutto il territorio nazionale. In Abruzzo c’è una sola azienda coinvolta che si trova in Val Vibrata, in provincia di Teramo. Al suo interno gli uomini delle Fiamme gialle hanno sequestrato l’impianto di produzione, ma anche 55 tonnellate di pellet illegale e 44 sacchi vuoti con marchio contraffatto. Il titolare dell’azienda teramana è stato denunciato per fronde in commercio e contraffazione insieme ad altri 51 tra imprenditori, rivenditori, produttori, importatori e grossisti del settore di altre regioni.

GLI ACCERTAMENTI Un’operazione nata in seguito ad un’attività di approfondimento ed analisi di rischio elaborata dai finanzieri del Nucleo speciale beni e servizi di Roma i quali, incrociando i dati relativi a importazioni, produzione nazionale, vendite e ai titolari di certificazione hanno rilevato delle anomalie dalle quali sono quindi scattati i successivi accertamenti attraverso interventi ispettivi mirati sul territorio. Non a caso anche il pellet da riscaldamento è soggetto a particolari regole destinate a garantire la qualità della filiera produttiva e la conformità ambientale del prodotto. I cilindretti di legno vengono ottenuti per compressione della segatura di legno ad alta temperatura. Colle o leganti chimici non possono essere utilizzati nel processo produttivo e devono risultare assenti anche nella materia prima utilizzata. Queste prescrizioni garantiscono la compatibilità ambientale del prodotto e il regolare funzionamento dei sistemi di riscaldamento, addirittura in alcune regioni è consentito esclusivamente l’utilizzo del pellet eco compatibile. Dai controlli, invece, sarebbero emersi violazioni in materia di certificazione della qualità e veri e propri impianti di produzione irregolari, in quanto il pellet prodotto, «veniva dichiarato con caratteristiche chimico – fisiche non rispondenti al vero» dice una nota.

IMPORT ILLEGALE Sequestrate anche diverse tonnellate di pellet provenienti da Russia e Bielorussia in quanto importate in violazione delle regole comunitarie. Nel corso dell’operazione sequestrati complessivamente in 40 province 47 macchinari e impianti industriali destinati alla produzione del pellet illegale nonché oltre un milione e mezzo di sacchi vuoti destinati ad essere riempiti e immessi sul mercato con indicazioni mendaci e marchi di certificazione contraffatti su qualità e conformità ambientale. «L’intervento ispettivo è stato orientato ad assicurare il rispetto delle regole nel settore – spiegano i finanziari del Nucleo speciale beni e servizi di Roma - a tutelare gli operatori onesti che rispettano le regole, la sicurezza dei consumatori e l’ambiente». Questo anche perché oggi le energie da biomassa rappresentano la prima alternativa tra le rinnovabili e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie, in un momento in cui il prezzo del gas e dei combustibili fossili risulta particolarmente instabile e anche il prezzo del pellet e più che raddoppiato.

Ultimo aggiornamento: 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA