Russia, scoperta la cava della morte: una fossa comune con oltre 3500 corpi

Martedì 31 Agosto 2021
Russia, scoperta la «cava della morte»: una fossa comune con oltre 3500 corpi

È stata ritrovata in Russia una fossa comune nazista con oltre 3.500 corpi. La scoperta è stata fatta nei pressi della città di Salsk, nella regione di Rostov. La zona era stata occupata dalla Germania di Hitler e a distanza di 75 anni rimergono oggi le prove dei crimini commessi dal Terzo Reich.

Dozzine di donne e bambini uccisi, compresi i neonati. Questa la macabra scoperta di alcuni archeologi locali. Molti furono fucilati, alcuni di questi sembra che siano stati uccisi a causa di violente percosse. L'operazione che ha riportato alla luce i corpi è stata definita dagli esperti che hanno fatto questi ritrovamenti «una questione di giustizia storica».

La «cava della morte»

L'equipe di archeologi Mius-Front, al momento sta lavorando a stretto contatto con il comitato investigativo della zona incaricato. «La nostra spedizione continua a lavorare nella cava della morte della città di Salsk», hanno dichiarato gli archeologi Mius-Front.

«Furono uccisi 3.500 civili dai nazisti nel 1942-43. C'erano anche molti bambini tra loro. Dopo i nostri scavi sono stati trovati e estratti per scopi di ricerca 15 bambini che avevano da uno a quindici anni al momento della morte. Tutto questo è davvero spaventoso», hanno proseguito i Mius-Front. «Non c'è niente di più terrificante in guerra che vedere i bambini morire», hanno continuato.

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La desegretazione dei documenti del Kgb

Le scoperte sono state rese possibili dopo la declassificazione di documenti dagli archivi dei servizi segreti del Kgb di epoca sovietica. Numerosi scavi sono ancora in ​​corso in tutto il Paese dopo la desecretazione della documentazione. «Su molti corpi sono evidenti i segni di colpi alla testa probabilmente inflitti con uno stivale o un pugno», hanno spiegato gli archeologi. «Forse le teste dei bambini sono state sbattute contro l'argilla secca della cava», hanno concluso.

Molte le donne uccise

Tra i 60 set di resti umani in cui è stata condotta l'analisi del dna, 16 sono donne e 19 bambini di età compresa tra i due e i diciannove. Gli scavi nelle fosse di esecuzione sono stati «psicologicamente difficili - ha spiegato Andrey Kudryakov, a capo dell'equipe -. Questa non  si può considerare come archeologia ordinaria o lavoro di ricerca. Ma è una vera operazione di giustizia storica». Presente tra i resti anche quelli di una giovane donna incinta con una croce cosacca al collo.

Iniziata la ricerca dei parenti delle vittime

Gli esperti ritengono che i morti siano principalmente russi, ebrei e zingari deceduti durante l'operazione Barbosa, lanciata dai nazisti nel 1941. La speranza oggi è quella di riuscire ad abbinare alcune vittime a loro parenti, grazie al dna.

Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA