GIORGIA MELONI

Meloni a Draghi: se green pass funziona, niente stato d'emergenza. «No presidenzialismo de facto»

E sul reddito di cittadinanza la leader di FdI dice: mettiamo dei paletti, controlli da fare prima

Mercoledì 3 Novembre 2021
Meloni e Draghi: incontro a Palazzo Chigi

È durato un'ora e mezzo l'incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Tra i vari temi affrontati, la gestione della pandemia e il nodo reddito di cittadinanza. L'esponente politico di opposizione ha sollevato dubbi sulla proroga dello stato di emergenza in considerazione dei giudizi positivi del governo sull'applicazione del green pass. Parlando di tassazione, la presidente di FdI ha illustrato una "manovra" da otto miliardi per ridurre il cuneo fiscale. Bocciata l'idea Giorgetti sul presidenzialismo de facto.

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Stato d'emergenza e green pass: «Uno di troppo»

Tra gli argomenti di discussione, ha riferito Meloni al termine, anche la Legge di bilancio. Ovviamente, grande attenzione sul fronte Covid. Su quest'ultimo tema, ha spiegato Meloni, «delle due l'una, o il Green Pass funziona e non c'è bisogno di prorogare lo stato d'emergenza o non funziona e qualcuno deve rivedere questa scelta».  Circa l'eventuale proroga dello stato di emergenza, di cui si è parlato, per Meloni «il presidente ha detto di non aver ancora deciso e di voler vedere l'andamento della stagione più fredda, mi è sembrato non avesse ancora determinazioni in questo senso». Poi ha aggiunto che se il governo dovesse decidere di prorogare lo stato di emergenza «dovrebbe ammettere che il green pass non era efficace». 

Il daspo a Puzzer: «Non siamo la Cina né i talebani»

Meloni ha poi parlato delle misure attuate a carico di Stefano Puzzer, il sindacalista e portuale di Trieste a capo della protesta no green pass, sbarcato ieri a Roma con un banchetto in piazza del Popolo, rimediando un foglio di via per un anno dalla capitale. Ha detto l'esponente di destra: «Sono rimasta oggettivamente molto colpita dal provvedimento di daspo che è stato comminato a Puzzer. Credo che queste non siano reazioni degne di una democrazia. Non siamo la Corea, non siamo la Cina, non siamo i Talebani, non siamo la Turchia, noi siamo l'Italia e in questa nazione c'è il diritto a manifestare il proprio dissenso». 

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Tagli al cuneo fiscale: proposte per otto miliardi di euro

«Abbiamo portato al presidente del Consiglio - ha aggiunto Meloni - alcune nostre rivendicazioni e proposte, oggi sulla manovra, partendo dalle tasse su cui Fratelli d'Italia rivendica che 8 miliardi vadano interamente sul lavoro e sul taglio del cuneo contributivo da dividersi tra aziende e lavoratori possibilmente con priorità a giovani e donne».

Estimi catastali: «Rischio aumento tasse»

Parlando di tassazione, Meloni ha aggiunto: «Siamo drammaticamente preoccupati dalla revisione delle stime catastali e dal rischio di un aumento delle tasse che inevitabilmente ne deriverebbe. Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio di concentrarsi unicamente sull'emersione delle case non accatastate, ma di non porre le basi per un aumento della tassazione sulla casa che sarebbe drammatica». 

Reddito di cittadinanza: «Paletti e controlli»

L'incontro non poteva non toccare il tema legato al reddito di cittadinanza. «Fratelli d'Italia è contraria - ha spiegato il presidente di FdI - ma almeno chiediamo si possano mettere paletti e ribadito che i controlli vanno fatti prima di dare il reddito e che i soldi che finora sono andati a chi non meritava il sussidio devono invece andare ad aiutare ad esempio i pensionati con pensione di invalidità. È indegna una nazione che riconosce fino a 780 euro a un ventenne in ottima salute e dà la pensione di 270 euro a chi ha un'invalidità».

Ricalcolo contro le "pensioni d'oro"

«A dicembre - altro argomento trattato nel corso dell'incontro con il capo del governo - scadrà il contributo di solidarietà che era stato chiesto ai pensionati molto, molto più fortunati di quelli che vanno in pensione oggi o dei giovani di domani: chiediamo che si reintroduca il contributo di solidarietà e abbiamo portato al presidente Draghi la nostra storica proposta di ricalcolo delle pensioni retributive troppo alte per sanare la vergogna delle pensioni d'oro». 

Il futuro assetto: no presidenzialismo de facto

Parlando all'uscita di Palazzo Chigi con i giornalisti circa lo schema che di qui a breve riguarderà le massime cariche dello Stato, Meloni ha detto che «la più grande riforma che si può fare in Italia è una riforma presidenziale, ma l'idea di un presidenzialismo de facto imposto dall'alto a me non convince, indipendentemente dall'autorevolezza indiscussa del presidente Draghi», bocciando l'ipotesi dell'attuale premier al Quirinale con un ruolo direttivo sull'azione di governo. La domanda era riferita nel dettaglio alla proposta del ministro leghista Giancarlo Giorgetti: «Se si vuole trattare del presidenzialismo, io sono disponibile anzi noi lo stiamo rilanciando», sottolineando che per questo «in primo luogo si deve fare una legge costituzionale e poi il presidente va eletto dai cittadini».

Ultimo aggiornamento: 21:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA