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Elezioni amministrative, il centrodestra parte in vantaggio in 18 comuni su 26

Giovedì 2 Giugno 2022 di Andrea Bulleri
Elezioni amministrative, il centrodestra parte in vantaggio in 18 comuni su 26

Il “punteggio” ai blocchi di partenza è tutt’altro che ravvicinato: 18 a 8 per il centrodestra. Questa la situazione alla vigilia del voto nei 26 capoluoghi di provincia chiamati a eleggere un nuovo sindaco il prossimo 12 giugno. La coalizione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia parte in netto vantaggio. E di conseguenza, è quella che dalla prossima tornata di comunali ha più da perdere: quasi il 70 per cento delle amministrazioni uscenti, infatti (Genova, Verona, L’Aquila, Viterbo, solo per citarne alcune) vede attualmente in sella un primo cittadino di centrodestra.

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Il centrosinistra

Costretto a giocare in rimonta invece il fronte progressista di Pd e Movimento 5 stelle, uniti in buona parte dei capoluoghi al voto - ad eccezione di quelli in cui i pentastellati hanno scelto di non presentare la propria lista -. Il campo largo voluto da Enrico Letta e Giuseppe Conte parte in vantaggio soltanto in 5 città su 26. A cominciare da Parma, dove dieci anni fa i 5 stelle strapparono la loro prima vittoria alle amministrative con Federico Pizzarotti (che poi ha abbandonato il fronte grillino). Tre invece i comuni guidati da liste civiche. 

I comuni

A Genova, uno dei quattro capoluoghi di regione che andranno alle urne, cerca la riconferma il civico Marco Bucci,  sostenuto da tutto il centrodestra oltre che da Italia Viva e Azione (che però hanno scelto di non correre con i propri simboli). Lo sfidante è l’avvocato Ariel Dello Strologo, candidato di Pd e M5s. A Verona a tentare il bis è Federico Sboarina: il sindaco uscente si ricandida con l’appoggio di Lega e Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia sostiene l’ex primo cittadino Flavio Tosi. Il centrosinistra ci prova invece con Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma che ha incassato il placet anche dei pentastellati e di azione. 

Scenario opposto nella Palermo di Leoluca Orlando, dove è il Pd che deve tentare di non cedere la città alla destra. Destra che in questo caso si presenta compatta a sostegno di Roberto Lagalla, appoggiato anche da Italia Viva nonostante il “no” di Matteo Renzi. Per il Pd corre Franco Miceli, presidente dell’ordine degli architetti, appoggiato anche da M5s e sinistra. 

E se a Parma è ancora una volta il campo progressista a dover cercare di non cedere una sua roccaforte (con la candidatura dell’ex assessore di Pizzarotti Michele Guerra, contro un centrodestra spaccato tra Pietro Vignali di Lega e FI e Priamo Bocchi di Fdi), a l’Aquila lo scenario è di nuovo ribaltato: alla deputata Pd Stefania Pezzopane il compito di provare a sfilare la città dopo la sconfitta del 2017, contro l’uscente di Fdi Pierluigi Biondi.

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA