«Il Covid uccide l'1,15% di tutti i pazienti positivi». La ricerca che sconfessa l'Oms

Sabato 31 Ottobre 2020 di Michele Galvani
«Il Covid uccide l'1,15% di tutti i pazienti positivi». La ricerca che sconfessa l'Oms

Il Covid uccide circa l'1,15% di tutte le persone infette, secondo le ultime proiezioni del team Imperal CollegeProfessor Lockdown. Il sorprendente studio è opera anche di Neil Ferguson, l'uomo che disse «fino a 500.000 cittadini britannici potrebbero morire a causa della pandemia» e convinse i ministri a bloccare il Regno Unito a marzo, proprio sulla base del fatto che il virus aveva un tasso di mortalità per infezione di circa l'1%. E ora l'epidemiologo dell'Imperial College di Londra, che si è dimesso dal SAGE dopo lo scandalo dell'amante che vedeva nonostante i divieti, ha pubblicato un nuovo rapporto. Il professor Ferguson e colleghi dell'Imperial sostengono che i loro calcoli siano i più accurati fino ad oggi. Tuttavia, la loro cifra è più del doppio dell'ipotesi dei massimi esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità, che affermano sia intorno allo 0,5%. Anche i consulenti scientifici di Number 10 sono fermamente convinti che uccida solo un paziente infetto su 200. Dunque, lo studio sconfessa l'Oms.

Imperial College team say Covid-19 kills 1.15% of all patients - TWICE as high as the best guess of No10's top scientists https://t.co/ZbstGue6FA

Nello studio, gli scienziati hanno ammesso che il tasso di mortalità era molto più basso per i giovani, affermando che si attesta intorno allo 0,1% negli under 40, lo stesso dell'influenza stagionale. E hanno aggiunto che nei paesi a basso reddito - che hanno popolazioni più giovani - potrebbe arrivare allo 0,23%. Per capire quanto sia mortale il Covid-19, gli scienziati devono calcolare il "tasso di mortalità per infezione" (IFR). L'IFR stima quante persone muoiono a causa della malattia in generale, compresi i pazienti che non mostrano alcun sintomo e potrebbero non essere mai sottoposti a test. Per misurare l'IFR, gli scienziati utilizzano dati ufficiali sui decessi. La maggior parte dei paesi registra una morte per Covid-19 come chiunque sia morto dopo essere risultato positivo alla malattia. Ma non tutti i paesi utilizzano le stesse misurazioni.

Il Regno Unito in precedenza contava le vittime come chiunque fosse morto in qualsiasi momento dopo essere risultato positivo, il che significava che alcune vittime venivano contate anche se si riprendevano e venivano investite da un autobus un mese dopo. Ma per calcolare l'IFR, gli scienziati devono anche sapere esattamente quante persone hanno avuto il coronavirus e questo non è così facile da valutare. Milioni di persone avrebbero avuto la malattia e non sarebbero state testate a causa della mancanza di capacità nei primi giorni della crisi. Quindi misurare l'IFR è un compito difficile, motivo per cui le stime sono così varie.

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I calcoli

L'unico modo in cui gli accademici possono attualmente stimare quante persone hanno avuto il virus è osservare quante persone hanno sviluppato anticorpi contro il coronavirus. I pazienti infetti producono anticorpi - proteine ​​prodotte dal sistema immunitario per combattere gli agenti patogeni in futuro - settimane dopo la loro battaglia contro la malattia. Ma non tutti coloro che hanno il Covid-19 sviluppano anticorpi se altre parti del loro sistema immunitario, come le cellule T, eliminano il virus. E gli studi hanno dimostrato che gli anticorpi possono diminuire nel tempo, il che significa che molti pazienti che sono stati infettati in primavera potrebbero non essere individuati dai test. Proprio questa settimana, uno studio finanziato dal governo dell'Imperial ha rilevato che i livelli di anticorpi in Inghilterra sono diminuiti del 26% da giugno a settembre.

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