Alla fine dell'udienza del mercoledì, sotto un cielo grigio, Papa Francesco ha «esortato» i cattolici presenti alla catechesi settimanale di pregare per Giorgio Napolitano . «E' in condizioni gravi di salute. Che lui abbia conforto, questo servitore della patria». Con l'ex Capo dello Stato Bergoglio ha mantenuto in questi anni un rapporto istituzionale e di stima, ammirando in lui la visione sociale e la sensibilità umana. Alcuni anni fa, tornando da un viaggio in Kazakistan, mentre parlava ai giornalisti e rispondeva a diverse domande, ammetteva di non capire poi molto della politica italiana, anche se aveva indicato due figure sulle quali concentrava l'attenzione. Aveva, infatti, definito «di altissimo livello» sia Giorgio Napolitano che Sergio Mattarella, collocandoli pari merito. E gli altri? «Non li conosco tanto», aveva tagliato corto, sottolineando che per luii politici, a qualunque schieramento appartengano, dovrebbero seguire i «valori della Patria non per interessi, per la poltrona. Bisogna cercare grandi politici che abbiano la capacità di fare politica, che è un'arte».
Il Papa al Quirinale il 14 novembre: incontrerà Napolitano
Giorgio Napolitano è stato il primo presidente italiano che Papa Bergoglio ha conosciuto quando è stato eletto nel 2013.
Napolitano faceva presente al Papa che sul piano politico, l'attenzione di tutti deve essere rivolta in primo luogo alle politiche del lavoro e all'istruzione, che costituiscono gli strumenti fondamentali per costruire una società più giusta e rispettosa dell'uomo. «Altrettanto deciso deve essere lo sforzo nella lotta alla criminalità nelle sue svariate forme, dallo sfruttamento della prostituzione alla pratica del lavoro nero, dalla corruzione al traffico di esseri umani». Una visione molto simile a quella di Papa Francesco affiorata decine di volte nel corso di udienze, omelie, discorsi pubblici.
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