Messa di Natale, l'incognita
in tutta Europa: prime
proteste in Irlanda e Francia

Martedì 24 Novembre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – La messa di Natale, a causa del Covid, è in bilico in tanti paesi in Europa, il coprifuoco italiano forse verrà allentato (ma ancora non si sa), il lockdown al momento è totale in Irlanda e in Francia e poi ci sono le misure severe della Germania. In tutta Europa i vescovi sono in allarme, cercando di capire cosa accadrà durante il periodo natalizio e mettono le mani avanti per salvare il Natale. La pandemia è davvero un problema per la Chiesa, per l'impossibilità di avvicinare la gente e fare catechesi, e già si cominciano ad avvertire i primi moti di protesta. Mentre in Italia continua il dialogo discreto e continuo della Cei con il Comitato Tecnico Sanitario e, probabilmente, si arriverà ad una estensione del coprifuoco almeno per permettere la messa di mezzanotte fermo restando distanziamenti, mascherine, controlli, in altri paesi sta montando la protesta per le misure draconiane che alcuni governi hanno dovuto prendere ma ancora non hanno allentato. Tutto è incerto e ancora allo studio.  

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In Irlanda per esempio, la chiusura delle chiese a partire dall'inizio dell'avvento, ha irritato il clero. «Una grande delusione» ha detto l’arcivescovo Eamon Martin, Primate di Irlanda. Lo stop partirà il 27 novembre e durerà due settimane. Poi si vedrà. Niente è sicuro. Una scelta che il presule definisce «in contrasto con le rassicurazioni date ai gruppi di fede proprio la scorsa settimana, in un incontro in cui siamo stati elogiati per la nostra attenzione alla sicurezza e alla salute pubblica». «Le nostre parrocchie – aggiunge il presule – hanno sempre cercato di sostenere l'esecutivo e le autorità sanitarie pubbliche. Continueremo a farlo, ma preferiremmo agire in un’ottica di collaborazione di dialogo maturo». Martin deplora il fatto che «si possa andare in un negozio per comprare alcolici, ma non in chiesa per recitare da soli una preghiera», «un diritto particolarmente importante per i cattolici». 

«Dato che si parla di ‘salvare il Natale’ – è la conclusione di monsignor Martin – il governo deve considerare che per molte persone un Natale significativo è qualcosa di più dello shopping, del mangiare e del bere, bensì è momento spirituale essenziale».

Proteste e mugugni anche in Francia dove le chiese sono chiuse. Un provvedimento che non viene digerito. L'episcopato era ricorso anche al Consiglio di Stato che però ha dato esito negativo. Così da qualche giorno in alcune parrocchie i parroci con pochi fedeli (distanziati) celebrano sul sagrato, all'aperto. A Lourdes, il santuario più importante d'Europa, non si vedono pellegrini e tutto è desolatamente vuoto. Stamattina eccezionalmente si terrà una messa con diretta in streaming ma alla presenza di pochissime persone alla Grotta dove avvennero le apparizioni mariane alla piccola Bernadette.

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«Le condizioni igienico-sanitarie del Paese non consentono ad oggi la ripresa delle celebrazioni pubbliche» ha detto il governo ai vescovi. Si stanno però studiando al Ministero dell'Interno dei protocolli in collaborazione con i rappresentanti delle religioni delle religioni per una ipotesi di ripresa controllata dal primo dicembre, sempre che le condizioni sanitarie lo consentano. 

In vista della data del primo dicembre, la Conferenza episcopale francese ha presentato al Ministro dell’interno un dettagliato protocollo sanitario per garantire le migliori condizioni di sicurezza possibili. Si stanno facendo i salti mortali per salvare il Natale. 


 

Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA