Il grido di Papa Francesco al mondo: salvate gli oceani, cambiamo tutti lo stile di vita

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Papa Francesco chiede di non rovinare il pianeta terra. Implora di salvarlo. Domanda a tutte le persone di buona volontà di impegnarsi a tutelare il futuro delle prossime generazioni. E chiama a raccolta i credenti perchè possano impegnarsi concretamente, ogni giorno, con comportamenti sostenibili. L'appello contenuto nell'enciclica Laudado Sì viene ripreso anche oggi, primo settembre, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato.

Papa Francesco spiega al termine dell'Angelus in piazza San Pietro che si tratta di «una preghiera ecumenica, che anima la presa di coscienza e l’impegno per tutelare la nostra casa comune, a partire da uno stile di vita personale e familiare più sostenibile. Da oggi fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è un tempo favorevole alla lode di Dio per tutte le sue creature e all’assunzione di responsabilità di fronte al grido della Terra». Poche parole per ravvivare un concetto semplice che ruota attorno alle responsabilità di tutti, dai singoli fino agli Stati. Il Papa non ha mai nascosto preoccupazioni per la tendenza di molte nazioni, tra cui gli Usa del presidente Trump, di non voler sottoscrivere gli impegni di Parigi sulla riduzione delle emissioni di CO2.
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In un messaggio diffuso ieri in tutto il mondo la Chiesa chiede di pregare perchè «politici, scienziati e economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani». Non tutti, infatti, sono concordi nel ritenere che il riscaldamento terrestre costituisca una grave minaccia collettiva e non tutti hanno la stessa visione sullo stato di inquinamento marino dove ormai ci sono isole galleggianti composte da rifiuti plastici grosse quanto la Francia. In questi giorni è suonato un nuovo avvertimento da parte di un pool di scienziati sul fatto che la struttura della plastica nel mare è praticamente già entrata nel ciclo vitale e nella catena dell'alimentazione. 
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Papa Francesco nel video-messaggio per l’intenzione di preghiera del mese di settembre ripete che «la Creazione è un progetto dell’amore di Dio all’umanità», e che gli oceani sono «minacciati da diverse cause». 

«Non possiamo permettere che i mari e gli oceani si riempiano di distese inerti di plastica galleggiante. Anche per questa emergenza siamo chiamati a impegnarci, con mentalità attiva, pregando come se tutto dipendesse dalla Provvidenza divina e operando come se tutto dipendesse da noi«.

Il fitoplancton oceanico, infatti, è responsabile della produzione di oltre la metà dell’ossigeno del pianeta. Ogni anno, oltre 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano negli oceani, causando, tra le altre cose, la morte di circa 100.000 specie. L’inquinamento marino dovuto alla plastica è un problema globale che richiede una responsabilità condivisa e un approccio comune. Nei suoi «Obiettivi di sviluppo sostenibile» le Nazioni Unite si sono poste diversi obiettivi per contrastare questa situazione, consapevole che gli oceani forniscono risorse naturali fondamentali come cibo, medicine, biocarburanti e altri prodotti; contribuiscono alla decomposizione molecolare e all’eliminazione dei rifiuti e dell’inquinamento; e i suoi ecosistemi costieri agiscono da ammortizzatori per ridurre i danni causati dalle tempeste.

 
Domenica 1 Settembre 2019, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 01-09-2019 12:29
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