Roma, elezioni: quanti sono i candidati minisindaci della Lega nei Municipi

Domenica 4 Luglio 2021 di Fabio Rossi
Roma, amministrative: la sfida nei Municipi, la Lega vuole 6 candidati

Il centrosinistra ha chiuso la partita con le Primarie di due settimane fa. Il M5S - viste anche le turbolenze di questo periodo nel mondo pentastellato - definirà il quadro entro la fine del mese, mentre Carlo Calenda ha iniziato a presentare ufficialmente i candidati per guidare i 15 Municipi della Capitale. Nel centrodestra, intanto, la trattativa sugli aspiranti minisindaci è ancora completamente aperta: l'ultima riunione del tavolo romano si è chiusa con una fumata nera e tanti nodi ancora da sciogliere.

Roma, elezioni amministrative: sei candidati minisindaci per la Lega

 

A partire dalla distribuzione delle nomination tra le varie gambe della coalizione: numericamente, almeno cinque candidati saranno targati Fratelli d'Italia, altrettanti Lega e due Forza Italia, a cui si aggiungono un nome scelto da Cambiamo (il movimento di Giovanni Toti), magari in tandem con l'Udc, e uno dalla lista civica di Enrico Michetti. Alla quindicesima casella ambiscono Rinascimento di Vittorio Sgarbi (difficile che la spunti) e i due maggiori azionisti del centrodestra, divisi sulla casacca da attribuire a Michetti. «È un candidato di Fdi, quindi a noi tocca un Municipio in più», dicono dalla Lega. «No, è un civico», rispondono dal partito di Giorgia Meloni, rivendicando di essere «nettamente la prima forza della coalizione» nella Capitale. Quindi c'è il problema delle fasce: VI (Tor Bella Monaca) e XV (Cassia) vengono considerati di fascia A, ovvero con una vittoria del centrodestra assai probabile. Subito dopo ci sono XIV (Monte Mario) e X (Ostia), mentre sono considerati quasi impossibili I (centro storico), II (Parioli-Salario), VIII (Garbatella) e XII (Monteverde).

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I nomi - A Fdi dovrebbe andare la presidenza del VI, con Nicola Franco, mentre il XV andrà al Carroccio, con ballottaggio tra Andrea Signorini e Giuseppe Mocci. Fratelli d'Italia dovrebbe avere anche le nomination del I con Stefano Tozzi, del V (Pigneto-Centocelle) con Daniele Rinaldi, del XII - dove potrebbe essere in lizza Gianni De Lucia - e del XIII (Aurelio) con Marco Giovagnorio. Alla Lega potrebbero quindi andare il IV (Tiburtino) con Roberto Santoro, il IX (Eur) con Antonio D'Apolito in pole position, il X (con Monica Picca o l'ex dirigente di polizia Antonio De Greco) e l'XI (Portuense) con Daniele Catalano. Forza Italia avrà di sicuro il II con Patrizio Di Tursi e potrebbe ottenere i IX con Pietrangelo Massaro: in quest'ultimo caso il Carroccio virerebbe sui XIV, con Fernando Urciuolo. Alla lista Michetti andrebbe così l'VIII, mentre restano in ballo il III (Monte Sacro), che Fdi vorrebbe per Giordana Petrella e il VII (Appio-Tuscolano), dove la Lega vorrebbe candidare Flavia Cerquoni.

 


La campagna - Carlo Calenda, intanto, esclude ogni possibile alleanza al ballottaggio: «Non faccio entrare dalla finestra chi ho lasciato fuori fino a quel momento - sottolinea il leader di Azione - Chiederò ai cittadini di votare per me». Poi parla anche del tema dei nomadi: «I campi Rom? Io penso vadano sempre sgomberati, anche quando si tratta di piccoli insediamenti - sostiene Calenda - Vanno accolti coloro i quali vogliono integrarsi, senza riservare loro corsie preferenziali. Gli altri vanno sgomberati, sgomberati e sgomberati, altrimenti non se ne vanno».
Roberto Gualtieri spiega che «serve una trasformazione profonda della città: abbiamo finalmente la possibilità» grazie al Recovery fund «di realizzare le strutture sociali che mancano o che sono distribuite male - dice l'ex ministro dell'Economia - Possiamo realizzare asili nido, scuole aperte anche il pomeriggio, usare il 110 per cento per migliorare il nostro patrimonio urbanistico di edilizia popolare».
Michetti, invece, si sofferma sulla cura della città: «È inaccettabile apprendere che ci siano persone bloccate a casa o in una stazione per la mancata manutenzione di un ascensore - scrive su Facebook - La civiltà di un popolo e di una comunità si misura in particolare sulla capacità di assicurare piena cittadinanza a tutti. Per questo, ci vuole un impegno assoluto delle varie forze politiche e sociali sul fronte dell'abbattimento delle barriere architettoniche così come sulla parità di accesso al mercato del lavoro».

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Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA