«Niente vaccino e ho preso il virus. Ora sono pentita, quella non è libertà»: il racconto di Franca Petrucci

Giovedì 29 Luglio 2021 di Graziella Melina
Franca Petrucci: «Niente vaccino e ho preso il virus. Ora sono pentita, quella non è libertà»

Il vaccino anticovid, Franca Petrucci 59 anni di Roma, non lo aveva voluto fare. «Pensavo non fosse sicuro e poi, lo ammetto, immaginavo che dietro questa spinta a vaccinare ci fossero gli interessi delle case farmaceutiche». Poi Franca si contagia e comincia a stare male. Le terapie a casa non funzionano. Grazie ad una somministrazione di anticorpi monoclonali al Campus Bio-medico di Roma ha ripreso però a stare meglio. «Quella che chiedono i no vax - mette ora in guardia - non è libertà. Tutt'altro».

 

 

Perché non si era vaccinata?

«Io sono un tipo che non prende medicine, mai. Neanche per un mal di testa o di denti. Quindi, mi metteva un po' di paura questo fatto di iniettarmi un vaccino che, pensavo, non era comunque sicuro al 100 per cento ed è stato trovato in poco tempo. Le mie erano tutte reticenze. Volevo aspettare. Magari nel frattempo lo potevano perfezionare».

Lei non ha certo problemi a informarsi correttamente. Come mai tutte queste reticenze?

«È vero. E poi, sia mia mamma che mia sorella si sono vaccinate. Ripeto, avevo paura di iniettarmi qualche cosa, era solo una reticenza a livello mentale. Poi, però, bisogna stare sempre attenti perché in effetti il virus sta dietro l'angolo, purtroppo».

Come si è infettata?

«Mi sono contagiata attraverso mio figlio. La sera dei famosi festeggiamenti per la vittoria dell'Italia al campionato europeo il virus li ha colpiti quasi tutti. Su 20 ragazzi di 24 e 25 anni, solo due non si sono infettati».

Ma stavano festeggiando in un locale, al chiuso?

«No, no. Hanno festeggiato al mare, all'aperto».

E poi?

«Questo è successo domenica. Ho visto mio figlio però dopo due giorni, il martedì, e stava bene. Siamo andati in macchina insieme».

Neanche suo figlio era vaccinato?

«No. Sa, i ragazzi non si vogliono fare il vaccino perché hanno paura di rimanere impotenti o sterili...».

Alla fine tutti positivi?

«Lui il mercoledì è andato al lavoro, si è misurato la temperatura, ma niente. E invece la sera aveva 39 di febbre. Così, il giorno dopo abbiamo fatto subito il tampone. È risultato positivo e come lui gli altri 18 ragazzi. Tutti con mal di testa e tosse. Li hanno curati a casa, però ancora non risultano negativi».

E poi è toccato a lei?

«Quando ho visto che mio figlio stava male, chiaramente non sono andata al lavoro. La domenica ho fatto il tampone. Sono risultata positiva e sono rimasta a casa, senza potere più uscire. Io non ho avuto la febbre. Avevo mal di testa, ed è sparito purtroppo il senso del gusto e dell'olfatto. Il problema è che, però, sono una fumatrice, quindi dopo 5-6 giorni ho cominciato ad avere una tosse molto forte».

Ha provato a curarsi a casa?

«La dottoressa mi ha dato l'aerosol. Ma non mi ha fatto niente. Poi il cortisone, e mi ha messo subito in contatto col Campus Bio-medico per fare la terapia monoclonale. L'ho fatta questa mattina e oggi sto molto bene (ieri ndr)».

Un farmaco alla fine se l'è fatto iniettare.

«Sì, avevo paura di farmelo somministrare, come sempre. Ma ora sono contenta di averlo fatto».

Pentita di non essersi vaccinata?

«Sì, pentita lo sono. E mi danno adesso fastidio le manifestazioni di queste persone che si dicono no vax. Quella che chiedono non è libertà. Mentalmente non sono loro quelli liberi».

Tornasse indietro?

«Mi sarei vaccinata, perché il vaccino serve per non avere complicanze. Io lo farò tra tre mesi. So bene che non tutti possono accedere alle cure monoclonali, e che se si prende questo virus non si sa come va a finire. E poi, se ti ammali, anche il fatto di stare isolata, non vedere nessuno è una situazione molto pesante. Per cui sì, sono pentita e dispiaciuta per non essermi vaccinata».

 

 

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA