Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Scoperta la nave Endurance perduta di Shackleton: affondò 107 anni fa tra i ghiacci dell'Antartide

L'Endurance era una delle due navi utilizzate dalla spedizione imperiale transantartica del 1914-1917

Mercoledì 9 Marzo 2022 di Laura Larcan
foto crediti Falklands Maritime Heritage Trust

Chissà, il più elettrizzato sarà sir Kenneth Branagh, magistrale attore regista britannico, l'ultimo ad aver interpretato il ruolo del grande carismatico esploratore dell'Antartide Ernest Shackleton. Già perché la sua Endurance, la splendida goletta concepita per la navigazione tra gli iceberg e sprofondata nel ghiaccio il 21 novembre del 1915, al largo delle coste dell'Antartide, è stata ritrovata. A dare la notizia, riportata dal DailyMail, è il Falklands Maritime Heritage Trust che ha annunciato di aver intercettato la famosa (leggendaria) nave di legno, abbandonata 107 anni fa nel Mare di Weddell. Si trova incastonata sul fondo marino a una profondità di ben 3.008 metri. Siamo al cospetto di un relitto secolare che ha davvero scritto pagine di storia. Degna, non a caso, di romanzi e film.

Scoperta la nave perduta di Shackleton: affondò 107 anni fa nell'Antartide

ROBOT SOTTOMARINI

L'Endurance, come viene narrato anche dal libro "Endurance. L'incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud" di Alfred Lansingrimase intrappolata nei ghiacci del mare di Weddell e per dieci mesi venne trascinata verso nord-ovest dalla deriva del pack. Il 21 novembre del 1915 la nave, non resistendo alla pressione della banchisa, sprofondò nel ghiaccio, costringendo Shackleton e il suo equipaggio di 28 uomini disperati a un'incredibile lotta per la sopravvivenza in uno dei luoghi più inospitali della Terra.

 

 

Le immagini divulgate, realizzate durante le ricerche subacquee, ed eseguite con robot sottomarini altamente tecnologici, sono impressionanti: il relitto appare perfettamente conservato, con il timone della nave ancora intatto e il nome "Endurance" ancora visibile sulla poppa della nave.

A CENTO ANNI DALLA MORTE DI SHACKLETON

L'avventura è iniziata lo scorso febbraio in occasione del centesimo anniversario della morte di Shackleton. L'obiettivo dell'impresa era quello di localizzare il relitto. Ci si aspettava qualche reperto, ma non l'intera nave! Partenza da Cape Town in Sud Africa, puntando su un'area di ricerca definita già da studi preparatori alla spedizione. Poi, la sorpresa:  il suo ritrovamento a circa quattro miglia a sud della posizione originariamente registrata dal capitano della nave Frank Worsley. Come precisa il DailyMail, il Falklands Maritime Heritage Trust ha assicurato ora che le ispezioni non toccheranno o rovineranno l'integrità del relitto, considerato a tutti gli effetti un monumento storico (ai sensi del Trattato sull'Antartide). 

Scoperto veliero del 1700: il naufragio dell'esploratore James Cook è un mistero. È "guerra" tra archeologi

LA SPEDIZIONE

Il capo della spedizione, John Shears, ha dichiarato che la sua squadra, accompagnata dallo storico Dan Snow, ha fatto la "storia polare" completando quella che ha definito «la ricerca di relitti più impegnativa del mondo». «Inoltre - ha aggiunto Shears - abbiamo intrapreso importanti ricerche scientifiche in una parte del mondo che influisce direttamente sul clima e sull'ambiente globali». A stupire i ricercatori e gli archeologi subacquei è lo stato di conservazione: «è di gran lunga il miglior relitto di legno che abbiamo mai visto». «È eretto, ben orgoglioso del fondale marino, intatto e in un brillante stato di conservazione. Puoi persino vedere Endurance arcuato a poppa, direttamente sotto il taffrail». Uno spettacolo. Emozioni pure. Le foto, le riprese e le scansioni al laser rilasciate dal Falklands Maritime Heritage Trust dell'Endurance, visualizzate nella sala di controllo a bordo del SAAgulhas II durante la spedizione, sono incredibili.

Otranto, dal mare riaffiora il tesoro della Magna Grecia: recuperato il carico di un relitto di 2600 anni fa

LA STORIA

L'Endurance era una delle due navi utilizzate dalla spedizione imperiale transantartica del 1914-1917, in prima Grande Guerra, con l'obiettivo di effettuare la prima traversata terrestre dell'Antartide. Il traguardo era quello di atterrare a Vahsel Bay, ma la nave rimase bloccata nella banchisa nel mare di Weddell il 18 gennaio del 1915, dove lei e il suo equipaggio sarebbero rimasti fino a quando la nave non fu schiacciata e affondò il 21 novembre 1915. Con un equipaggio di 28 uomini, l'Endurance, lungo oltre 43 metri, era una goletta a tre alberi costruita in modo robusto per le operazioni nelle acque polari. L'Endurance infatti non raggiunse mai la terraferma e i suoi uomini a bordo furiono costretti ad abbandonarla. Cento anni dopo la morte di Shackleton, è stata ritrovata. 

IL DOCUMENTARIO

Dagli abissi all'etere. La scoperta dell'Endurance sarà al centro di un documentario targato National Geographic che sarà disponibile dall’autunno 2022 sui canali National Geographic e su Disney+. L'opera è realizzata da National Geographic in collaborazione con History Hit, Little Dot Studios e Consequential. Prodotto anche in collaborazione con ABC News, sarà diretto dalla nominata ai BAFTA Natalie Hewit.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA